4 agosto

1902

PISA – Nasce Luigi Citella, calzolaio e comunista. Arrestato il 19 ottobre 1935 per opposizione alla guerra di Abissinia e offese al capo del governo, è confinato per 5 anni a Boano e alle Tremiti. Liberato condizionalmente il 18 marzo 1937 per la nascita del principe, nel 1943 viene condannato a 6 mesi, 20 giorni di reclusione per lesioni, poi diffidato (CPC).

1905

PALAIA – Nasce Orlando Cavallini, parrucchiere, in seguito residente a Genova. Attivo propagandista comunista, fermato nel dicembre 1926, viene successivamente deferito al Tribunale Speciale, prosciolto per insufficienza di prove ma comunque confinato a Lipari per 5 anni, ridotti a 3 in appello. Arrestato con altri, per aver denunciato la responsabilità delle autorità per la morte di un confinato, è prosciolto per insufficienza di prove nel febbraio 1930, mentre il 25 giugno 1931 è liberato. Ripetutamente fermato negli anni successivi, il 29 aprile 1939 viene arrestato per organizzazione comunista e condannato dal Tribunale Speciale a 3 anni di reclusione, di cui 2 condonati. Poco dopo la sua liberazione, avvenuta il 24 aprile 1940, viene internato a Manfredonia dal luglio 1940 al giugno 1941 (CPC).

1907

FOLLONICA – “L’ Etruria Nuova dà notizia della nascita di un Comitato Anticlericale, con un comizio in Piazza della Guglia per protestare contro i turpi fatti delle Consolate di Milano. Nell’occasione avevano parlato il repubblicano Viazzi e l’anarchico Nicolini (DFDF).

1908

LIVORNO – Nasce Mario Ceccarini, calzolaio comunista condannato nel 1936 a 3 anni di detenzione per “Costituzione del PCI, appartenenza allo stesso e propaganda“.

1921

GROSSETO – Da una lettera dell’ ispettore Paolella al Ministeno dell’ Interno, si ha conferma dell’alleanza tra fascisti e forze dell’ ordine: ” … dei militi dell’ Arma sono noti i sentimenti, in gran parte favorevoli al fascismo … la loro azione fu generalmente negativa e non di rado tollerante e di adesione. Furono visti frequentemente associati ai fascisti, per la strada, nei pubblici esercizi e nelle operazioni di servizio. Durante la devastazione della Camera del Lavoro, il vice commissario Nardone dovette più volte richiamarli perchè invece di opporsi collaboravano all’azione vandalica … quasi tutti gli ordini da me impartiti venivano a conoscenza dei fascisti … E basta accennare che di 33 mandati di cattura da me personalmente consegnati con tutta segretezza se ne potessero eseguire soltanto 4 e questi per opera dei funzionari …  Dell’ Esercito … accennerò che dovetti far richiamare il Comandante del presidio, perchè il capitano del distaccamento al termine delle esercitazioni faceva traversare la città ai suoi uomini al canto di “Giovinezza “. La magistratura locale … è anch’essa propensa al fascismo e, pur astenendosi da manifestazioni, ne dà prova con la lentezza esasperante con la quale conduce le istruttorie relative ai numerosi processi iniziati dalle autorità di P.S. …” (LNO).

RIO MARINA – Una relazione della PS di Livorno dà notizia dell’ arresto di Arditi del Popolo recatisi da Piombino a Rio Marina con due barche a vela. Gli arrestati sono in parte piombinesi ( Giuseppe Carducci, Roberto Austero, Angelo Albano ), in parte di Livorno e Rio Marina (FAR).

1922

LIVORNO – Conquistato il Comune il giorno prima, i fascisti sfilano in corteo per la città, in testa Costanzo Ciano ed il marchese Perrone Compagni: a loro si uniscono i principali rappresentanti della classe dirigente livornese. Adesso le camicie nere hanno completamente carta bianca per bastonare, stanare, purgare ogni oppositore ( MdAL). Intanto i giornali pubblicano l’elenco ancora incompleto di altre vittime della mattanza fascista dei giorni precedenti. Si tratta del pensionato ultrasettantenne Oreste Romanacci colpito in via Cairoli, dell’ operaio anarchico Gilberto Catarzi  (35 anni, operaio e militante anarchico, colpito in via Palestro mentre, con la moglie, sta entrando in una rivendita di carbone)  e del quattordicenne Bruno Giacomini, tutti rimasti uccisi. I feriti da arma da fuoco sono numerosi: il fattorino telegrafico Dario Barbini, Gemma Arrigoni (34), Cesare Saettini, Amedeo Bacci, Genoveffa Marinai Luperi, Leda Rolla, Francesco Cafiero e Adolfo Fiorni di 71 anni. Alla fine si conteranno 6 morti e 22 feriti (RLL).

MONTENERO – I fascisti livornesi assaltano il Circolo socialista di Montanero, appiccando anche il fuoco (RLL).

PISA – Continuano le persecuzioni contro il sindacalista dei ferrovieri Augusto Castrucci: in una piazza della città, gli squadristi in camicia nera affiggono il bando della sua “condanna a morte” (Comu).

1929

BUTI – Arresto del bracciante anarchico Giovanni Barghini, sessantunenne, per offese al capo del governo Mussolini (CPC).

LIVORNO – Per non disturbare il varo della nave ”25 de mayo” e le cerimonie fasciste previste per l’11 agosto cui parteciperà il segretario nazionale del P.N.F., gli anarchici Giovanni Sarti e Virgilio Antonelli vengono fermati e trattenuti in carcere fino al 12 del mese (RLL).

1942 

RUSSIA – Sul fronte russo, cade Faliero Volterrani, comunista di Poggibonsi, più volte arrestato per la sua attività politica (CPC).

1944

ASCIANO PISANO – La sorella di un partigiano e essa stessa collaboratrice della Resistenza viene uccisa dai tedeschi nel corso di un tentativo di violenza carnale (CRT). Il fatto avviene su delazione di alcune donne appartenenti alla borghesia locale e spie fasciste, frequentanti il comando tedesco installato a Villa Borri. La vittima è Licia Rosati, sorella del partigiano Faliero, falciata da una raffica di mitra mentre tenta la fuga e poi finita con un colpo alla nuca. L’esecutore materiale del crimine è il maresciallo di artiglieria Hofer.  (RMAA).

CASCINA – Gli Alleati fanno ritirare tutte le squadre partigiane adiacenti all’ Arno: la Brigata Boscaglia, si stanzia quindi a Lavaiano, presso Pisa (RGB).

CASTELFRANCO di SOTTO – Nel territorio comunale, Giuseppe Posarelli (45)  è vittima dei nazifascisti (Progetto Memoria – Regione Toscana).

ORZIGNANO – “Barbaramente rapito da mano tedesca“, viene ucciso Vasco Saviozzi, nato il 14 aprile 1904 ((lapide cimitero locale).

PISA – I tedeschi rastrellano 200 uomini da adibire a opere di fortificazione (CRT).

S.GIULIANO TERME – La notte tra il 4 e il 5 agosto, in località Faeta, una pattuglia partigiana della Formazione Nevilio Casarosa procede all’esecuzione del famigerato squadrista Antonio Sanguigni, responsabile con Alessandro Carosi, Filippo Morghen, Franco Adami, Giuseppe Biscioni ed il capostazione di S.Giuliano Terme, Grimaldi, dell’assassinio dell’anarchico Ugo Rindi, avvenuta in Vecchiano l’8 aprile 1924 (RMAA).