26 gennaio

1860 

MONTEPULCIANO – Nasce Cesare Lombardelli. Muratore, socialista, nel dicembre 1928 viene arrestato e, sotto l’accusa di aver affermato che “Mussolini è un traditore, senza di lui sarebbe venuto il comunismo“, viene condannato a 5 mesi di reclusione e 416 lire di multa. Tuttavia, nel 1937, è radiato dal casellario politico, probabilmente per l’età (CPC).

1886

PISA– Nasce Lorenzo Conti. Repubblicano, di professione viaggiatore di commercio, nel giugno 1926 viene arrestato per aver convinto delle donne a mettere dei fiori su un ritratto di Giacomo Matteotti nel secondo anniversario del suo assassinio. Diffidato nel maggio 1927, l’anno dopo viene internato in manicomio fino alla sua morte avvenuta nel 1941 (CPC).

1890

BAGNI S.GIULIANO – Nasce Arduilio D’Angina [aut, erroneamente, D’Augina], da Virgilio e Cesira Sbrana, operaio fonditore emigrato giovanissimo in Francia, da dove nel 1910 viene espulso per avervi svolto attività politica. Munito di licenza di avviamento professionale,  viene schedato come “Irriducibile anarchico antimilitarista dall’immediato dopoguerra” . Trasferitosi a Torino, qui è arrestato l’8 febbraio 1931 per i suoi contatti con compagni di fede e confinato a Ponza per 3 anni, da dove ritorna in libertà nel dicembre 1932 per l’amnistia del decennale fascista. Sarà vigilato almeno fino al 1942, ma dal 1937 è residente a Bologna dove viene assunto alla “Calzoni”. Milita nella 63ª Brigata Garibaldi Bolerooperando a Sala Bolognese. Riconosciuto partigiano con il gradi di maresciallo, dal 1° maggio 1944 alla Liberazione.(CPC e altro).

CASTELFRANCO di Sotto – Nasce Guglielmo Papini. Di professione panieraio, anarchico schedato dal 1909, viene diffidato nel 1942 per vilipendio del regime (CPC).

1894 

PISA – Nasce Giuseppe Pardini, partigiano combattente col grado di capitano nella Divisione Garibaldi in Jugoslavia (ANPI Roma).

1898

CEVOLI (PI) – Nasce Dino Frangioni. Facchino successivamente trasferitosi a Livorno, socialista attivo dall’ immediato dopoguerra, nel 1921 passa al PCI ed è Ardito del Popolo, poi ripetutamente fermato nel biennio 1925-26. Arrestato il 16 febbraio 1927 per organizzazione comunista e prosciolto per insufficienza di prove dal Tribunale Speciale ma incluso nell’elenco delle persone da arrestare in determinate circostanze. Espatria clandestinamente in Francia nell’aprile 1930, viene condannato in contumacia a 3 anni di reclusione. Al suo rimpatrio, marzo 1942, viene arrestato ed ammonito, fino a che l’amnistia del ventennale non lo proscioglie a fine ottobre dello stesso anno. Avrà poi un ruolo importante nella Resistenza toscana come responsabile militare interprovinciale della IIIª Brigata partigiana Garibaldi col nome di battaglia “Livio” (CPC – RLL).

S.LORENZO a PAGNATICO – Nasce Giovanni Lazzerini. Bracciante, attivo politicamente dal 1919, passa con i comunisti. Residente a Cascina, viene diffidato nel 1929 dai fascisti che, nel 1936, lo radiano dal Casellario Politico, evidentemente non ritenendolo più ostile al regime (CPC).

1899

LIVORNO – Nasce Marcello Berni, meccanico. Entrato nella rete clandestina comunista nel 1930, ne diviene capocellula. Arrestato il 13 gennaio 1931 e deportato a Lipari, emigrerà clandestinamente due anni dopo in Corsica. Nell’ottobre 1933 espatria clandestinamente e al rimpatrio (giugno 1934) subisce una condanna a 3 mesi di arresti e 2.000 lire di ammenda. Il 25 marzo 1937 viene arrestato con altri per ascolto di Radio Barcellona e confinato così a Tremiti dove subisce subito provvedimenti amministrativi e carcere per rifiuto di sottostare all’imposizione del saluto romano. Nel Natale ’37 viene prosciolto ma rimane vigilato almeno fino al 1942. Sorvegliato dai fascisti fino alla loro caduta. Muore a Livorno nel 1974. Un simbolo sulla sua lapide al Cimitero dei Lupi ne ricorda gli ideali che professò per tutta la vita (RLL – CPC).

1900

PISA– Nasce Giulio Cortesi, bracciante e comunista in seguito residente a Seravezza. Viene arrestato il 7 novembre 1937 per scritte antifasciste e quindi confinato a Grassano per 4 anni. Liberato condizionalmente il 30 giugno 1939 e diffidato (CPC).

1915

PIOMBINO – Nasce Ario Dal Bo, operaio trasferitosi a Torino dove sarà arrestato nella primavera 1943 perché facente parte di ”organizzazione comunista” e deferito al Tribunale Speciale del Fascismo (CPC). Poi, coi nomi di battaglia Ario o Missio, partigiano combattente con la Resistenza piemontese nella  Brigata Val di Lanzo, con la Brigata Sap Torino e con il Comando della 7ª Divisione Monferrato (IRT).

1922

POGGIBONSI – I fascisti incendiano la Casa del Popolo (SQU).

1923 

LIVORNO – Nasce Riccardo “Fulmine” Garrone, partigiano nella Resistenza piemontese, combattente della 10ª Brigata Gramsci (IRT).

1924 

GROSSETO – In risposta ad una circolare con la quale il Generale Giovanni Maggiotto, Prefetto, nell’imminenza delle elezioni politiche, chiede polso fermo alle istituzioni fasciste contro eventuali tumulti, la Federazione Grossetana dei Sindacati fascisti risponde rassicurante di avere tutto sotto controllo con i suoi “…oltre 12.000 organizzati del cervello e del muscolo …”, lasciandosi andare a giudizi politici come “il liberalismo è un pallone gonfiato ed ha radice nel capoluogo. Raccoglie i rifiuti della politica sorpassata e si esaurisce in una bega a sapore antifascista, con mistificazione e trucchi ...” (PIA).

1925

LIVORNO – In una fiaschetteria del sobborgo Torretta, vengono arrestati Franco Nelli, Marcello Benigni, Vittorio Baldanzi, Cafiero Giusti, Oscar Macera e Arrigo Cappelli, con l’accusa di aver affisso, nel quartiere San Marco,  dei manifestini comunisti commemorativi del primo anniversario della scomparsa di Lenin. Contestualmente sono arrestati il bracciante Pietro Podestà ed il falegname ‘comunista pericoloso’ Angiolino Giacomelli per aver entrambi collaborato nella diffusione di volantini stampati in Svizzera su mandato di Ilio Baronitni ”comunista, pericoloso, audace, attivissimo” e di Armando Gigli ”comunista temibile”, anch’essi agli arresti (RLL).

1944

MANCIANO – A sera i partigiani attaccano l’albergo Legaluppi nel centro del paese, residenza delle autorità: resta ucciso  il brigadiere della polizia fascista Catone Corridori, [classe 1998, originario di Roccastrada] vanitoso guardaspalle dei gerarchi locali, mentre viene solo ferito il segretario politico fascista del paese Giovacchino Brinci, forse obiettivo principale dell’ attacco. Resta ferito a morte il partigiano Giovanni Salvatore Martinez (CRT – AGA – BAM).

1945

AUSCHWITZ – Deportato nel campo di sterminio, muore l’ebreo Ettore Abenaim, figlio di Umberto Abenaim e Linda Cassuto, nato ia Pisa il 5 agosto 1909 [CDE].

TORINO – Cade in combattimento il partigiano piombinese “Raio” Bruno Tosi, 17 anni (IRT).