9 novembre

1873

CALCINAIA – Nasce Casimiro Chiocchini, antifascista anarchico diffidato dai fascisti per critiche al regime [CPC].

1877

S.CROCE sull’ Arno – Nasce Efrem Giannini. Manovale, residente a Genova, nell’ aprile 1928 viene condannato a 6 mesi, 15 giorni di reclusione, 600 lire di multa per offese al capo del governo. Rislta ancora vigilato nel 1942 (CPC).

1887 

BOCCHEGGIANO– Nasce ” Ferini Vincenzo fu Luciano residente a Jarny, colono – Socialista naturalizzato francese da respingere – Connotati: statura alta, corporatura piccola, capelli e occhi castani, viso piccolo, strabismo ” ( Questore di GR – 15/03/1937 – BDR pag.41).

1892

LIVORNO – Nasce Arturo Agretti, antifascista internato come “pericoloso nelle contingenze belliche” (CPC ex PCB).

1898 

ROSIGNANO Marittimo – Nasce Leopoldo Nannerini, di Alessandro. Bracciante ed anarchico, è presente nel Casellario Politico e sotto vigilanza dal 1914 al 1939, anno in cui ne viene radiato (PVQ,49).

1904

CHIUSI – Nasce Gino Della Lena, Rosso, partigiano combattente in Piemonte con  la 6ª Brigata Tanaro dell’ 8ª Divisione di Giustizia e Libertà (IRT).

1908 

LIVORNO – Nasce Enrico Marranci. Aderente al PCd’I, meccanico, viene arrestato il 26.8.1931 per organizzazione comunista e condannato dal Tribunale Speciale  a 2 anni di reclusione (Parma). Liberato condizionalmente il 12.8.1932. Nel 1941 subice una diffida per disfattismo politico (CPC).

1910

MASSA MARITTIMA – Nasce Ferruccio Santucci: resistente in Piemonte, riconosciuto come “patriota“con la VIª Brigata della Divisione Bruno Buozzi  (IRT).

1911 

PISA – Nasce Noela Visalberghi, nome di battaglia Valeria, partigiana nella Resistenza piemontese con il Comando Regionale (IRT).

1912

GROSSETO – Nasce Pietro Vegni, nome di battaglia Teresina, partigiano combattente nella Resistenza piemontese con la CVª Brigata Autonoma Generale Perotti  (IRT).

1919

GROSSETO – Nasce Fiordaliso Marcellini, nome di battaglia Toscanino, partigiano combattente nella Resistenza piemontese con la Brigata Candida (IRT).

MONTE AMIATA – Dopo 4 mesi di sciopero, la società “Siele” è costretta a firmare l’accordo che prevede il riconoscimento dell’ organizzazione sindacale, l’istituzione di commissioni interne, il rispetto e l’attuazione delle leggi vigenti sugli infortuni, la riduzione dell’orario di lavoro giornaliero ed altro (TMeS).

1924 

VECCHIANO – Una squadra fascista di Pontasserchio cerca di provocare in ogni modo la popolazione locale. Il fascista Roberto Palla, che brandisce spavaldamente un pugnale, viene affrontato da Ernesto Barsuglia che lo disarma e lo percuote. Per tale “affronto” la vendetta fascista scatterà sanguinosa il 16 novembre successivo (RMAA).

1925

MASSA Marittima – Il bracciante Emilio Mariani di Cecina fa l’ apologia pubblica del fallito attentato al Duce intentato a Roma da Tito Zaniboni: per questo sarà processato dalla magistratura ordinaria (MdAL).

1929

LIVORNO– I carabinieri mettono in stato di fermo l’anarchico Oreste Belli e i comunisti Alcide Nocchi, Dino Frangioni e Aramis Guelfi: il gruppo è sospettato di aver festeggiato il dodicesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre (RLL).

1931

MASSA MARITTIMA – Arresto del boscaiolo anarchico pomarancino Dante Funaioli con conseguente condanna in primo a grado a 4 anni di confino (CPC).

1932

MARCIANA di Cascina – Arresto del meccanico comunista Mario Ferretti per la sua attività antifascista (CPC).

1933 

PORTOFERRAIO – 9 mesi e 24 giorni di carcere sono la condanna inflitta a Sandro Pertini per un presunto oltraggio ad una guardia carceraria durante il suo confino sull’ isola di Pianosa (Resistenza Toscana.it).

1943 

PORTOFERRAIO – Inizia un’ondata di arresti di antifascisti elbani ad opera della Milizia, al comando di due ufficiali tedeschi . In diversi però sfuggono per l’avvertimento di ex fascisti ed alcuni iscritti allo stesso fascio repubblichino che, all’ultimo momento, hanno una crisi di coscienza ed avvertono chi possono. Alla fine saranno circa 60 gli arrestati, comprensivi anche di persone estranee, e solo in 19 vengono riconosciuti come appartenenti al movimento resistenziale (ARE).