18 giugno

1884 

LIVORNO – Nasce Carlo Weis. Anarchico, fa il vetraio e va a risiedere a Colle Val d’Elsa. Viene diffidato nel marzo 1942 perché, vedendo viaggiare Edda Mussolini in un vagone riservato e con la scorta, esclama: “Hanno paura che la portino via, quella spennacchiata” (CPC).

1887

SORANO – Nasce Venanzio Galozzi, antifascista processato dal Tribunale Speciale del Fascismo (CPC ex IDA).

1899

LIVORNO – Nasce Mariano Piperno, internato in quanto ebreo come “pericoloso nelle contingenze belliche” (CPC ex PCB).

1900 

S.CROCE sull’Arno – Nasce Tullio Riccioni. Conciapelli, già socilaista passa al Pci dal 1921, consigliere comunale ripetutamente fermato ma assolto dall’accusa di insurrezione contro i poteri dello Stato. Ammonito in contumacia nel febbraio 1927, è arrestato nell’aprile 1928 per organizzazione comunista e confinato per 5 anni a Ponza e Lipari. liberato nel novembre 1932 con l’amnistia del decennale, è iscritto nell’elenco delle persone da arrestare in determinate circostanze. Era ancora vigilato nel 1942 (CPC).

1903 

CASTAGNETO CARDUCCI – Nasce Giulio Arzilli. Residente a Torino, già soldato nel Reggimento Roma. Partigiano combattente in Piemonte nella 7ª Brigata SAP De Angeli dal 14 settembre 1943 al 29 aprile 1944, giorno in cui cade in combattimento (IRT).

1913 

ANTIGNANO – Nasce Rosa Tarasco in Baido,  nome di battaglia Lina, partigiana nella Resistenza piemontese con la 100ª Brigata Garibaldi (IRT).

1919

GROSSETO – Secondo giorno di agitazione contro l’aumento indiscriminato dei prezzi: i socialisti promuovono la costituzione di un Comitato d’azione (PPT).

1923

ARDENZA – Trecento tra carabinieri e militi fascisti circondano il quartiere di Ardenza: 116 le abitazioni perquisite ma i risultati sono alquanto deludenti … (RLL).

1931

LIVORNO – Un folto gruppo di antifascisti livornesi – in maggioranza comunisti – lasciano clandestinamente il continente sulla barca ”Pescecane”. Ottorino Bucchioni, Giuseppe Colombai,  Attilio Cantini, Menotti Gasparri, Pietro Del Moro, Dino Orsini, Pietro Bagni, Dino Bondi, Mario Ceccarini, Adolfo Tampucci, Mario Pellegrini e Mario Batini, a causa del “mare avverso”, sono però costretti a rifugiarsi nell’insenatura Bellavista della Gorgona, dove vengono arrestati il giorno seguente (RLL).

1943

GROSSETO –Si spegne il militante anarchico Antonio Menci (Vedi Biografia R/esistente).

1944

ABBADIA S.SALVATORE – I tedeschi uccidono per motivi sconosciuti il 77enne Loreno Sabatini ( SNFT ).  Il VII° Distaccamento Sabatini di Mauro Capecchi (comandante Faro) scende in paese a dar manforte ai gappisti in difficoltà contro le retroguardie tedesche che stanno minando i punti strategici del paese. L’opera dei tedeschi viene fermata e saltano in aria solo un’ala del palazzo comunale ed il ponte di Rimedi. Il paese ormai è libero ed è consegnato alle truppe franco-marocchine che, purtroppo si comporteranno più come occupatori che come liberatori (AOC – PVM).

AMIATA – Il “Raggruppamento Partigiani Monte Amiata” e truppe francesi occupano Il Monte Labro, la vetta dell’ Amiata e gli altri rilievi che controllano le valli dell’ Orcia e dell’ Ombrone ( I. Caprioli ).

ARCIDOSSO – Cade un partigiano che fa da guida a reparti francesi per snidare mitragliatori tedeschi. Il paese è liberato come pure, alle ore 16, la vetta del monte Amiata (CRT).

BOCCHEGGIANO – Specialisti dei partigiani locali fanno saltare ogni comunicazione telegrafica e telefonica della zona, protetti da pattuglie che ingaggiano scontri con i tedeschi, ferendone due mentre un terzo resterebbe probabilmente ucciso (RBA).

CAMPAGNATICO – Sul territorio comunale sono fucilate dalla soldataglia nazista, senza motivo, 7 persone: Basilio Cosimi (76), Firma Giardini (53), Loiero Scarpelli (19), Francesco Vichi (46), Giorgina Vichi (17), Ivo Vichi (18) e Vilio Vichi (22) (Regione Toscana). Altra fonte: In località Marrucheti sono 8 le vittime dei nazifascisti.

CAPANNE VECCHIE – Nel piccolo villaggio minerario massetano, una pattuglia della Banda Camicia Bianca disarma e arresta 6 militi della G.N.R. (RCBR).

CASTAGNETO Carducci – Per difendere il bestiame da una razzia tedesca, un colono spara ma viene ucciso; arrestati altri coloni che verranno condotti al Comando germanico, bastonati e rilasciati. Lo stesso fatto viene riportano da altre fonti come avvenuto il 25 giugno (CRT).

CASTELLINA Marittima – In località Pantano il Distaccamento Bucci si scontra coi tedeschi che cercano di accerchiarli (CRT).

CASTIGLIONE della PESCAIA – Nel territorio comunale, Giovanni Dondoli (31) cade per mano nazifascista (Progetto Memoria – Regione Toscana).

CETONA – Rappresaglia nazista in località Massinilla [altra fonte indica Palazzo Sgarroni] che porta alla morte di Grazioso (43) e Giuseppe (29) Barzi, Pasquale (43) e Alfredo (18) Lorenzoni; uccisi in località Vecciarella Renato Faleri (16), Silvio Ciani (19), Sergio Mercanti (17), a Poltriciano, Gaetano Morgantini (41) che, inizialmente, ferito morirà giorni dopo ( SNFT ). I nazisti fucilano Domenico Gregoriani (36) (Regione Toscana).

CHIUSI – Le retroguardie tedesche costringono gli abitanti ad evacuare il paese. In località Vigna Grande, i tedeschi trovano morto un loro commilitone ed aprono il fuoco su una casa colonica uccidendo Angelo(49) e Bruno (22) Cammilloni, padre e figlio ( CRT + SNFT ).

FOLLONICA – In località Valli, presso Follonica, scontro a fuoco che porta al ferimento di 16 tedeschi “portati via con automezzi“ma anche alla cattura di un partigiano (RGT-CRT).

ISOLA d’ELBA – Liberazione Ufficiale dell’isola d’ Elba ( Reg. Toscana ).

MASSA Marittima – La 3a Brigata mitraglia automezzi tedeschi uccidendo 3 militari (RCR-CRT).

MONTALCINO – Durante un’azione vicina a Casale del Bosco, i partigiani liberano 2 militari russi, 2 polacchi ed 1 austriaco prigionieri dei tedeschi aggregandoli alla formazione. In uno scontro presso la località Salceta, muore il partigiano Giannelli del “Distaccamento carlo Pisacane” ( I. Caprioli ).

MONTECASTELLI – Una Squadra della 2^Compagnia disarma ed asporta materiale vario dalla caserma della GNR del paese (RGB).

MONTORSAIO – Partigiani e truppe americane liberano il paese (CRT).

POMARANCE – Fermati perché impedivano a militari (1 tedesco e 2 russi arruolati coi nazisti) di molestare ragazze del luogo, vengono bastonati e poi uccisi a fucilate il colono di Pomarance Antonio Pineschi (38) e lo sfollato cecinese Manfredo Biondi (19) [per documento poco leggibile, resta il dubbio che la data possa essere 28 giugno ] ( SNFT ). Intanto una squadra volante del distaccamento “Guido”, comandata dal dott. Enzo Merlini, disarma il maresciallo della marina fascista a Villa S.Ottavia (LAP).

RADDA in CHIANTI – Sono 5 le vittime uccise dai Nazifascisti a  Radda in Chianti tra il 15 e il 18 giugno (CRT). Militari tedeschi al comando del tenente Balzen uccidono i coniugi Angelo Ponti e Iolanda Piscini, consentendone poi la sepoltura solo ad avanzato stato di decomposizione e sul ciglio della strada (SNFT).

RAVI – Per la caduta della gabbia nel pozzo della miniera, perdono la vita Adrio Bianciardi, Antuino Buzzichelli, Nello Canestrini, Giuseppa Merlini e Domenico Tornielli (LEL).

ROCCASTRADA – Nel territorio comunale, Bruno Lombardi (23) cade per mano nazifascista (Progetto Memoria – Regione Toscana).

S.FIORA – Truppe francesi liberano il paese unitamente ai partigiani che vengono usati come polizia fino allo scioglimento del gruppo (CRT).

S.MINIATO – In paese e a Ponte a Egola, disarmati militi GNR (CRT).

S.QUIRICO d’ORCIA – In località Collimbuti, Angelo Fè (49) mentre sta facendo colazione viene ucciso da un militare tedesco con 5 coltellate alla gola ( SNTF ).

SIENA – I GAP senesi disarmano i Vigili del Fuoco recuperando 50 fucili (CRT).

SOVICILLE – La Wermacht occupa diverse località del comune, piazzando tre batterie contraeree nella zona del Doccio. Buona parte della popolazione sfolla e molti uomini passano direttamente alla clandestinità unendosi ai partigiani (BPA).

TRAVALE – La Relazione della XXIII^ Boscaglia parla di scontri con reparti tedeschi cui viene inflitto un numero imprecisato di feriti (RGB).

VAGLIAGLI – I tedeschi incendiano per rappresaglia il podere La Casetta nella tenuta di Dievole occupata dalla famiglia del colono Guelfo Ragni ( SNFT ).