26 luglio

1875 

SIENA – Nasce Carlo Versari. Attivo dall’immediato dopoguerra, ammonito per 2 anni interamente scontati, nell’agosto 1928, per grida sediziose e propaganda antifascista. Risiede a S.Margherita Ligure. Vigilato fino alla morte, avvenuta nel settembre 1943 (CPC).

1896

ARCIDOSSO – Nasce Anelito Ambrogi, partigiano combattente nella Banda Armata Maremmana (ANPI Roma).

1908

LIVORNO – Nasce Enrico Agostinelli, partigiano combattente nel Lazio nelle formazioni di “Bandiera Rossa” (ANPI Roma).

1916

PISA – Nasce Mario Borsò, partigiano “Mario” combattente in Piemonte con la 4ª Divisione Alpi – Brigata Val Mongia (IRT).

1919

MONTECASTELLI – Presso il paese, riverso dentro un fosso, viene rinvenuto il cadavere di Curzio Iacometti, anarchico di Monterotondo Marittimo, disertore condannato alla pena di morte in contumacia. E’ stato assassinato da mano ignota con due colpi di fucile a pallettoni dietro la nuca (BFS-RMR fb/gp).

1921

PIOMBINO – Giuseppe Morelli, Ardito del Popolo, individuato mentre affigge manifesti contrari al patto di pacificazione tra socialisti e fascisti, è freddato dalla pistolettata esplosa da un vicecommissario di polizia (SQU).

1922

LIVORNO– Dopo gli arresti del mese precedente nei confronti degli anarchici trovati nella mascalcìa di Fegro Pieri a maneggiare esplosivi, seguono i fermi di Astarotte Cantini (manovale, anarchico, 19 anni) che era in un primo momento riuscito ad eclissarsi , e dei pulimentatori Umberto Pacini (17) e Alfredo Giffoni (o Griffoni, 26) cui vengono sequestrate due sciabole e cartucce. Durante gli interrogatori, questi ultimi due sono picchiati e torturati, secondo un costume che il fascismo esaspererà, facendo svenire il Pacini cui, sospeso da terra con un fil di ferro, vengono strette ”le parti genitali”: pur in tanto inferno, il giovane si dichiara responsabile solo di quanto sequestratogli, scagionando il Giffoni e non facendo ulteriori nomi (RLL).

1923

PISA – Nasce Osvaldo Micheletti, antifascista confinato politico (CPC ex IAC).

1926

LIVORNO – La polizia ferma gli antifascisti livornesi Alcide Nocchi, Dino Frangioni, Ugo Baroncini, Rovigo Colombini, Gino Niccolai, Pietro Del Moro, Filippo Cionini, Pietro Ceccarelli, Ranieri Cerrai, Giuseppe Baldacci e Eugenio Bonsignori. A quest’ultimo sequestrano il gagliardetto rosso dell’associazione sportiva ”Il Fuoco”, di tendenza comunista, ad altri opuscoli sovversivi.  In casa di Nocchi viene rinvenuta una rivoltella di cui si dichiara proprietaria la suocera Giovanna Lavoro, subito arrestata (RLL).

1927

LIVORNO – Facendo il punto della situazione in quanto alla vigilanza di elementi sovversivi, il prefetto di Livorno informa gli altri prefetti della Toscana che i comunisti più attivi nella sua città sono Alcide e Orlando Nocchi, Pietro Del Moro, Tommaso Buggiani, Gino e Sirio Spagnoli, Ilio Scali, Dino Demi, Ilio Papèri, Dino Frangioni, Alberto Ricci, Pietro Ceccarelli e Mazzino Chiesa. Questi ultimi due si occupano del Soccorso Rosso internazionale e dell’ organizzazione sindacale dei marittimi (RLL).

1932

POGGIBONSI – Arresto del falegname Guido Giusti e del muratore Mariano Capezzuoli con l’accusa di “organizzazione comunista” e deferimento al Tribunale Speciale del Fascismo (CPC).

1943 

CHIUSDINO – Senza aspettare direttive dall’antifascismo organizzato, la gente comune abbatte spontaneamente i simboli esposti del fascismo (PVM).

GROSSETO – “Dopo molti anni, alla luce del sole” i compagni possono riunirsi e lo fanno nel negozio di Sale & Tabacchi a Porta Vecchia di Bruno Carmignani: tra gli altri sono presenti  Ganna, Antonio Meocci, Gastone Barbini, Rinaldo Lodovichi detto Fagiolino, Enrico Orlandini ed il giornalista livornese Umberto Comi ( Aristeo Banchi – Si va pel mondo ).

MASSA Marittima – Viene sciolto ” il corteo del popolo massetano che, esultante, acclamava il ritorno della libertà e la caduta del fascismo. Non solo ma [fu messo] per la città un servizio di polizia che sdegnava la popolazione …” (Fondo CLN-TMV).

MONTICIANO – La gente scende spontaneamente in piazza dandosi ad abbattere i simboli del regime fascista (PVM).

PIOMBINO – Gastone Bimbi, un giovane operaio simpatizzante comunista, viene arrestato “perché con numerosi altri cittadini, raccolti intorno alla bandiera tricolore, stavano facendo una manifestazione per la caduta del fascismo “: è il primo detenuto politico dei 45 giorni di Badoglio (LDIIR).

PISA – A nome del movimento antifascista, Alberto ed Italo Bargagna, con l’avv. Tozzi, si recano  dal generale Ferreri, comandante Territoriale di Zona, ad invocare armi per il popolo che voleva combattere. La richiesta, come prevedibile, viene respinta  (RMAA).

PITIGLIANO – Nella mattinata i Carabinieri disperdono una manifestazione di giubilo per la caduta di Mussolini: ” Il Comandante della Tenenza proibì in modo assoluto che la popolazione esultasse per la riconquistata libertà chiamando i cittadini per minacciarli di arresto immediato se si fossero adoperati a tale scopo, impedendo anche di issare il tricolore, simbolo della Patria …” (ACS-BAM-TMV).

1944 

CALCINAIA – In località Casabianca, un partigiano resta ferito in uno scontro coi tedeschi (CRT).

COLLESALVETTI – La 2a sezione del Distaccamento di Gello si scioglie e i partigiani consegnano le armi ai carabinieri (CRT).

FORNACETTE – Uomini della XXIIIª Brigata Boscaglia, comandati da “Francois” Iacopini e “Gino” Cugini, rafforzati da una ventina di volontari della Guardia Armata locale, rastrellano Fornacette: l’azione termina con la ritirata dei tedeschi. Il partigiano veneziano Vittorio Dordit “Porthos” resta ferito sopra la clavicola. Nella notte il gruppo partigiano resiste al contrattacco tedesco a base di colpi di mortaio (RGB). Per altra fonte, sono colpiti a morte i partigiani Neri e Genovesi  (RMAA).

S.MARIA A MONTE – Nel territorio comunale,  Giosuè Biagi (46) è vittima dei nazifascisti (Progetto Memoria – Regione Toscana ).

1954

PONTEGINORI – Durante le lunghe lotte contadine, nelle campagne tra Ponteginori e Volterra vengono arerstati 11 assegnatari dell’ Ente Maremma (N.Bardini).