26 marzo

1884

CECINA – Nasce Roberto Barsotti, commerciante residente a Pisa e comunista. Padre di Jonio, anch’esso successivamente controllato e diffidato, è attivo nel Partito Socialista e nel sindacato per passare poi, nel 1921, al PCI. Candidato alle elezioni politiche, organizzatore degli Arditi del Popolo, esonerato dalle ferrovie nel 1923, subisce fino al 1926 vari arresti e condanne. Il 27 novembre 1927 viene confinato per 3 anni prima a Tremiti e poi a Lipari. Nel frattempo è deferito al Tribunale Speciale per ricostituzione del PCI e prosciolto, pena poi commutata in ammonizione. Il 24 luglio 1930 viene arrestato per partecipazione al Soccorso Rosso e per diffusione di stampa antifascista e nuovamente confinato, questa volta 5 anni a Ponza, ma l’anno successivo anche stavolta la pena è commutata in ammonizione. Risulta ancora vigilato nel 1941 (CPC).

1899 

S.MINIATO – Nasce Walter Spessotto Clay. Fattorino antifascista, va a risiedere a Firenze e viene diffidato nel gennaio 1931, nonchè schedato come “Capace di organizzare manifestazioni antifasciste“. Ammonito nel marzo 1937 per attività contraria al regime, era ancora vigilato nel 1942 (CPC).

1902

MONTICIANO – Nasce Remo Galli. Muratore, dirigente della sezione socialista di Monticiano nel 1920. Schedato come comunista, nel 1921 è condannato a 9 mesi di carcere per partecipazionea una sommossa popolare. Nel 1923 espatria in Francia e belgio ed è iscritto in Rubrica di Frontiera. Arrestato al rimpatrio, il 10 settembre 1942 viene internato  alle Tremiti da dove è liberato nell’ agosto 1943 (CPC).

1904 

CALCI – Nasce Rovigo Naldini. Falegname, residente a La Spezia, viene colpito da mandato di cattura nel 1923 per concorso in “omicidio di fascisti” durante la difesa di Sarzana dell’estate 1921. Ripara in Francia. Assolto in prima istanza, ma condannato in contumacia in appello nel 1930 a 15 anni di reclusione. Nel 1942 è segnalato a Parigi (CPC).

1910

ABBADIA S.SALVATORE – Nasce Lorenzo Contorni, minatore comunista. Il 12 luglio 1935, con altri, è arrestato per canto di Bandiera Rossa ed offese al capo del governo e confinato 3 anni  a Ponza. Liberato condizionalmente il 20 marzo 1937 in occasione della nascita del principe ereditario, risulta ancora vigilato nel 1942 (CPC).

1912

ISOLA DEL GIGLIO –Nasce Pietro Modesti. Minatore, antifascista rinviato a giudizio e processato dal Tribunale Speciale del Fascismo (CPC ex IDA) con sentenza nr. 689 del 1942 (TMV).

1913 

LIVORNO – Nasce Piero Orsucci. Operaio antifascista residente a Barga (Lu): nel luglio 1941 viene diffidato dal regime per discorsi antifascisti (CPC).

1935

LIVORNO – Nuovo arresto di Vasco Jacoponi, perché sospettato di lavorare alla riorganizzazione del Partito Comunista. Per la polizia fascista egli risulta essere ” a capo di un gruppo di comunisti estremisti elevati a critici dell’operato dei dirigenti il movimento suddetto. Secondo costoro l’organizzazione seguiva una tattica moderata, ciò che è contrario al carattere ed allo spirito del vero comunismo ” (LDIIR).

1937

LIVORNO – Nella notte tra il 25 e il 26 marzo vengono arrestati Francesco Corsi, il “comunista schedato” Marcello Berni e il “comunista pricoloso” Alcide  Cafferata,  perché sorpresi, nel laboratorio di quest’ultimo, ad ascoltare “la falsa propaganda radio trasmessa dalle stazioni spagnole” (RLL).

S.CARLO – Dentro lo stabilimento Solvay, appare la scritta ” Si lavora e un si guadagna ma si fa come in Spagna” (FAR).

1940 

LIVORNO – Per offese al capo del governo Mussolini, il marittimo livornese Emidio Lorenzini viene arrestato subendo poi una condanna a 5 anni di confino, solo parzialmente scontati (CPC).

1944 

ABBADIA di MONTEPULCIANO – In un bar di Abbadia di Montepulciano, attacco partigiano contro militi della GNR conclusosi con un fascista morto, 3 feriti ed un tedesco anch’esso ferito (CRT). Fonte fascista: “un gruppo di 20 sconosciuti … la sparatoria produsse la morte del milite Giulio Cherubini ed il ferimento lieve del milite Pietro Leoni. Inoltre riuscirono a disarmare altri due militi e ferire gravemente un militare tedesco che si trovava casualmente sul posto. Il milite Poggiani, estratta la pistola, sparò due colpi ferendo un ribelle, che venne trasportato a braccia dagli altri aggressori” (Notiziario GNR del 1/4/44).

CASTELLINA in Chianti – Nella fattoria di Rencine, i partigiani dei Distaccamenti Velio e Borsa catturano il capitano della Milizia Forestale Pietro Brandini e il tenente Pietro Gabella, sorpresi mentre giocano a carte con le mogli. Brandini si dice ‘amico dei partigiani’ e segnala la presenza nella fattoria di un ufficiale tedesco, Heinrich Rugen, “ispettore per la requisizione dei quadrupedi per il Comando germanico” che viene anch’egli catturato. Il tutto servirà per un’operazione di scambio di prigionieri ma, approfittando di un rastrellamento fascista, successivamente il Brandini ed il tedesco riusciranno a fuggire (RGB – SUP – CLN Castellina in Chianti – CRT-Notiziario GNR del 1/4/44).

GUARDISTALLO – Partigiani della IIIª Bgta disarmano 5 militi della GNR (CRT).

MONTICCHIELLO – I partigiani della Banda della Val d’Orcia infliggono una punizione pubblica al locale rivenditore di generi di monopolio che pratica il mercato nero (CRT).

PAGANICO – Il Capo della provincia, Alceo Ercolani, così descrive retoricamente i sanguinosi fatti della mattanza di Maiano Lavacchio: ” … la tempra d’acciaio dei Comandanti e dei gregari. Penetrando in fitto bosco il Cap. De Anna e il Sottotenente Muller unitamente ai loro uomini, dopo aver superato molte difficoltà, riuscivano a  sorprendere nel sonno un gruppo di bande armate. … La fucilazione degli 11 elementi trovati con le armi, ha fatto rifulgere la decisione, il sangue freddo e la saldezza della fede fascista dei Capi e dei gregari tutti .” (MDI) E prega gli vengano segnalati i nominativi maggiormente distintisi nell’azione per un premio in denaro …

SEMPRONIANO – Nonostante fallisca l’attacco alla caserma della GNR perché i militi fanno in tempo a barricarsi e sbarrare la porta, riesce invece l’azione partigiana di rapire Giovacchino Brinci, segretario del PFR di Manciano, e il sergente Guglielmo Faenzi della GNR mentre il maresciallo Luca Carlucci, anch’esso GNR,  viene ucciso nella sua casa dopo uno scontro a fuoco. Brinci e Faenzi sono portati, dagli uomini di Canzanelli, al campo partigiano delle Caprarecce, dove sono trattenuti come ostaggi in attesa di eventuali scambi di prigionieri. I partigiani si impadroniscono anche di materiale bellico (BAM-REL. 7G).

Zona di confine nord tra le province di Grosseto e Siena – Un tristissimo fatto interno al movimento partigiano: “Primo”  della XXIIIª Brigata Boscaglia e “Brandano” della Brigata Lavagnini, quest’ultimo già precedentemente “graziato” per alcune grassazioni sotto falsa copertura partigiana, vengono sorpresi mentre tentano la diserzione e giustiziati per decisione unanime dei capi delle formazioni di appartenenza.

1945 

GUSEN – Nel lager tedesco, da deportato, muore Umberto Hartwig di Enrico, nato a Livorno nel 1927 [EDM-LXX].

1946

VOLTERRA – All’alba, un plotone della Polizia Giudiziaria di Genova, giustizia mediante fucilazione alla schiena i fascisti Isidoro Crassini (28) e Giuseppe Bot (38), condannati a morte dalla Corte Straordinaria d’Assise di Treviso per collaborazionismo e uccisione di partigiani (PBA).