Archive for gennaio, 2011

14 e 15 gennaio 2011 – Pisa : Nostra patria è il mondo intero: Pietro Gori nel movimento operaio e libertario italiano e internazionale.

gennaio 6, 2011 | Agenda Rossa



    Nel centenario della morte di Pietro Gori, la Biblioteca Franco Serantini organizza per il 14 e 15 gennaio 2011 a Pisa un convegno nazionale di studi dal titolo: Nostra patria è il mondo intero: Pietro Gori nel movimento operaio e libertario italiano e internazionale. C/o Aula magna storica, La Sapienza, PISA (facoltà di giurisprudenza) PROGRAMMA: ...Dall'8 al 20 gennaio Mostra bibliografica Le parole di Gori, che verrà inaugurata sabato 8 gennaio 2011 alla presenza di Alessandra Pesante, Franco Bertolucci e Mauro Stampacchia, è ospitata nei locali della Biblioteca Universitaria. 13 Gennaio ORE 21.00 c/o Polo Carmignani "La canzone anarchica da Gori a De Andrè" presenta Paolo Finzi, a seguire concerto.   14 GENNAIO ore 9,30-13 "Politica e conflitto sociale tra '800 e '900" Giampietro Berti, Pietro Gori e l'anarchismo italiano. Maurizio Antonioli, Gori protosindacalista. Marco Scavino, Gli anarchici, gli operaisti e la fondazione del Partito socialista. Mauro Stampacchia, Pietro Gori e la critica alla socialdemocrazia: il dibattito internazionale tra la fine dell'800 e l'inizio del '900. Emanuela Minuto, In difesa della libertà: percorsi goriani di fine Ottocento. Alessandro Volpi, Alcune riflessioni sulla "biblioteca" economica di un anarchico di fine secolo. ore 15-18 "Identità e culture dell'anarchismo" Umberto Sereni, I profeti del liberato mondo. Alessandro Portelli, Identità e tradizione libertaria: alcune riflessioni sul caso italiano. Massimo Ortalli, Forme e linguaggi della propaganda anarchica: la fortuna dei pamphlet goriani. Franco Schirone e Santo Catanuto, La canzone e il teatro come strumenti di formazione dell'identità anarchica. Alessandro Breccia, Pisa: studenti, docenti e le nuove culture delle libertà. Vincenzo Ruggiero, Anarchismo e criminalità.   15 GENNAIO ore 9,30-13 "Le comunità anarchiche italiane nei processi migratori" Maurizio Binaghi, "Pietro Gori in Svizzera. La lunga tradizione d'accoglienza di una «Repubblica borghese» (1870-1895)". Pietro Dipaola, "La più forte e qualificata concentrazione di anarchici di tutte le nazionalità". Gori rifugiato a Londra. Arnaldo Testi, La questione sociale negli Stati Uniti ai tempi del viaggio di Pietro Gori. Bruno Cartosio, Anarchici e socialisti nel movimento operaio negli Stati Uniti. Katia Massara e Oscar Greco, Gli oppositori politici calabresi in America latina nel periodo della grande emigrazione. ore 15-18 "I territori e la diffusione del movimento anarchico" Franco Bertolucci, L'anarchismo in Toscana negli anni della formazione politica e culturale di Gori. Alessandro Luparini, L'anarchismo nel ravennate di fine secolo. Roberto Giulianelli, "Difesa e propaganda": Pietro Gori, avvocato nei tribunali dell'Abruzzo e delle Marche". Natale Musarra, «Il saluto del ritorno». Pietro Gori in Sicilia.

Rosignano Marittimo, 11 gennaio 2011: ricordando Pietro Gori

gennaio 4, 2011 | Agenda Rossa



programma Piazza Gori, Villa Pertusati - Rosignano Marittimo   1911-2011   Celebrazioni  del  centenario della  morte  di  Pietro Gori   Pietro Gori morì l'8 gennaio 1911 a Portoferraio. Nella ricorrenza della morte l’Amministrazione intende rendere omaggio a questo illustre concittadino - che fu militante rivoluzionario, fervente sostenitore del movimento operaio, avvocato dei poveri, filosofo e poeta - con l'apertura straordinaria del Fondo Gori. L'11 gennaio per ricordare l’arrivo della salma a Rosignano e la celebrazione dei funerali si svolgerà, inoltre, un Consiglio Comunale aperto durante il quale verrà presentato il libro “Viaggi e avventure di Pietro Gori, anarchico”

GROSSETO 19- 20 gennaio 2011: Spagna, Despuès de la guerra … ricordare gli antifascisti italiani

gennaio 4, 2011 | Agenda Rossa



Mercoledì 19 gennaio ore 21 e 30 al Teatro degli Industri di Grosseto   Pueblo que canta no morirà   I Vincanto cantano la Resistenza spagnola     “Voglio cantare e se non canto moro”, così inizia uno stornello che Sandro Portelli raccolse  nel 1970 da due donne emigrate dall’Abruzzo e baraccate a Roma presso l’acquedotto Felice. Nel mondo popolare il canto restituiva presenza e dignità anche a chi era costretto ad una vita di miseria e possedeva a mala pena se stesso, la propria voce. Si cantava  per riappropriarsi di se stessi, per ricordarsi di esistere, per sopravvivere alla fatica, all’alienazione del lavoro, ai soprusi del padrone, alla povertà, alla guerra, perfino alla dittatura. Si cantava per non morire, affatto metaforicamente. “Pueblo que canta no morirà” è un viaggio con i Vincanto nella Spagna antifranchista; dai canti nati sulle barricate repubblicane, pieni di speranza, di orgoglio, a quelli sarcastici e malinconici nati durante la dittatura, in un periodo in cui ricordare la guerra significava per molti ricordare una terribile sconfitta, ma nei quali ancora qualcuno non cessava di ammonire che se i fiori di Spagna erano morti in aprile (il primo aprile del 1939 Franco proclamò la fine della guerra e la nascita del regime) quei fiori sarebbero tornati, perché “al pueblo y a las flor no los mata el fusil” . Canzoni che sono vere pagine di storia,  raccolte in gran parte proprio da ricercatori italiani che si occuparono prevalentemente di musica popolare del nostro paese, durante un memorabile viaggio in Spagna  avvenuto nell’estate del 1961, in piena dittatura franchista. Canzoni  spesso nate su melodie di brani e danze  popolari preesistenti,  o sulle arie di inni di altre precedenti guerre e rivolte, importanti certamente come documenti, ma anche musicalmente e poeticamente bellissime. Ogni canzone ha una sua storia che si lega alla vita delle persone che l’hanno cantata. Questa storia proviamo oggi a raccontare.    Nell'ambito del convegno   Despuès de la guerra   Antifascisti italiani e toscani tra guerra di Spagna, Francia dei campi, Resistenze.     Palazzo della Provincia, Sala Pegaso Grosseto, 19 e 20 gennaio 2011 ISGREC, via de’ Barberi 61 - 58100 Grosseto tel/fax +390564415219 segreteria@isgrec.it www.isgrec.it   ISGREC-INSMLI Ministerio de la Presidencia, Spagna Collaborazione: Comune di Grosseto, Provincia di Grosseto, Istituti storici toscani, Istituto Salvemini-Torino, “Spagna contemporanea”, MUME, La Jonquera     Patrocinio Regione Toscana Ambasciata di Spagna a Roma   Dopo la ricerca sulla partecipazione dei volontari toscani alla guerra civile spagnola, il lavoro di cui si dà conto riguarda le esperienze che seguirono. La prima, l’internamento nei campi della Francia del Sud, ha stentato ad emergere nella coscienza collettiva. Fu un regime democratico a risolvere l’emergenza della “marea umana” che nell’inverno del 1939 si riversò in Francia, oltre il confine dei Pirenei, ammassando  i reduci, stremati da tre anni di una guerra orribile e dalla sconfitta patita, insieme ai civili nei Camps de la plage.  Quello che fu l’esito di uno dei più imponenti esodi forzati di popolazioni, nell’Europa del Novecento, è documentato da immagini fotografiche e riprese filmiche. Gli archivi francesi conservano abbondanti tracce del calvario, che condusse molti a lunghe permanenze nei campi dell’interno, nel tempo divenuti anche luoghi di segregazione per vittime di nuove persecuzioni politiche e razziali. Le carte restituiscono spesso l’immagine di condizioni di vita estreme, ma insieme della graduale ripresa di energie e volontà politiche. Gurs, Vernet, come altri campi, lungo un tempo che va dalla Retirada agli anni di Vichy, furono anche luoghi di nuova aggregazione per gli ex-miliziani e i volontari delle Brigate internazionali, apprendistato politico per i più giovani. L’uscita dai campi fu in molti casi l’inizio di una nuova esperienza di lotta, nella Resistenza, in Francia o in Italia. Attraverso il frammento di storia, che la ricerca sui volontari toscani ha cercato di ricomporre, è possibile cogliere le tracce della continuità di un antifascismo, che va ben oltre le cronologie e le vicende delle storie nazionali. La posta in gioco, nel linguaggio di Carlo Rosselli, erano “valori così grandi, tutta la speranza di un’epoca, il bisogno di emancipazione, la pace stessa, la sorte dei popoli oppressi”(1937). *** Il convegno Despuès de la guerra. Antifascisti italiani e toscani tra guerra di Spagna, Francia dei campi, Resistenze si colloca all’interno delle ricerche, progettate dall’ISGREC e sostenute dal Governo spagnolo, nell’ambito di bandi, finalizzati a sostenere “Actividades relacionadas con las víctimas de la Guerra Civil y del franquismo”. Dal 2008 a oggi, sono tre i progetti accolti e finanziati dal Ministerio de la Presidencia della Spagna. L’esito del lavoro concluso attraverso i primi due è visibile nel sito web www.isgrec.it. Siamo grati alla Spagna, che sta avendo cura anche della memoria di altri popoli e paesi. Per l’ISGREC questa ricerca  è stata occasione per la costruzione di una preziosissima rete di relazioni europee. programma_convegno_internazionale