9 settembre

1882

TORRITA di Siena – Nasce Agide Mazzolai, antifascista processato dal Tribunale Speciale del Fascismo (CPC ex IDA).

1884

SASSOFORTINO – Nasce Telemaco Colucci, operaio. Nel maggio 1928 è condannato a 4 mesi di carcere e 250 lire di multa per offese al capo del governo. Il 13 marzo 1937 invece viene arrestato per discorsi ostili al regime e confinato per 3 anni a Rota Graca e alle Tremiti. Ripetutamente condannato per trasgressione agli obblighi per complessivi 2 anni di carcere, non si piegherà mai ai fascisti. Muore da confinato alle Tremiti il 16 settembre 1941 (CPC).

1890 

LIVORNO – Nasce Vittorio Pieracci. Comunista processato nel dicembre 1926 per offese al capo del governo e nel novembre 1927 per canto di Bandiera Rossa , assolto poi per insufficienza di prove. Risulta ancora vigilato nel 1942 (CPC).

1896

LIVORNO – Nasce Alessandro Becucci, calzolaio e comunista residente a Cecina. Attivo nell’immediato dopoguerra, espatria per sottrarsi a rappresaglie fasciste nel 1924, iscritto quindi in Rubrica di Frontiera. Al rimpatrio, nel 1928, viene arrestato e diffidato (CPC).

SIENA – Nasce Pietro Bianciardi, commesso. Comunista, è arrestato nel febbraio 1923 in connessione con il primo processo al gruppo dirigente del PCI. Nel gennaio 1925 è licenziato politico dall’ Amministrazione Postale e nel gennaio di 4 anni dopo diffidato. Risulta ancora essere vigilato dai fascisti nel 1942 (CPC).

1900

PONTEDERA – Nasce Mario Mazzinghi. Fornaio, politicamente attivo dall’immediato dopoguerra, fa parte degli Arditi del Popolo nel 1921-22. Comunista, nel luglio 1923 viene condannato a 8 mesi di reclusione per detenzione di esplosivi. Dal 1927 è iscritto nell’elenco delle persone da arrestare in determinate circostanze. Ammonito per 2 anni nel giugno 1927, interamente scontati. Risulta ancora vigilato nel 1941 (CPC).

1909 

VADA – Si ha notizia del primo sciopero dei “portuali” del comune: la causa è ignota, ma il piroscafo di Giovan Battista Crovar da Camogli, in attesa, non viene scaricato.

1915

PIANCASTAGNAIO – Nasce Augusto Serafini, laureato, partigiano nel bolognese con la 63ª Brigata Garibaldi Bolero (DBPB).

1919

CASTELNUOVO di Val di Cecina – Inizia un lungo sciopero del settore boracifero di tutta la zona che si protrarrà per un mese: solo tra gli impiegati di Larderello si avranno compatte defezioni causa il paternalistico legame col padre-padrone locale Principe Ginori Conti.

1920

CAMPIGLIA Marittima – Arriva fino al paese collinare l’ azione delle “Guardie rosse ” che secondo fonti di polizia da Piombino ” fanno escursioni improvvise campagne circostanti violando diritti proprietà et limitando circolazione persone ” (FAR).

LARDERELLO – Quindici Carabinieri sono mandati in rinforzo ai militari già presenti per fronteggiare l’invasione operaia degli stabilimenti boraci : sono tre mesi, fa notare il Prefetto in un telegramma, che gli operai in sciopero tengono impegnati ben 40 RR. carabinieri. Il Prefetto segnala però anche l’intransigenza degli industriali che rifiutano colloqui e mediazioni (FAR).

LIVORNO – Nasce Osvaldo Del Rio, operaio arrestato il 15 ottobre 1939 per ”organizzazione comunista” e condannato dal Tribunale Speciale a 3 anni di reclusione di cui poi 2 condonati. Viene liberato a metà ottobre 1940 e subito richiamato alle armi (CPC).

PIOMBINO – Da un telegramma delle ore 20,10 si capisce la preoccupazione del Prefetto De Martino che riceve continue richieste di rinforzi da parte del Commissario di Piombino – dove del resto già si trovano 200 uomini tra Guardie Regie e RR.CC. – per fronteggiare le occupazioni operaie. Sono segnalate “guardie rosse” in azione durante l’occupazione delle fabbriche locali (FAR).

1921

LIVORNO – Attentato dinamitardo contro la scalinata in pietra del convento dei Cappuccini  (RLL).

MASSA Marittima – Intervenuto in una contesa sorta tra anarchici e fascisti, viene ferito gravemente da corpo contundente ad opera di un anarchico il carabiniere Gino Pastacaldi.

1922 

CAMPIGLIA Marittima – Secondo fonti squadriste, il fascista Libero Turchi,  nato a Campiglia Marittima il 9.4.1907, resta ucciso per mano sovversiva. In effetti si tratterebbe del ragazzo ferito gravemente (il 18 agosto precedente in uno scontro) a un polmone ed alla colonna vertebrale che decede in questa data all’ospedale di Pisa

1928

RIBOLLA – Arresto del repubblicano Leonardo Stefanini [12/9/1885, Castiglione dei Pepoli -Bo], bracciante, per avere offeso pubblicamente Mussolini. Sarà condannato a 3 mesi e 15 giorni di reclusione. In seguito sottoposto a periodici controlli, lʼultimo dei quali il 19/11/43 (ARB – DBPB).

1938 

SPAGNA – In combattimento contro il fascismo spagnolo, cade sul fronte dell’ Ebro il comunista cecinese Oreste Marrucci, commissario di compagnia nella Brigata Garibaldi dei volontari italiani (CPC).

1941 

NIBBIAIA – Arresto di Santino Citi reo, con Elfego Mannari, di avere nell’agosto precedente “avuto una discussione di carattere politico-religioso” nella quale aveva pronunciato la frase “La guerra durerà dieci anni e poi si perderà. I protagonisti siete stati voi fascisti che l’avete voluta“. L’affermazione gli costa l’assegnazione al confino anche per l’aggravante che il Citi è un iscritto al PNF dal 1938 (PVQ,50).

1943 

CASTIGLIONCELLO – I tedeschi cannoneggiano il piroscafo Valverde: muore, disperso in mare, il marinaio Manlio Marfò (www.microstorie.it)

COLLE di Val d’Elsa – 500 operai scioperano per festeggiare la proclamazione dell’ armistizio (CRT).

GENOVA PEGLI – In scontri con truppe tedesche, muore il militare massetano Bino Berti, primo caduto della zona per la Resistenza (LUA).

LIVORNO – All’ Ardenza, scaramucce tra civili e tedeschi, poi militari italiani distruggono a cannonate un carro armato tedesco facendo 2 vittime. Al porto ed a Calambrone vengono respinti i tedeschi che tentano di penetrarvi (CRT).

ORBETELLO – Violento scontro tra truppe italiane  del capitano Longhi e reparti tedeschi che avevano precedentemente disarmato 2 batterie italiane alla Giannella e a S.Liberata: i tedeschi hanno la peggio, contando anche dei morti, e sono costretti a rilasciare le armi confiscate (BAM). Ordini giunti dall’alto costingono i militari italiani a desistere e lasciar passare la colonna tedesca (CRT).

PEGLI (Ge) – Muore a Pegli combattendo contro le “orde nazifasciste” il cap. maggiore di artiglieria Bino Berti di Massa Marittima cui verrà data la Medaglia d’Argento al V.M.

PIOMBINO –  All’indomani dell’ 8 settembre, alle 19,45 del quale Badoglio comunicava via radio l’avvenuta firma dell’ armistizio con gli Alleati, a Piombino inizia una battaglia che si prolungherà per due giorni e vedrà la sconfitta degli occupanti tedeschi costretti, dopo forti perdite, a lasciare il porto piombinese. Marinai, soldati e civili – a dispetto dell’indecisione dei vertici e della connivenza filonazista di una parte dei comandanti – daranno il primo tangibile segno di riscossa italiana dall’ oppresione nazifascista. Nel primo vittorioso scontro restano feriti i marinai Ottaviano Venturini e Giovanni Gardella e la guardia dell’ Ilva Angelo Bonistalli. Ben più cruenta sarà la battaglia del giorno dopo (LDIIR).

Inizia ad operare la SAP locale inquadrata nel Fronte di Liberazione Nazionale fino al 25 giugno successivo (CRT).

PISA – Dimostrazione patriottica cui partecipa Alberto Bargagna, piccolo industriale pisano nettamente antifascista, legato già al PC clandestino ed uno dei primi gappisti pisani: sarà il comandante della XXIIIa brigata Garibaldi “Boscaglia“.

POGGIBONSI – 40 operai scioperano per festeggiare la proclamazione dell’armistizio (CRT).

STAGNO – La 10ª, l’11ª e la 12ª batteria del Reggimento Vicenza ricevono l’ordine di spostarsi da Barbaricina e da Riglione verso Stagno per fronteggiare truppe tedesche. Sull’Aurelia sono bloccate da ingenti avanguardie tedesche che, in piena trattativa, si sentono accerchiate e fanno fuoco pesantemente sugli italiani. Cadono rispondendo al fuoco il maggiore Gamerra, comandante del gruppo più numeroso, gli artiglieri Bruno Zanardo e Salvatore Terranova, gli ufficiali e sottufficiali Roussel Alfieri,  Raffaele Cappelli, Manlio Severin, Angelo Vigo, Felice De Matteis. Anche i tedeschi hanno forti perdite. Le truppe italiane si disperdono, molti si riforniscono di abiti civili per sfuggire al rastrellamento. I 9 caduti sono sepolti a Riglione dalle donne del paese ma i tedeschi fanno saltare le tombe con la dinamite (RMAA-LDIIR). I militari sarebbero del V° reg. artiglieri Superga per la fonte CRT.

TOMBOLO – Maggiore di artiglieria, comandante del 4° gruppo tattico del 5° Reggimento artiglieria Superga di stanza a Pisa, Gian Paolo Gamerra cade eroicamente alla testa dei suoi uomini contro i tedeschi in prossimità della stazione di Tombolo – Decorato con medaglia d’Oro al V.M. (ANPI).

VIGNANO (Siena) – Nella frazione senese, all’indomani dello sbandamento di un reparto dell’ Esercito italiano, don Luigi Rosadini recupera  94 fucili, mille caricatori e due casse di bombe a mano. Il parroco, attivo collaboratore partigiano per tutta la Resistenza, fonirà tutto il materiale alle prime squadre di “Vecchio” e “Ribelle” (BPA).

1944 

INGOLSTADT (Germania) – 4 giovani di Porto Azzurro, precedentemente arruolati di forza per la Marina Militare repubblichina e “spediti” in Germania per l’istruzione, disertano. Catturati, processati, condannati a morte, vengono quindi fucilati: sono i ventenni Francesco Innocenti, Mario Martorella, Franco Pacinotti e Lorenzo Prosperi (Progetto Memoria – Regione Toscana).

PISA – Scontri tra reparti italiani e tedeschi a Marina di Pisa e Tombolo dove cadono 9 italiani (CRT).

VECCHIANO – Dopo che le truppe americane sono entrate in paese, sulla piazza principale viene giustiziato un collaboratore dei tedeschi, certo Lorenzoni detto “Ballura”, responsabile di aver consegnato alle SS due piloti americani paracadutatisi dopo l’abbattimento del loro aereo (RMAA). I partigiani della Boscaglia, Distaccamento Nevilio Casarosa, giustiziano un noto collaboratore delle SS (CRT).

1953 

FOLLONICA – Mario Chirici, già comandante partigiano della IIIª Brigata Garibaldi Camicia Rossa, viene tratto in arresto con l’accusa, su denuncia di alcuni ex-fascisti, della presunta uccisione di militi repubblichini. Oltre due anni dopo arriverà la completa assoluzione, del tribunale di Livorno, per non aver commesso il fatto (Il Telegrafo, anno 1955).