12 settembre

1875 

ROCCALBEGNA – Nasce Rutilio Passalacqua. Impiegato antifascista, è arrestato nell’aprile 1926 per apologia di attentato (Gibson) a Mussolini, rinviato dal Tribunale Speciale alla magistratura ordinaria e poi assolto. Nel 1930 è tuttavia radiato dal Casellario, evidentemente non pericoloso politicamente per il regime (CPC). 

1879

LIVORNO – Nasce  Mazzini Ballini, negoziante, anarchico. Condannato più volte dai fascisti per “grida sediziose e offese“. Muore nel 1931 (RLL).

1895 

S.MARIA A MONTE – Nasce Anchise Bertelli, commesso viaggiatore, socialista poi residente a Pisa. Attivo dall’immediato dopoguerra allorché è schedato come “socialista pericoloso”. Ammonito nel 1930 e poi sottoposto a libertà vigilata per contravvenzione al monito, espatria clandestinamente (Francia e Spagna) e viene così iscritto in Rubrica di Frontiera. Nel 1937, al suo rientro, viene fermato e, nel 1941, destinato dal Ministero di Grazia e Giustizia alla colonia agricola di Gorgona fino al febbraio 1943 quando viene liberato. Vigilato per tutta la durata del regime (CPC).

1896

LORENZANA – Nasce Ottorino Orlandini. Inizialmente iscritto al Partito Popolare, è segretario della Federazione Contadini, quindi espatria clandestinamente nel 1926. Iscritto in Rubrica di Frontiera per attività antifascista in Francia. Nel novembre 1936 si arruola nelle formazioni antifranchiste in Spagna, nella Colonna Ascaso, quindi diviene comandante di una compagnia della Brigata Garibaldi (CPC-OSR).

1912

FOLLONICA – Il giovane Pietro Nenni, repubblicano, tiene la conferenza sul tema “ Tra Mazzini e Marx”, probabilmente  è già “in viaggio” verso il secondo personaggio (DFDF).

1920

CALDANA – Viene inaugurata la bandiera della Lega Colonica di Ravi e Caldana (PIA).

PIOMBINO – Assemblea degli impiegati dello stabilimento che affermano all’unanimità ” la incondizionata solidarietà con gli operai metallurgici in lotta “ (CLP).

1921

GAVORRANO – Due fascisti sardi qui abitanti uccidono un loro conterraneo, Giuseppe Frau, propagandista comunista  (Aristeo Banchi “Si va pel mondo”).

SCARLINO – In località Palazzone, una trentina di fascisti provenienti soprattutto da Follonica ( fra loro Antonini, A.I. Franchi, Marsilio Massai ) e comandati dal famigerato Silverio Zanetti, dopo varie violenze assaltano la casa di Gabriello Dani, padre del “noto sovversivo” Ferruccio. Dani difende la famiglia col fucile ferendo anche il fascista Gandi poi, dopo il lancio di bombe a mano, esce, viene sopraffatto e ucciso: gli “italianissimi”  a quel punto infieriscono su di lui ( Aristeo Banchi – Si va pel mondo ).

1941

LIVORNO – Arrestati e denunciati al Tribunale Speciale il capitano Girolamo Procacci di Fucecchio, l’impiegato Bruno Andreani di Livorno, l’impiegato Olvino Geppini di Lari e lo scrittore Giulio Zucchelli di Calci, perché hanno diffuso a Livorno dei volantini e dei “libelli” antifascisti ciclostilati (RLL). Deferito al Tribunale speciale fascista, Andreani sarà assolto per insufficienza di prove (CPC).

1943 

ALBINIA – Scontri tra truppe badogliane e tedeschi (BAM).

GIUNCARICO – Costituzione dell’ omonimo nucleo partigiano col concorso di alcuni antifascisti e posto sotto il comando di Lorenzo Taddei e Liborio Sarti (TMV).

GROSSETO – In casa di Aristeo Banchi, in via Mazzini, si costituisce il C.L.N. provinciale. Ne fanno parte Guglielmo Nencini, Aster Festa, Antonio Meocci, Enrico Orlandini, Luigi Bani, Emilio Di Renzone, Ferdinando Paganelli, Gastone Barbini, Raffaello Bellucci, Gino e Lio Lenzi, Giuseppe Guidotti, Aldo Brianza e Pasquale De Leone  (RMAA). Qui si gettano le basi per il Comando militare provinciale per coordinare i gruppi armati (CRT). Intanto, il comando provinciale delle forze germaniche fa affiggere un manifesto in cui si impone ai cittadini la consegna delle armi, avvertendo che il possesso eventuale delle stesse sarebbe stato giudicato secondo le “leggi tedesche” (LUA).

MASSA MARITTIMA – Viene indicata questa come data ufficiale della costituzione della prima banda partigiana nel massetano.

MANCIANO – Sante Gaspare Arancio “chiamava a raccolta tutti i giovani di Manciano e li invitava per la sera alle ore 20 in casa di Mariella Gori per tenere una riunione e discutere sul modo di poter contribuire con le nostre forze alla salvezza della Patria “. Vi parteciparono circa 30 giovani (AGA).

PIOMBINO – All’ alba i piombinesi sono svegliati dalle raffiche di mitraglia che piovono dal mare: sono i tedeschi che ritornano a riprendersi la città. Chi il giorno prima aveva combattuto con slancio si vede tradito ancora una volta subendo, dopo alcune settimane, l’ultimo bruciante affronto: quello stesso Piazzale del Porto, che aveva visto affermarsi i valori di libertà ed indipendenza, per volontà servile del governo della Repubblica di Salò verrà tristemente ribattezzato Piazzale degli Eroi Tedeschi (LDIIR).

PORTOFERRAIO – “Di mattina, scontri assai vivaci fra il popolo che chiede armi per combattere contro i tedeschi ed alcuni ufficiali che non hanno voluto cederle. Gli operai, usciti dagli stabilimenti, invadono il Comando Marina. Un gruppo di agenti di P. S. e di carabinieri, (dei  quali era stato richiesto l’intervento), viene disarmato e, di fronte alla popolazione che continua a far ressa, insistendo nelle sue richieste, sopraggiunge un plotone con le armi spianate: lo scontro finale è però evitato” (ARE).

PROCCHIO – Unità tedesche tentano uno sbarco sulla spiaggia con motozattere, ma sono respinte dal fuoco violento delle batterie italiane (RAM-CRT).

ROCCASTRADA – Il PCI clandestino diffonde manifestini invitando la popolazione a istituire la Guardia Nazionale e agire contro i tedeschi (CRT).