13 luglio

1883

PISA – Nasce Alfredo Casti, bracciante antifascista. Nel 1938 subisce anche un arresto per canto di Bandiera Rossa. Ammonito, sarà vigilato fino alla caduta del fascismo (CPC).

1901 

LIVORNO – Nasce Gustavo Vanni. Operaio comunista, attivo già dall’immediato dopoguerra, viene diffidato nel giugno 1929 per canto di Bandiera Rossa. A quanto pare la misura repressiva non ha effetto e Gustavo non si riappacifica col regime fascista che lo controlla per lunghi anni, almeno fino al 1941 (CPC).

1903 

POGGIBONSI – Nasce Luigi Vannoni. Operaio, politicamente attivo, nell’agosto 1932 è ammonito per organizzazione comunista ma poi prosciolto per il sopraggiungere dell’amnista concessa per il decennale del fascismo. Nel 1942 lo troviamo militare, sempre vigilato dal regime (CPC).

1910

PISA – Muore, all’età di 63 anni, l’anarchico e internazionalista Cesare Mariotti.

1919

FOLLONICA – Costituita la “guardia rossa”, in paese i lavoratori vigilano strada per strada affinché non si imboschino indumenti e generi alimentari. Alle 10, in un comizio in piazza Sivieri, Gino Bartoli annuncia la formazione di un ”soviet” cui aderiscono anche i lavoratori repubblicani, organismo che si mette in seduta ininterrotta dentro la Casa dei Socialisti (DFDF).

RIO Marina – I carabinieri disperdono una manifestazione della Lega Sindacale Socialista che contravvenendo al divieto faceva sfilare la banda al suono di inni “sovversivi”: nella sparatoria muore una quindicenne (SQU). La fonte (SRI) riporta il fatto come avvenuto il 19 luglio.

1932

LIVORNO – Vengono aggiunti il nome del comunista schedato Bruno Bagnoli all’elenco degli oppositori di seconda categoria (antifascisti pericolosi) e quelli di Cesare Nassi, Alberto Neri, Tommaso Lunardi, Piepolo Boni (tutti comunisti), di Athos Butteri e dell’ anarchico Giovanni Benelli alla lista degli oppositori di terza categoria, cioè gli antifascisti da arrestare in determinate contingenze (RLL).

1944 

CASTIGLIONCELLO – Le truppe americane occupano il paese: altre fonti lo fanno invece liberare dai partigiani il giorno 16 seguente (CRT).

CASTIGLIONCELLO – Il capitano Renato Pini, facente parte del CLN livornese come rappresentante del Movimento cristiano-sociale ed Ispettore militare provinciale, viene ucciso con una bomba a mano da militari tedeschi (LDIIR).

CHIANNI – I partigiani della 3a Brigata Garibaldi entrano in paese insieme agli alleati (CRT).

GABBRO – In località Pineta, pe rappresaglia, i tedeschi incendiano il podere di Rosa Tei (SNFT ).

GAIOLE in Chianti – In località Casa Nuova, 2 militari tedeschi impongono alla famiglia Carloni di abbandonare la casa e seguirli: Maria Fucini, 65enne inferma, resta indietro scortata da uno dei 2 militari, poi è costretta a fermarsi a circa 300 metri dalla casa visibilmente sofferente. Viene bastonata, riesce a fare alcuni passi ancora dopo un colpo di pistola sparato in aria, quindi è costretta ad accasciarsi di nuovo e viene raggiunta da un colpo sparatole quasi a bruciapelo alla testa e da uno successivo alla tempia. Il marito viene costretto a tagliare le frasche per ricoprirne il cadavere. ( SNTF ).

LAJATICO – Liberazione del paese  dal nazifascismo (Regione Toscana).

LARI – I tedeschi uccidono 1 civile (Ambasciata Rep. Fed. Di germania 1965).

MONTECASTELLI – Disarmati da partigiani della Bigata Pannocchia 3 aderenti al PFR (CRT).

NIBBIAIA – Nei pressi dell’abitato, cade in combattimento il partigiano Silvano Pizzi del X° Distaccamento Oberdan Chiesa (Anpi).

ORCIANO Pisano – Liberazione del paese  dal nazifascismo (Regione Toscana).

PERIGNANO – Dopo percosse e torture, ammanettato con le mani dietro la schiena e con un cartello al collo, in condizioni definite pietose dai testimoni, con la colpa di essere stato trovato in possesso di una pistola, viene fucilato Gino Barsotti[ni] dopo essere stato costretto ad assistere allo scavo della fossa dove sarà poi gettato (SNFT). Per la fonte (RMAA) il fatto avverrebbe il 10 luglio.

POGGIBONSI – Sospettati di informare i partigiani, Francesco Cecconi (69) e Giuseppe Jacopini (65), entrambi della frazione Gavignano, sono fucilati dai tedeschi ( SNFT ).

S.FREDIANO A SETTIMO – 6 vittime del nazifascismo (Anpi Pisa). Alberto Donati cade vittima della repressione tedesca come si legge sulla sua tomba ” Morì il 13/7/1944 falciato dalla ferocia nazista ” (RMR).

S.GIMIGNANO – Liberazione del paese  dal nazifascismo con i partigiani che precedono le truppe Alleate (Regione Toscana); intanto, in località Citerna, i tedeschi fucilano 4 operai agricoli (CRT).

S.LUCE – Liberazione del paese  dal nazifascismo (Regione Toscana).

S.MINIATO – A Castellonchio di Cigoli dei militari tedeschi fucilano 2 soldati italiani sbandati (CRT).

SARTEANO – In località Ponte di Fosso Marzio, sulla strada per Chianciano, una mina dilania i partigiani Mario Onorato Dezzoni di Pola e Itilio Marietti di Sarteano, sminatori della SIMARi intenti nel proprio rischioso compito (ILM).

SIENA – Il comandante partigiano Viro, della Brigata Spartaco Lavagnini, presenta al Comando militare alleato la relazione sull’ attività svolta; in essa è contenuto anche un riepilogo delle perdite umane inflitte e ricevute: 313 tedeschi uccisi, 206 fascisti uccisi, 200 circa feriti tra i nazifascisti con 15 automezzi distrutti e 1o danneggiati. Per contro, sono 42 i parigiani caduti, 33 i feriti e 142 i dispersi (PVM).

TITIGNANO – In un podere in località Ponte a Piglio, una SS cerca di impadronirsi della bicicletta del giovane contadino Sirio Romoli che però reagisce ferendo il tedesco e, all’arrivo di altri germanici, trincerandosi nel fienile da dove riesce a colpire a morte un tenente delle SS. Catturato dopo aver esaurito le munizioni, viene finito col calcio dei mitra ed il corpo impiccato e fatto penzolare dal primo piano del podere. La rabbia tedesca non si ferma ed il pastore Quinto Vaselli, rintracciato nei pressi, viene fucilato (RMAA-CRT).

1951

ROSIGNANO Marittimo – In occasione di uno sciopero bracciantile indetto per richiedere un nuovo capitolato colonico, la polizia irrompe in un circolo ricreativo e arresta Giulio Carli, dirigente della locale Camera del lavoro, Ghino Pelosini, segretario della Federmezzadri e altri 2 lavoratori. Per protestare contro le brutalità poliziesche, la Cgil indice uno sciopero di 24 ore nella zona ( CFC ).

1990

TORINO – Muore a Torino l’anarchico massetano Muzio Tosi.