11 febbraio

1897

GAVORRANO [o Scarlino] – Nasce Aggio Simoncini. Giardiniere, anarchico, è attivo dall’immediato dopoguerra. Nel settembre 1921 viene arrestato per scontri armati con i fascisti, posto in libertà provvisoria nel gennaio 1923, espatria in Francia ed è iscritto in Rubrica di Frontiera per propaganda antifascista. Arrestato al rimpatrio nel dicembre 1940, è confinato a Ventotene e Renicci-Anghiari per 3 anni. Nel settembre 1943 evade dalla prigionia (CPC).

1910

CAPOLIVERI – Nasce Ugo Cardenti, bracciante antifascista. Condannato una prima volta per tentato espatrio clandestino nel 1933, militare di stanza in un battaglione di disciplina all’ isola d’Elba, riesce a disertare con altri nell’aprile 1937 e raggiunge la Spagna per combattere nelle formazioni antifranchiste. Ferito in combattimento, passa in Francia nel febbraio 1939 ed è internato a Gurs e Vernet. Arrestato al rimpatrio nel gennaio 1943, viene condannato a 8 anni di reclusione (CPC).

1910

CINIGIANO – Nasce Dino Terni, antifascista processato dal Tribunale Speciale del Fascismo (CPC ex IDA).

1911

ABBADIA S.SALVATORE – Nasce Gino Coppi, operaio arrestato e diffidato con altri nell’ aprile 1930 per canto di Bandiera Rossa. Tuttavia, dopo solo un anno, viene radiato dal casellario Politico, presumibilmente perché rappacificato col regime fascista (CPC).

1923 

GAVORRANO – Nasce Ivan Atzeni: sarà fucilato dai nazifascisti a Massa Marittima il 26 maggio del 1944 (iscrizione tombale c/o cimitero di Massa Mar.).

1944 

FRASSINE – Si presenta alla formazione Gilberto Cerboni, uno dei più rappresentativi esponenti del C.L.N. massetano e padre del comandante Mario, recando notizie su un imminente rastrellamento nella zona. Il comandante Chirici avverte tutte le squadre, mandando Giuseppe Martellini e scorta a reperire una mitragliatrice Breda precedentemente nascosta in capanni abbandonati a Poggio alla Marruca (RAM).

MANCIANO – Nella notte tra l’11 e il 12 i partigiani fanno saltare il ponte sul torrente Meleta (CRT).

RADICONDOLI – Come riferirà Giovannetti il giorno dopo, i partigiani Lepanto Piombini, Cesare Lipparini e Renato Petrai, di ritorno da una missione a Colle Val d’Elsa (cui lui si era aggregato trasgredendo agli ordini) sono catturati e  trattenuti nella caserma dei Carabinieri. Solo Giovannetti riesce a fuggire, mentre gli altri vengono trasferiti alle Murate di Firenze (RAM).