27 ottobre

1877

CASCINA – Nasce Eleno Tangheroni. Bracciante, antifascista, risiede a Ponsacco e viene arrestato nel dicembre 1927 per offese al capo del governo, condannato a 6 mesi, 25 giorni di reclusione, 600 lire di multa, quindi diffidato. Tuttavia, nel 1933, viene depennato dal Casellario politico, probabilmente non più ostile al regime (CPC).

1879

COLLESALVETTI – Nasce Angelo Alcibiade Pedini, esercente e anarchico schedato.  Vigilato dal 1905 e denunciato per un comizio anticlericale, emigra clandestinamente in Corsica nel 1932, segnalandosi per la pessima condotta politica e le sue frequentazioni di comunisti. Dopo lo sbarco italiano in Corsica viene arrestato per favoreggiamento dei partigiani locali ed internato alle Tremiti da dove viene liberato solo dopo la caduta del regime fascista (RLL-CPC).

1881

PISA – Nasce Ugo Cosci. Nel 1924 viene licenziato dalle ferrovie per motivi politici dovuti al suo appartenere al campo socialista e, nel 1927, viene ammonito. Tuttavia, anni dopo, nel 1932, i fascisti ritengono di radiarlo dal Casellario Politico, evidentemente non più ostile (CPC).

1895 

CASCINA – Nasce l’anarchico  Comasco Comaschi. Elemento molto attivo, principale esponente degli Arditi del Popolo di Cascina, assassinato dai fascisti il 19 marzo 1922.

1900 

LIVORNO – Nasce Arnaldo Pesaro, ebreo arrestato a Cutigliano e fucilato dai tedeschi per rappresaglia il 1° ottobre 1944 (UMI).

1901

PIOMBINOLa Martinella, giornale socialista, riporta la notizia ed i particolari sulla costituzione della Lega di Resistenza tra gli operai metallurgici e affini: 246 operai al momento della fondazione che, nella sola prima giornata, diventano oltre 400. Presidente e segretario vengono eletti Vincenzo Pazzagli e Elbano Benti, tra i più attivi e preparati quadri operai aderenti alla sezione socialista (CCO).

1905

PITIGLIANO – Nasce Iride Spizzichino, ebrea deportata dai nazifascisti e deceduta ad Auschwitz col padre Alfredo, la sorella Rina e la madre Fernanda Servi (EIT).

1912

FOLLONICA – Gli anarchici locali sfidano la repressione con un comizio in Piazza Sivieri tenuto da Domenico Zavattero sul tema della lotta di classe (DFDF).

1914 

S.MINIATO – Nasce Emilio Mannucci. Bracciante, viene arrestato nelluglio 1938 con l’accusa di “Organizzazione comunista” e condannato dal Tribunale Speciale a 3 anni di reclusione a Castelfranco Emilia. Liberato per il condono in occasione della nascita della principessa, nel marzo 1940 (CPC).

1922

PISA – La città è invasa da fascisti provenienti da tutta la provincia per sostenere la Marcia su Roma già in corso. Le autorità sono colte di sorpresa in quanto, la sera precedente, ogni comunicazione telegrafica e telefonica era stata interrotta. A Porta Nuova si accampa la cavalleria fascista dei fasci di Carrara, altri contingenti si acquartierano nel Chiostro della Chiesa del Carmine. Alle ore 12, l’Autorità militare prende il comando della città con un manifesto in cui vieta ogni assembramento e altre libertà civili e politiche, lasciando di fatto Pisa in mano ai circa 2.000 fascisti armati, 800 dei quali, fermato un treno nella notte, vi salgono per andare a Roma a partecipare all’atto conclusivo del loro golpe  (RMAA).

1925 

GROSSETO – Nasce Luciano Bergamaschi. Prende parte alla Resistenza emiliana e sarà riconosciuto partigiano dal 21/6/1944 al 28/4/1945 con la IVª Brigata “Cattaneo”.

1926

LIVORNO – Arresto di Pietro Leccia (26), Mario Bracci (19) e Angelo Zingoni (19), braccianti originari di San Miniato al Tedesco, sospettati di voler emigrare clandestinamente verso Marsiglia con il piroscafo ‘Liamone’ (RLL).

1928

TRIBUNALE SPECIALE – La sentenza nr.121 del TSF condanna, tra gli altri, il tipografo Filiberto Santarnecchi di Peccioli (1891) nella cui tipografia fiorentina si stampano fogli sovversivi: l’ accusa recita “Associazione comunista, propaganda sovversiva, offese al duce” e la condanna è di 1 anno e 4 mesi di reclusione (Sentenza n. 121 del 27.10-1928 Pres. Tringali – Rel. Presti).

1936 

PIOMBINO – I fascisti si allarmano per la scoperta di alcune scritte a stampatello tracciate con una matita nera in un vespasiano che recitano: ” Viva Lenin, Viva il comunismo ” (RLL).

1940

PIOMBINO – Dopo una settimana dalla sua cancellazione, in città appare di nuovo la scritta “ Viva la Russia ” (FAR).

1941 

GROSSETO– La Commissione provinciale fascista assegna 5 anni di confino al comunista Rossi Angiolo fu Cesare e fu censini Giuseppa, elemento pericoloso all’ordine pubblico (TMV).

1942

LIVORNO – Cinque anni di confino assegnati  all’agricoltore antifascista Aladino Frangini di Portolongone, al verniciatore anarchico Cafiero Luigi Meucci di Portoferraio e all’operaio anarchico Liberale Tonelli di Piombino, tutti ex combattenti antifranchisti (RLL).

1943 

BOCCHEGGIANO – La Banda del Massetano assalta la caserma dei carabinieri (ACG-RAM).

DONORATICO – Si svolge un incontro per l’ulteriore organizzazione della lotta armata contro il nazifascismo: sono presenti alcuni militari ( cap. Gustavo Damiani e carabiniere Balestri ) ed i parroci don Ugo Salti di Follonica e don Ivo Martelli di S.Vincenzo .

MASSA Marittima – Il nuovo regime fascista repubblicano impone propri rappresentanti nelle istituzioni locali: Giuseppe Di Beo è il nuovo Commissario Prefettizio e nomina suo delegato Alberto Ricci cui aggrega, nella gestione dei beni comunali, il segretario fascista locale Balloni. Questi si attiva anche per la creazione di una rete di fidati informatori come Giacomo Marzano, amministratore della Tenuta di Perolla ed alcuni degli agenti di polizia municipale  (LUA).

MONTEROTONDO Marittimo – La Camicia Rossa disarma e rilascia 12 militi della GNR (CRT-RCR).

1952

ROSIGNANO Solvay – Gli operai Solvay scioperano 2 ore per protestare contro la scarcerazione del maresciallo Kesserling, comandante delle forze tedesche in Italia (MSS).

1969 

PISA – 10.000 persone protestano contro le ripetute aggressioni fasciste; alla fine del corteo, durante gli scontri tra militanti di Potere Operaio e Polizia, un candelotto sparato ad altezza d’uomo colpisce il giovane di 22 anni Cesare Pardini che aveva partecipato alla manifestazione antifascista ma non agli scontri e stava tornandosene a casa. La polizia parlerà di morte per infarto (CRINV). Numerosi altri manifestanti rimangono feriti. Sono spiccati 12 mandati di cattura per ‘radunata sediziosa, resistenza, violenza privata, lesioni aggravate, danneggiamento aggravato, detenzione, uso e trasporto di materiali esplosivi’ ; 5 manifestanti (3 operai e 2 studenti) sono arrestati e tradotti nel carcere di Livorno, gli altri 7 si rendono latitanti. ( CFC ).