2 agosto

1873 

MONTEROTONDO Marittimo – Nasce Altero Bertucci, operaio anarchico. Nel 1892 viene condannato ad oltre 2 anni per attentati dinamitardi contro possidenti locali che lui smentirà decisamente: per questo motivo si dà alla latitanza e condurrà decenni di vita grama segnata da una profonda avversione al mondo fascista.

1898 

COLLE di Val d’ Elsa – Nasce Siro Jozzi, vetrario antifascista, in seguito residente a Poggibonsi. Arrestato il 2 luglio 1940 per offese al capo del governo, condannato al confino a Pisticci per un anno, ma liberato nel marzo 1941 (CPC).

1899

VOLTERRA–  Nasce Umberto Raspi. Fabbro, sergente nella Iª guerra mondiale, risiede a Genova ed è comunista. Espatriato in Francia dal 1922, nell’ottobre 1936 si arruola per combattere i franchisti in Spagna come ufficiale del Battaglione Garibaldi. Rientrato in Francia per malattia nella primavera 1937, è arrestato al rimpatrio in Italia nell’aprile 1939 e qui confinato per 2 anni a Ponza e Tremiti. La pena è commutata in ammonizione per grave infermità nel gennaio 1940 ma, dal giugno al novembre dello stesso anno, è internato a Manfredonia (CPC). Stabilitosi a Sestri Ponente, è uno dei principali organizzatori dei gruppi armati della Resistenza libertaria. Catturato e deportato in Germania non farà più ritorno: sarà  fucilato a Buchenwald il 4 aprile 1945 (AIL + Fonti varie).

1902

ROSIGNANO Marittimo – Nasce Edoardo Castagnone. Residente in Piemonte, a Crescentino (Vc), da civile verrà fucilato dai nazifascisti l’8 dicembre 1944 (IRT).

SIENA – Nasce Lina Ranucci. Attiva politicamente dall’immediato dopoguerra, residente a Livorno dove fa la stenografa, viene arrestata per organizzazione comunista nel luglio 1927, ma il Tribunale Speciale la proscioglie. Nel 1934 è radtaia dal Casellario Politico (CPC).

1910 

GIUNCARICO – Nasce ” Rolando Baicchi di Celso. Residente a S.Fons – Rhone in Francia – Comunista da vigilare e segnalare. Connotati: statura bassa, olivastro, capelli biondi, occhi castani, naso rettilineo, corporatura piccola ” (Questura di GR – 18/04/1934 + BDR pag.47): figlio dell’altro sovversivo comunista Celso (Vedi Biografia R/esistente).

1920

PIOMBINO – Nasce Duilio Ceccarelli, Falco, partigiano combattente nella Resistenza piemontese con la 17ª Brigata Matteotti – Comando 2ª Zona (IRT).

1921

PIOMBINO – Il commissario di P.S. scrive al prefetto di Pisa che gli Arditi del Popolo ” sono numerosissimi e son formati da anarchici, sindacalisti, comunisti e socialisti qui residenti. Hanno risposto all’appello dell’ on. Mingrino, non solo i giovani operai ma anche gli anziani. Lo dimostra il fatto che il defunto Morelli Giuseppe a 37 anni [ucciso da un vicecommissario di P.S., Pozzolesi, sembra alle spalle mentre stava affiggendo un manifesto – ndr] vi faceva parte … gli arditi sarebbero circa 600 … ” numero enorme, a fronte dei soli 30 campigliesi e dei circa 300 pisani (FAR).

1922

CASTELNUOVO di Val di Cecina – Dopo aver supplito alle dimissioni di Pietro Cascinelli, Garibaldo Bisogni, ex assessore, è costretto a dimettersi a sua volta – con altri 11 consiglieri – dai fascisti che a scopo intimidatorio gli depongono delle bombe a mano sulla scrivania. Pochi giorni dopo viene installato un anonimo commissario prefettizio fascista, certo Giordano Bruno Caramelli (ACG).

GROSSETO – Lo sciopero generale è il tentativo di una risposta civile per arrestare il dilagare della violenza fascista ma le pressioni e le minacce fasciste fanno si che l’esito non sia positivo: vengono bastonati scioperanti come i comunisti Luigi Franchi e Aldo Perugini, il repubblicano Mario Monaldi, il medico Cervario, gli operai Bruno Neri, Giacomo Velini ed altri (Aristeo Banchi – Si va pel mondo).

LIVORNO– In mattinata, squadracce fascist [x WPD, capeggiati da Costanzo Ciano e Dino Perrone Compagni], e distruggono il Circolo dei Ferrovieri rubando documentri che portano alla sede del fascio. Verso le 13 è la volta della sezione comunista di via Santa Fortunata ad essere oggetto dell’interesse degli “italianissimi” ma, respinti da guardie regie, non si placano. Devastano il negozio del parrucchiere Ghelardi in via del Giardino, bastonano il facchino Natale Cini e feriscono in via Cairoli l’operaio Erasmo Rappa. A Ponte Arcione alcuni sovversivi reagiscono e sparano alla vettura dell’ on. Costanzo Ciano, senza tuttavia ferire gli occupanti, quindi verso mezzanotte ingaggiano uno scontro con un camion carico di fascisti: nel conflitto di circa 3 quarti d’ora resta ucciso l’anarchico Filippo Filippetti [altre fonti riportano il fatto al 1° ed il 7 agosto], 30 anni, il cui corpo sarà ritrovato in un canneto il giorno dopo (RLL). Allo scontro, tra gli altri, partecipa il comunista Dino Frangioni. In città, aggressione fascista a Mario Spini che transita in bicicletta: questi, facendo fuoco con la sua pistola, si apre un varco e sfugge alla morsa degli aggressori (MdAL).

1936

BACCINELLO – Nella frazione di Scansano, il bracciante antifascista Terzilio Buti, precedentemente ammonito per manifestazione sovversiva, viene condannato dai fascisti a 3 mesi di arresto per contravvenzione al monto ricevuto (CPC).

1938 

FOLLONICA – Arresto dello studente Carlo Tamanti, di 23 anni, imputato di aver detto in pubblico “Mussolini quando si è accorto che Grandi era più intelligente di lui lo ha liquidato mandandolo a Londra. Mussolini col pane di granturco ha disgustato tutto il popolo” (TMV).

1940

PIOMBINO – Arresto di Enrico Gargarella, gestore dell’ Albergo Centrale, sospettato di avere relazioni con stranieri (FAR).

1943

PIOMBINO – I carabinieri procedono a togliere corone di fiori, cartelli e nastri rossi che la popolazione aveva precedentemente messo sulle tombe degli antifascisti e martiri Oreste Granelli, Emilio Gagliardi, Silvio Mina, Sigismondo Batini, Landino Landi, Amaddio Lucarelli e Arrigo Campani (LDIIR).

1944 

PISA – In località San Biagio in Cisanello, una squadra di SS naziste irrompe in una casa popolare (per Anpi Pisa, in una chiesa) e, con il lancio di numerose bombe a mano, provoca una strage di persone inermi ed innocenti. Prima, i tedeschi violentano Berta Sbrana, 23 anni, davanti agli occhi dei genitori e del fidanzato Carlo Saccomanni che viene accecato a colpi di baionetta. La giovane, mentre tenta la fuga, è uccisa con un colpo di pistola alla testa, quindi impiccata con filo spinato ad un albero. Gli altri 11 presenti sono bruciati vivi  (RMAA).  Dodici, quindi, risultano i martiri di quell’azione criminale. I nomi dei Martiri: ”FAVILLA GIULIO 69, FAVILLA-SBRANA GIULIA 57, RAGLIANTI DANILO 20, RAGLIANTI ROSA 53, RAGLIANTI SECONDO 31, SACCOMANI CARLO 23, SBRANA ALFREDO 69, SBRANA BERTA 23, SBRANA PIERO 28, SBRANA QUINTILIA 52, SBRANA-SACCOMANI ALFEA 61, TRIVELLA-SBRANA DOMENICA 56” (RegioneToscana.it).

PISA 2- Ancora in località “San Biagio” le SS naziste, con immutabile spietatezza, assassinano con la mitraglia undici persone, ree unicamente di essere Italiane. I tedeschi chiedono prima del vino, poi la consegna delle due ragazze ventenni presenti. Al rifiuto vengono prima crivellati gli uomini, poi le donne gettatesi sui corpi dei congiunti. Accostate delle fascine attorno alle vittime, i tedeschi vi appiccano il fuoco con bombe incendiarie (RMAA). I nomi dei Martiri identificati: ”BARACHINI ANIDE, BARACHINI ARDUINA, BARACHINI LINA, BARACHINI OMERO, CERVELLI NELLA, CHELI VITTORIO, CIPOLLI NARCISO, GUERRI GIUSEPPE, TACCHI GIOVANNI,  DUE CORPI DI IGNOTI” (Non è mai stato possibile procedere alla loro identificazione, perché rimasti quasi completamente distrutti dalle fiamme) (RegioneToscana.it).

ULIVETO Terme – Due uomini, nell’intento di raggiungere le Forze Armate Anglo-Americane avanzanti, provano ad attraversare il fiume Arno. Purtroppo vengono sorpresi da una pattuglia di SS naziste, condotti in località “Noce” e qui fucilati. I nomi dei martiri: Riccardo Ancona (23) e Mario Massai, un avvocato (45) (RegioneToscana.it).

1954

RIBOLLA – Ancora una sciagura si verifica alla ‘miniera della morte’ di Ribolla, di proprietà della Montecatini, con 6 operai feriti, uno dei quali morirà di lì a pochi giorni. Le organizzazioni sindacali chiedono l’arresto dei dirigenti, che nessun piano hanno predisposto per salvaguardare i minatori dopo i disastri precedenti (CFC).