27 agosto

1850 

LIVORNO– Nasce Audiberto Parrini, uno dei primi anarchici livornesi, esule in Egitto.

1882

LIVORNO – Nasce Federico Volpi, antifascista processato dal Tribunale Speciale del Fascismo (CPC ex IDA).

1891

SINALUNGA – Nasce Margherita Crestini, antifascista processata dal Tribunale Speciale del Fascismo (CPC ex IDA).

1893

LIVORNO –  Nasce Roberto Conti, venditore ambulante, anarchico attivo dall’immediato dopoguerra. Arrestato il 26 novembre 1926 per propaganda antifascista e apologia di attentati a Mussolini. Viene confinato a Ustica e Ponza per 5 anni. Muore nell’infermeria di Ponza, ancora giovane, il 14 settembre 1928 (CPC –  RLL).

1896

LIVORNO – Nasce Abramo Genazzani, ebreo deportato dai nazifascisti e deceduto ad Auschwitz (EIT).

1903

PISA – Nasce Giovanni Sabatini, nome di battaglia Gianni, partigiano combattente nella Resistenza piemontese con il 6° Battaglione della 87ª Brigata Valle d’Aosta (IRT).

1904 

COLLE di Val d’Elsa – Nasce Orazio Marchi, vetraio, combattente antifranchista in Spagna (MAC). Sorvegliato dal regime fascista, nel marzo 1931 è  arrestato per organizzazione comunista nell’empolese (ACV).

1908 

POGGIBONSI – Nasce Giovanni Traversari. Falegname, viene arrestato nel novembre 1941 per riunioni comuniste e perciò condannato a 4 anni di confino tra Pisticci e Castel di Guido. Liberato nell’agosto 1943 (CPC).

1911

CASTAGNETO Carducci – Nasce Gino Mansani, nome di battaglia Trucciolino, partigiano combattente nella Resistenza piemontese con la 15ª Brigata Sap, per la quale resterà mutilato per ferita alla parte destra del torace (IRT).

1912 

GROSSETO– Nasce l’antifascista comunista Vittorio Alunno, combattente in Spagna  cadendo in battaglia a Campillo (Vedi Biografia R/esistente).

1914

PITIGLIANO – Nasce Mario Baldi, partigiano combattente a Roma nella Banda Riccio con compiti di capo gruppo  (ANPI Roma).

1916 

FOLLONICA – L’Ombrone riferisce di una violenta zuffa tra interventisti e neutralisti, colluttazione a base di cazzotti, coltelli e martelli. Hanno la peggio i fratelli interventisti David e Francesco Ceccarelli che restano feriti sopraffatti dal manipolo di libertari e socialisti composto da Pietro e Alberto Giovannelli, Goffredo Chiappelli, Abramo Dondoli e Bruno Venturini (DFDF).

1920

LIVORNO – Il Prefetto telegrafa al Ministero degli Interni che si è tenuto in città un comizio con 1.500 operai nel corso del quale i sindacalisti ” incitarono operai persistere astensionismo et alle rappresaglie industriali reagire con atti violenti occupazione fabbriche ” (CLP).

1921

GROSSETO – Secondo un telegramma del Prefetto, nella sola provincia di Grosseto, 11 consigli comunali su 21 a maggioranza socialista, sono già stati sciolti con la violenza dai fascisti. In pratica tutti i comuni del versante amiatino e della costa compresa tra Orbetello e Grosseto (FAR).

PIOMBINO – Nasce Arnoldo Ciuti, nome di battaglia Lotar, partigiano combattente nella Resistenza piemontese con la 11ª Brigata Garibaldi, anche con gli importanti ruoli di Vice Comandante di Distaccamento e di Commissario di Distaccamento (IRT).

1922 

PISA – I consiglieri provinciali socialisti e comunisti sono costretti a dimettersi per le minacce e le violenze fasciste (RMAA).

1936

LIVORNO – IL Prefetto comunica al ministero dell’Interno che una quarantina di persone, quasi tutti comunisti, hanno reso omaggio alla salma di Giulia Cantini vedova Gigli, rimasta cieca dopo essere stata ferita a revolverate dai fascisti il 2 agosto 1922. Giulia era la madre di Pietro e Pilade Gigli, brutalmente trucidati la stessa notte da una squadraccia penetrata nella loro abitazione, nonchè nonna dell’ ”emissario comunista” Armando Gigli, già condannato a 18 anni di galera nel 1935. Sulla bara spiccava una corona di fiori rossi con nastri neri. Ai funerali vi avevano partecipato anche tre fascisti ai quali, dopo le esequie, furono ritirati la tessera ed il distintivo del P.N.F. (RLL).

1942

NICCIOLETA – Alla miniera viene rinvenuta la scritta ” Viva la Russia ” (FAR).

1944 

VECCHIANO – A Filettole, il Reparto  Heeres Gr.C della Wehrmact uccide 32 civili (CRT). Secondo altra fonte le vittime sono 37. Disposti in fila, 31 uomini, 5 donne ed una persona ”non riconosciuta” vengono mitragliati, gettati nelle fosse e poi ricoperti facendo esplodere delle mine. Tra i morti anche un soldato tedesco, Fritz, che secondo quel che ancora si ricorda sarebbe stato giustiziato perché oppostosi alla strage.

Per altra fonte, la strage avverrebbe a LAIANO di Cascina e si confermerebbe in 37 il numero delle vittime. Soltanto 11 di esse vengono identificate: Ranieri Batistini (54), Giuseppe Santini (36), Irma Andreoni (42), Angiolo Unti (31), Antonio Brignone (21), Lina Santini (27), Amelia Isola(53), Giovina Fornaciari (76), Lorenzo Romani (56), Giovanna Della Neve (15). Il tedesco Fritz verrebbe fucilato perchè aveva avvertito la popolazione dell’arrivo delle SS (RMAA).