Gracco DEL SECCO.

 

Colligiano di origine livornese, Brigata Spartaco Lavagnini, riconosciuto partigiano dal 15 novembre 1943 al 17 giugno 1944, giorno in cui muore.

Suo padre, maestro elementare, vecchio militante socialista ed accanito antifascista viene aggredito selvaggiamente lungo la ferrovia senese, riportando ferite tali da portarlo alla morte nel giro di pochi mesi.

Questo episodio segna profondamente la convinzione di Gracco, tracciandogli di fatto la strada verso la lotta antifascista.

Laureatosi in medicina a pieni voti, esercita la professione non dimenticando le sue origini popolari ed evidenziando uno spiccato spirito altruistico, cosa che gli attira tante simpatie come medico e come compagno di lotta.

Mantiene i contatti con la struttura clandestina del Pci, anche quando, allo scoppio della guerra, è tenente medico in Siena, dove collabora all’organizzazione politica e militare in previsione di eventi futuri. E’ infatti uno dei punti di riferimento dei G.A.P. di zona dopo l’8 settembre e, oltre al trasporto di armi e munizioni, partecipa a varie azioni, come quella della liberazione dei prigionieri politici dal carcere di San Gimignano.

Medico della Brigata Spartaco Lavagnini, si prende cura di molti feriti, tra i quali Gino Ragionieri, fatto evadere da un ospedale di Firenze con un polmone perforato.

Il 15 giugno del ’44, si prodiga per accompagnare alcuni compagni sul Poggio del Comune ( in direzione dell’altipiano di Casole) che vogliono unirsi alla XXIIIª Brigata Boscaglia; strada facendo il gruppetto si allarga, per l’arrivo di altri giovani armati e desiderosi di aumentare le forze partigiane.

Siamo ancora in pieno giorno e, giunti nelle vicinanze di un casolare, in località Fabbricciano, presso Colle, sono accolti da un ragazzo che si mette a gridare di giubilo “I partigiani ! I partigiani! Viva i partigiani!”, venendo udito da un gruppo di tedeschi nelle vicinanze che, appostatisi, riescono a sorprenderli ed anticiparli, ferendo seriamente al torace il medico che cade loro prigioniero mentre il resto del gruppo riesce a sganciarsi.

Gracco muore alcuni giorni dopo, il 17 giugno, sempre prigioniero, all’età di 36 anni.

 

 

 

[Scheda di Aldo Montalti – Fonti: L’antifascismo a Colle di Val d’Elsa di Mino Paradisi (2008) – Memorie di antifascisti colligiani, a cura di Mino Paradisi – Brigata Partigiana di Pasquale Plantera (2007) ]