22 giugno

1899 

ROSIGNANO Marittimo – Nasce Elio Molendi, di Alcide. Muratore, anarchico, va a risiedere a Magliano in Toscana. E’ schedato e sorvegliato dal 1914 al 1933, anno della radiazione dal Casellario (PVQ,49).

1901

PIOMBINO – Come riporterà La Martinella alcuni giorni dopo, alle Ferriere Italiane “fu licenziato metà del personale e si pretendeva che i pochi rimasti si assoggettassero ad una fatica insopportabile con la metà di paga di quando il lavoro funzionava regolarmente” (CCO).

1914

LIVORNO – Nasce Giuseppe “Bepi” Bigoni, partigiano combattente in Piemonte con la 15ª Brigata Sap Garibaldi  (IRT).

1919

PIOMBINO – Nasce Lusi Castelli, “Pedro”: parteciperà alla Resistenza piemontese ottenendo la qualifica di patriota dal 16 giugno 1944 al 7 giugno 1945 con la 19ª Brigata Garibaldi (IRT).

1922

PIOMBINO – Nei pressi del Teatro dei Ravvivati, dove stazionano sempre Carabinieri e Guardie Regie, viene bastonato a sangue dai fascisti e poi condotto in ospedale l’operaio Pellegrini (RLL + FAR).

S.GIULIANO Terme – Invasa dai fascisti la sezione comunista a Bagni di San Giuliano (SQU).

1927

LIVORNO – Nasce Luciano Annibale, nome di battaglia “Diavolo Rosso” – Elettricista, fino all’agosto del ’44 è inquadrato nella Divisione San Marco della RSI a cui si sottrae. Partigiano combattente con la 2ª Brigata della 10ª Divisione di Giustizia e Libertà dall’ 1.09.1944 all’ 8.06.1945. il 15 aprile 1945 viene ferito in uno scontro nel comune di Alba (Cn) (IRT).

1930

FIRENZE – Arresto del socialista scarlinese Attilio Mariotti per propaganda antifascista e conseguente condanna al confino per un anno, interamente scontato (CPC).

1932 

SIENA – Dato che il sovversivo Leo Franci era stato richesto quale operaio da una ditta di bonifica in quel di Magliana (Roma), era partito un fitto scambio espistolare tra le Questure di Siena e Roma teso a verificare se fosse o meno il caso di revocarne l’inibizione a recarsi nella capitale. Nonostante la soddisfazione del comune colligiano di poter vederlo allontanare (lettera del 10/6/1932), il dubbio è risolto dalla questura romana perchè “tenuto presente che la località Magliana è frequentata da Alte Personalità, non si ritiene opportuno revocare nei confronti del soprascritto comunista [Leo Franci], la diffida…”

1944

ARCIDOSSO – Le unità alleate conquistano il paese.

BIBBONA – Partigiani della 3a Brigata Garibaldi fanno saltare il ponte dell’ Ulivino (CRT).

CALDANA – Le unità alleate conquistano il paese.

CAMPIGLIA Marittima – I tedeschi della Wehrmacht procedono al reclutamento forzato di 300 lavoratori  (CRT).

CASTELLINA in CHIANTI – Attaccato e disarmato un militare tedesco (CRT).

CASTELNUOVO BERARDENGA – In località Muricce, attaccato e distrutto un camion tedesco dalla 1a Banda Monte Amiata; a Ponte a Lavarnino, attaccati tedeschi che scortavano bestiame sequestrato e recupero degli animali (CRT).

CASTELNUOVO Val di Cecina – Una pattuglia partigiana viene catturata dalla Wehrmacht: vengono uccisi  4 partigiani I corpi sono mutilati in modo tale da essere resi irriconoscibili (RMAA).

CASTIGLIONCELLO BANDINI – Le unità alleate conquistano il paese.

CASTIGLIONE d’Orcia – Liberazione dal nazifascismo [altre fonti indicano il 25 giugno] (Reg. Toscana).

CETONA – Liberazione del paese da parte di colonne britanniche ma i partigiani avevano precedentemente ripulito la zona dai nazifascisti (ILM).

CHIUSI – Tragica giornata di sangue. Catturati nelle proprie abitazioni dai tedeschi e trasportati in località Gonzarelli, vengono uccisi con colpi di mitraglia Giovanni Perugini (34), Leonello Mazzetti (49), Bruno (45) e Marino (20) Benicchi. Al podere S.Lazzaro, altri tedeschi sparano all’ultrasettantenne Pietro Nenci (71) reo di aver lasciato il rifugio per recarsi a governare le bestie. In località Monte, stessa tragica fine tocca alla 33enne Anna Fanciulli, mentre in una calzoleria di  via Bonci un soldato tedesco uccide il 76enne Giuseppe Granelli ( SNFT ).  Altre vittime sono Giulia Montaini (76), Domenico Paolucci (50) e Pietro Valdambrini (70) (Regione Toscana).

DONORATICO – La Wehrmacht tedesca fucila 2 contadini. Sulla strada per sassetta i partigiani attaccano un camion carico di soldati tedeschi  (CRT).

FOLLONICA – Alle ore 17 viene ucciso il partigiano follonichese Ildo Chiti , 22 anni, sarto. Quasi contemporaneamente, mentre sta scortando un soldato della Wehrmacht sbandato verso il campo partigiano, viene catturato dai nazisti il partigiano follonichese Ivo Tafi, il cui corpo non verrà mai più ritrovato. Intanto (secondo la fonte MPL) entrano in paese le Bande partigiane di Scarlino e Pian d’Alma e, due giorni prima dell’arrivo degli Americani e della liberazione ufficiale, snidano le SS in vari combattimenti casa per casa (MPL).

GAVORRANO – Un pattuglione della Camicia Bianca mitraglia efficacemente gli operai addetti al rimettere in uso la ferrovia Roma-Pisa interrompendo i lavori (RCBR).

GIUNCARICO – Le unità alleate conquistano il paese.

MASSA Marittima – In località La Spina 5 vittime del Nazifascismo (ANPI). La Banda Camicia Bianca infligge gravi perdite ai tedeschi: 7 morti, 4 feriti, 18 catturati, 9 mezzi incendiati o catturati (CRT).

MONTELATERONE –  Le unità alleate conquistano il paese.

MONTEPULCIANO – In località Tre Tombe di Acquaviva, tedeschi della divisione Goering trucidano i coloni di Cervognano Arturo (57) e Alceo (24) Baldi, padre e figlio, ai quali viene trovata una ricevuta rilasciata dai partigiani per la consegna di una pistola ( SNFT ).

PAGANICO – Il parroco annota che il paese “fu conquistato la sera del 22 giugno, ridotto ad una maceria, con il 50% di case distrutte  il 50% rovinate” (AGA).

PRATA – Fatta evacuare la popolazione, la squadra di Maestro Lepanto Piombini ingaggia un combattimento coi nazisti che uccidono due civili. (RGB e altro).

RADICONDOLI – I tedeschi, di sorpresa, riescono ad arrivare quasi nel centro del territorio della XXIIIª Brigata Boscaglia, ai poderi Ripa e Mammoleta, ingaggiando una battaglia che non ha un tragico epilogo coi partigiani soprattutto per ”la fretta” con cui i nazisti decidono di recedere dall’iniziativa, impegnati come sono nella ritirata generale per assestarsi sul fronte dell’ Arno (ACG).

ROCCASTRADA – Per il secondo giorno consecutivo i tedeschi tentano di forzare i posti di blocco partigiani intorno al paese ma vengono respinti: cade però il comandante della formazione Gramsci e 3 partigiani vengono feriti. Superiori le perdite tedesche (CRT).

S.FIORA – Le unità alleate conquistano il paese.

S. VINCENZO – Viene ritrovato il corpo del sappista piombinese Renato Ghignoli, catturato grazie ad una delazione e fucilato dai tedeschi. Riesumato alla presenza dei familiari, il corpo viene ritrovato privo delle mani e dei piedi, sotterrati nella stesa buca, ancora più in profondità.

SASSO PISANOFrancois Iacopini con 3 squadre entra in Sasso Pisano disarmando la Caserma repubblicana e malmenando diversi fascisti: al sopraggiungere della cavalleria tedesca si conteranno un numero imprecisato di feriti tra i nazisti.

SCARLINO – Liberazione del paese ( Regione Toscana ). Alle ore 13, le avanguardie Alleate (tre camionette comandate dal cap. Dearing) giungono nella piana di Scarlino salendo fino al paese, suscitando l’esultanza dei partigiani (già occupatori del paese) e della popolazione. Un gruppo di partigiani si offre di partecipare ad una ricognizione delle avanguardie alleate su Follonica, agli ordini dello stesso ufficiale. Fanno così da guida i partigiani: Carlo Fabbrini, Aonio Berretti, Floro Fontani, Silio Tosi, Venanzio Cappelli, Guglielmo Pistolesi e Quinto Maestrini (RBSC-RBSF).  Lo scopo è quello di evitare un cannoneggiamento per snidare i tedeschi: durante l’azione sono numerosi i corpo a corpo contro i nazisti che hanno vistose perdite umane (Il Diciannove). Alla stessa ora, in località Vedetta, una pattuglia partigiana stana ed ingaggia un combattimento con un gruppo di militari tedeschi, costringendoli a “darsi alla fuga ed a cadere nelle linee alleate dove subito vennero fatti prigionieri” (RBSC-CRT).

STICCIANO – Le unità alleate conquistano il paese.
STRIBUGLIANO – Le unità alleate conquistano il paese.

1945

GROSSETO – Nel fascicolo 1849-Grosseto del Ministero dell’ Interno si parla di incidenti a causa della “non desiderata interferenza di elementi partigiani in operazione di polizia“. Si tratta del fermo, da parte di 4 partigiani, di due sospettati del massacro di Niccioleta del giugno 1944 ( Min. dell’interno – Fascicoli 1944-45 ). ( SNFT ).