24 giugno

1889

PISA – Nasce Carlo Passot, internato come “pericoloso nelle contingenze belliche” (CPC ex PCB).

1892 

PASTINA – Nasce Eliseo Pescia, di Milziade. Risiede a Caletta, dove fa il muratore. Per la sua attività anarchica è schedato e vigilato dal 1912 al 1931, poi viene radiato dal Casellario Politico (PVQ,51).

1898

MONTERIGGIONI – Nasce Arduino Franchini, antifascista processato dal Tribunale Speciale del Fascismo (CPC ex IDA).

1900

ARCIDOSSO – Nasce Meodio Frosolini, antifascista processato dal Tribunale Speciale del Fascismo (CPC ex IDA).

1901

CASCINA – Nasce Angelo Giacomelli, falegname comunista. Fin da giovane risiede a Livorno e, il 5 settembre 1919, la Corte d’Appello di Lucca lo condanna per aver istigato alcuni militari alla disobbedienza. Più volte fermato, diffidato dal 1926, emigra clandestinamnete il Francia il 24 agosto 1927, quindi frequenta un corso di formazione a Mosca. Il 18 luglio 1932 viene arrestato a Domodossola ”quale presunto corriere comunista”, poi liberato a fine anno [amnistia per il decennale del fascismo]. Nel 1941 è ancora vigilato dai fascisti (RLL-CPC).

LIVORNO – Nasce Biserno Lisi, antifascista repubblicano. Nel 1929 espatria per motivi politici e viene iscritto in Rubrica di Frontiera per attività antifascista in Francia. Al suo rimpatrio, nel 1941, è fermato e diffidato (CPC).

1919

LIVORNO – Sciopero a Livorno al cotonificio Toscano Dini e C. e serrata conseguente.

PISA – Sciopero a Pisa alla fabbrica di ceramiche Richard Ginori.

1920 

LIVORNO – Nasce Medardo Tamberi. Fa l’operaio ed è arrestato nel novembre 1939 per organizzazione comunista, condannato dal Tribunale Speciale a 3 ani di reclusione a Roma, di cui 2 condonati. Nonostante lo sconto di pena, rifiuta di aderire alla domanda di grazia presentata da un familiare. Liberato per fine pena il 15 ottobre1940. Morirà ancor giovane il 30 dicembre del 1942 (CPC).

1921

RADICONDOLI – ‘La Martinella” pubblica il resoconto di una “gita” fascista in paese avvenuta alcuni giorni prima. Obiettivo principale è il sindaco Tiberio Gazzei, la cui ”bottega di panname” viene devastata e incendiata, poi ne invadono la casa perquisendola. Viene bastonato a sangue anche un altro loro avversario politico (BPA).

 1922

PIOMBINO – Il musicante Niccolai, di ritorno dalle prove, viene fortemente bastonato dai fascisti alla presenza delle Guardie Regie che lo accompagnano poi in ospedale. In località Cotone, riceve una bastonatura a sangue anche il diciassettenne Delfo Venturi che, in conseguenza di tale violenza, dovrà perdere un occhio per un colpo ricevutoci (FAR).

1944

ASCIANO Pisano – I partigiani Bruno Pacchini e Duilio Cordoni della Formazione Nevilio Casarosa catturano la guardia carceraria Ricotta, responsabile di aver sparato sui detenuti politici in fuga dal carcere pisano Don Bosco. La guardia, dopo molti giorni di prigionia, sarà rilasciata (RMAA).

BOCCHEGGIANO – Furiosi combattimenti contro i tedeschi nell’arco della giornata: l’XIª Banda Autonoma perde tre partigiani ma arresta l’iniziativa tedesca infliggendo cinque perdite, tre feriti e quattro prigionieri (RBA).

BUONCONVENTO – Nei pressi del paese i tedeschi fucilano il diciottenne renitente alla leva Luigi Cagnacci, arrestato in precedenza dai carabinieri e torturato come tanti altri all’interno della Casermetta repubblichina di Palazzo Ciacci a Siena (Punto paas ).

CAMPAGNATICO – Nel territorio comunale, Angelo Savelli (75) resta vittima dei nazifascisti (Progetto Memoria – Regione Toscana).

CAMPIGLIA D’ORCIA – Le unità alleate conquistano il paese.

CASTAGNETO Carducci – Alla Fonte alle Loppole viene ferito un partigiano mentre altri 2, nell’atto di far saltare il ponte d’Oro verso Sassetta per ostacolare la ritirata tedesca, sono sorpresi e uccisi: si tratta di Giovanni Banchini (48) e Augusto Menchi (48) che vengono fucilati in località Lavatoi dalle S.S. ( CRT + SNFT ).  Per la Regione Toscana il fatto avviene in località Costa ai Mandorli e l’età del Banchini è 39 anni.

CASTELNUOVO BERARDENGA – La Iª Banda Monte Amiata attacca e distrugge un autocarro tedesco (CRT).

CASTIGLIONE D’ORCIA – Le unità alleate conquistano il paese.

CHIUSI – I nazisti fucilano gli anziani Maria Grazi vedova Magi (72) e Quirino Micheletti (69) (Regione Toscana).

COLLESALVETTI – I nazifascisti, dopo torture, uccidono l’agente di P.S. Orlando Tomietto (35) “disertore” insieme ad altri agenti per unirsi ai partigiani (Progetto Memoria – Regione Toscana).

FOLLONICA – In località Valle Onesta, resta ucciso in combattimento il partigiano follonichese Virio Ranieri, proprio il giorno della Liberazione ufficiale dal nazifascismo del suo paese, Follonica ( Reg. Toscana ). E’ quindi ultimata la liberazione dai nazifascisti di tutta la Provincia maremmana. Alla fine si piangono 175 caduti per rappresaglia e 148 in combattimento. [Per la fonte ufficiale della Regione Toscana, a questa data mancano ancora la liberazione di Castiglione della Pescaia (25/6), Cinigiano (26/6) e Monterotondo marittimo (28/6)].

FOLLONICA 2 – Alla decisione di far cannoneggiare la cittadina di Follonica, allo scopo di snidare i tedeschi ancora asserragliati in gran numero, i partigiani della Banda di Scarlino si offrirono per compiere un’ azione di rastrellamento corpo a corpo, allo scopo di risparmiare la cittadina dalla sicura distruzione. La missione è portata a termine “con slancio e sprezzo del pericolo” combattendo tal volta di casa in casa, infliggendo dure perdite, in uomini, ai tedeschi.  In tali operazioni si distinguono in modo particolare per il coraggio e l’abilità i partigiani Aonio Berretti, Floro Fontani e Silio Tosi  (RBSC-RBSF).

FRASSINE – La sezione di Lido Picchianti della IIIª Brigata Garibaldi, informata della presenza di tre tedeschi, si porta verso il podere di Poggio Rocchino e li cattura, dirigendosi poi, con i tre prigionieri, verso altri otto nazisti che stanno bagnandosi nel fiume Cornia. I prigionieri tentano la fuga e vengono falciati dalle raffiche, stessa sorte per quattro dei nazisti che, tentando di sottrarsi all’accerchiamento, restano uccisi sulla sponda opposta del fiume. Spostatisi in Montebamboli, i partigiani hanno la gradita sorpresa di ritrovare il loro compagno Nello Bezzini e due suoi familiari, precedentemente catturati dai tedeschi il giorno 16 ma sfuggiti loro (RAM).

LOCALITA’ IMPRECISATA – L’esperto militare della Brigata Boscaglia “Cecco” ed un radiotelegrafista dell’esercito italiano attraversano le linee naziste per mettere in contatto la Brigata con gli Alleati: al momento della stesura della Relazione, non risulta che nessuno dei due abbia in seguito dato notizia della propria sopravvivenza (RGB).

MASSA MARITTIMA – La IIIª Brigata Garibaldi e gli Alleati americani della 36ª Brigata Texas entrano a Massa Marittima; nel territorio comunale continua l’opera di bonifica partigiana dai tedeschi a Poggio Rocchino, Sugherino e altre località con 71 militari germanici uccisi e 70 catturati in 2 giorni. 2 sono i partigiani che vi lasciano la vita [La relazione della IIIª Brigata-RCR parla di 70 tedeschi morti, 10 feriti, 31 prigionieri, 1 patriota caduto. Più caute le stime della Relazione di Livio, Commissario Politico, che parla di circa 35 morti tra i tedeschi in due giorni, tra i quali un colonnello, e 16 prigionieri (RAM)]. A lavoro finito, inizia l’opera di disarmo dei partigiani da parte degli Alleati (CRT). Intanto la furia cieca dei tedeschi in ritirata porta alla morte Giovanni Moschini (56) che viene ucciso brutalmente dai nazisti con l’accusa di essere un partigiano (SNFT). Con la stessa accusa vengono uccisi con brutale malvagità al podere Colombaia, probabilmente la sera precedente, prelevati da un tunnel dove si erano rifugiati per scampare agli ultimi cannoneggiamenti dei tedeschi in ritirata, i coloni Casimirro Picci (77), Sante Molenti (45), Giovanni Molendi (47), Astutillo Fratti (29), Luigi Martini (64) detto ”il lumaio’‘ e Damiano Molendi (40) ( SNFT-NPA ).

MASSA Marittima 2 – A Capanne Vecchie, due macchine ed un’autoblinda tedesche sono mitragliate dai partigiani della Banda Camicia Bianca: resta ucciso un ufficiale germanico, due feriti ed un prigioniero. Sempre nel territorio comunale massetano, altri partigiani della stessa formazione catturano un camion con 10 russi, due soldati ciclisti e materiale vario. I tedeschi reagiscono inviando un carro armato Tigre che cannoneggia le postazioni partigiane uccidendo un partigiano russo. In serata due carri armati dello stesso tipo riprendono il cannoneggiamento delle postazioni mentre 40 tedeschi circa hanno la meglio su una pattuglia, uccidendo un altro partigiano di nazionalità russa e ferendone un altro (RCBR).

MONTALCINELLO – A La Casella di Montalcinello cadono i partigiani Ugo Mancini (18), Leonardo Dell’ Aiuto (19), Guido Salvadori (manovale, 20), Vincenzo Salvatore Pulella e Ivan Constantinovich (resta ferito Francesco Fiorini ): è il tributo che la 5a squadra di Beppe Modesti con al comando il tenente Stoppa versa in uno scontro con 3 camions e una moto di nazisti che alla fine conteranno ben 40 morti (RGB).

Un’ altra fonte descrive così l’episodio: Nei paraggi del podere La Casella, la Prima Compagnia di Velio Menchini ‘Pelo’ attacca truppe tedesche in ritirata. Al sopraggiungere di alcune autoblindo di rinforzo, si sviluppa una battaglia di ben sei ore al termine della quale i partigiani, ritirandosi, lasciano sul terreno ben 5 morti. Le perdite tedesche, secondo molti, si aggirano sulla quarantina di soldati (PBA).

MONTECASTELLI – In località Guardagnello, dopo aver minato il Ponte delle Rocche con altri 2 collaboratori partigiani, Libero Coscini e Luigi Galli, Guido Nenciolini ( Pomarance, 6 giugno 1900 – operaio manovale socialista) viene intercettato da un posto di blocco formato da due motociclisti tedeschi e falciato da una raffica di mitra. Caduto dalla bicicletta ancora vivo, si trascina nel bosco dove però viene raggiunto dalle due SS e finito (PBA).

MONTECERBOLI – Sulla strada della Casanova, in località Botro al Colle, i tedeschi uccidono l’operaio Primo Barsotti: il suo corpo verrà ritrovato il 22 settembre successivo, in stato pressochè scheletrico (LAP).

MONTEMASSI – Le unità alleate entrano in Montemassi.

MONTENERO d’Orcia – Le unità alleate entrano in Montenero.

MONTEPULCIANO – La Banda di Montepulciano in uno scontro uccide un militare tedesco (CRT). In località Acquaviva, due soldati italiani, prigionieri dei tedeschi, vengono costretti a scavarsi la fossa nella quale poi sono sepolti dopo la loro fucilazione ( SNTF ).

MONTERIGGIONI – Nel territorio comunale, Lucesio Fiaschi (64) è vittima dei nazifascisti (Progetto Memoria – Regione Toscana ).

MONTICIANO – Nel territorio comunale, Azelio Sarperi (58) è vittima dei nazifascisti (Progetto Memoria – Regione Toscana ).

MURLO –  In località Campo Lungo i nazifascisti catturano 6 giovani partigiani della Lavagnini. Saranno fucilati a Firenze il giorno 29 giugno: Francesco Ali da Agrigento, Leopoldo Benocci da Murlo, Pardo Carli da Montalcino, Quinto Donati da Montalcino, Danilo Nocentini da Siena e Renato Vagaggini di Vivo d’Orcia (ANPI).

NUGOLA – 9 appartenenti alla Tenenza di P.S. di Ardenza vengono uccisi dai Tedeschi perché alleati dei Partigiani [Un’altra fonte parla della fucilazione di 2 degli agenti di PS catturati nei giorni prima] (CRT).

PIOMBINO – Il G.A.P. piombinese viene fatto spostare nei boschi di Montioncello da dove partirà per l’ atto finale alla Liberazione di Piombino (La Rivendicazione nr. 49 del 24/04/1976).

POMARANCE – Nel territorio comunale, Primo Barsotti (40) è vittima dei nazifascisti (Progetto Memoria – Regione Toscana ).

RADICONDOLI – Presso il podere Mammoleta in località Fosini, partigiani della 2^ Compagnia della XXIII^, sostenuti da elementi russi arruolatisi nella Brigata,  iniziano un impegnativo combattimento con forze tedesche che riportano 6 morti e 3 prigionieri, tra i quali un maresciallo. Nell’ azione muore il partigiano “Cannone” Silvano Marchi  di Roncolla (RGB-RMAA). [Per l’iscrizione tombale Silvano Marchi sarebbe invece caduto il 28 giugno].

RIPARBELLA – 11 uccisi alle “Marie” di Riparbella.

ROCCASTRADA – Le unità alleate entrano  in Roccastrada.

SAN DALMAZIO – La squadra partigiana di “Catena” Artimino Martignoni cattura il traditore Bruno Casanovi divenuto nel frattempo, dopo la delazione che aveva fatto arrestare i compagni della squadra che comandava, sergente della Milizia repubblichina. Il Casanovi è condotto in Berignone, nel distaccamento Merlini (ACG – LAP – EEN).

SARTEANO – Le unità alleate conquistano il paese.

SCALVAIA – Nei boschi che circondano il borgo, una giovane della frazione, Latina Ganozzi (06/12/1919) viene catturata dai soldati tedeschi e fucilata sul posto (BPA).

SEGGIANO – Le unità alleate entrano in Seggiano.

SERRAZZANO – Lo sfollato Primo Barsotti (21/04/1904), detto ‘Piombo’, collaboratore del CLN di Pomarance, mentre in bicicletta si sta spostando da La Leccia a Montecerboli dove vive, viene ucciso dai tedeschi (PBA)

SOVICILLE – In località Molli, guidate da tre spie fasciste di Sovicille, centinaia di SS tedesche attuano un rastrellamento, tolto dopo lunghe ore di combattimento, inaspettatamente dal momento che i tedeschi non si accorgono che i partigiani hanno finito le munizioni: sul terreno restano uccise 14 SS, il partigiano mitragliere Milano e vengono sgozzati dai tedeschi Rino Chesi e Vasco Perugini (PVM).     La Relazione della Brigata descrive così l’episodio: In località Molli, il 2° Distaccamento “Gentili e Savoi” dela Brigata d’ Assalto “Spartaco Lavagnini”, con una forza i circa 65 uomini, viene attaccato da un forte contingente tedesco di S.S. e, una volta esaurite le munizioni, viene costretto a ripiegare ed a sganciarsi. Nello scontro i tedeschi hanno notevolmente la peggio con 48 morti e 22 feriti, mentre tra i partigiani si hanno 2 morti e 22 dispersi (RSL).

SUVERETO – Le sezioni del Caglio della IIIª Brigata Garibaldi, in vari scontri con pattuglie tedesche, fanno tre prigionieri (RAM).

TEGOIA – Nella frazione di Sovicille, si hanno scontri tra i partigiani della Lavagnini e i tedeschi (CRT).