Relazione a firma del comandante (subentrato) Pietro Citerni.

GRUPPO BANDE PATRIOTI TIRLI
Comando Gruppo Patrioti di Scarlino
Relazione sulla attività svolta dall’8 settembre ad oggi 23/6/1944
a firma del comandante  Pietro Citerni.

PREMESSA Scarlino è un paese di circa 3.000 abitanti in comune di Gavorrano (Grosseto), situato a cinque chilometri dalla grande arteria stradale via Aurelia nei pressi di Follonica. Paese che, purtroppo, avendo dato i natali al famigerato Cons. naz. Ennio Barberini, persona poco corretta e senza scrupoli, ex vice segretario del P.N.F. ed in seguito, all’epoca della repubblica, comandante della G.N.R. della provincia di Grosseto, era inquinato al massimo da elementi fascisti repubblicani, amici di infanzia del Barberini (fra cui la peggiore feccia del paese, creature politiche di questo ex gerarca, che si era fatto nel suo paese di origine, dove quasi tutte le settimane si recava) fra gli amici, le donnine allegre e i parenti dei fedeli collaboratori alle sue basse azioni politiche ed antipatriottiche ed alle sue vendette personali.
L’azione patriottica in questo settore, quindi, era resa oltremodo rischiosa e difficile da tutti questi abbietti individui che continuamente vigilavano il nostro operato minacciando i giovani alla presentazione alle armi, facevano anche arrestare dai nazisti tutte le migliori persone del paese (Prof. Righetti, Prof. Manghetti, Guelfi dr. Notaio Giuseppe, Guelfi geom. Unico, l’arciprete don Ulisse Fagnani) sotto l’imputazione di collaborazione e somministrazione di denaro e di generi alimentari. Fortunatamente non si riuscì, per opera del maresciallo Grande Carmine, comandante la stazione dei CC.RR. di Scarlino che segretamente si prodigava in opera patriottica in nostro favore, a provocare detta accusa. I signori suddetti, dopo uno stringente interrogatorio, furono rilasciati il giorno successivo dai nazisti, ma sempre controllati e ancor più vigilati dagli elementi fascisti e maggiormente inaspriti da questo loro insuccesso.

PRIMA FORMAZIONE SEGRETA – Nonostante tutto i patrioti lavoravano nell’ombra, sia pure continuamente vigilati e sottoposti alle rappresaglie del Segretario politico Frosi Lorenzo, perfetto mentecatto, esaltato e giocatore impenitente e del suo Direttorio repubblicano. Già si costituivano gruppetti di amici e si formavano delle organizzazioni segrete nel vero senso della parola.
Una era composta dai seguenti patrioti: … omissis ….
Compito di tutti i patrioti di Scarlino era quello di nascondere armi, munizioni ed indumenti di vestiario, di rifornire quei patrioti di classi giovani obbligati alla presentazione alle armi e fuggiti nelle macchie circostanti il paese, di avvertire questi nel caso di rastrellamento da parte di pattuglioni della G.N.R. o di reagire con le armi quando si presentasse l’occasione di difendersi. Tutti questi compiti furono assolti in pieno malgrado le diverse perquisizioni operate (specialmente in casa del col. Teodorico Citerni, nobile di Siena, costretto ad abbandonare il paese ed a trasferirsi a Roma essendo stato minacciato). Mentre le truppe alleate si avvicinavano alla Capitale, fu deciso nel gruppo patrioti di Scarlino di stare sempre più in stretto contatto pronti ad entrare in azione all’avvicinarsi delle truppe alleate.

OCCUPAZIONE DEL PAESE DI SCARLINO – Con l’occupazione di Roma (il 4/6/44) fu deciso di metterci in collegamento con Tirli (località sita nel pieno delle macchie maremmane) dove già si trovava un raggruppamento di patrioti, onde entrare in azione quanto prima.
Il giorno 8 giugno un primo gruppo di patrioti armato si dette appuntamento nelle macchie circostanti il paese e precisamente in località S.Lucia, durante la notte il patriota Pietro Citerni unitamente ad altri due venne in paese armato di mitragliatore e bombe a mano e recatosi in caserma dove risiedevano solo le Guardie Repubblicane, costrinse con la forza il sottufficiale di servizio  della G.N.R. a consegnargli un certo numero di armi e munizioni.
Il giorno successivo 9 giugno quando ancora tutto il territorio era invaso dai tedeschi e dai fascisti che spadroneggiavano e minacciavano chiunque li contrariasse (la zona di Scarlino fu occupata dalle truppe alleate il 23 giugno) il gruppo di patrioti entrava in paese completamente armato e munito anche di quattro mitragliatrici leggere, di sedici fucili mitragliatori, di un centinaio di bombe a mano e relative munizioni. Appena la banda entrò in paese successe un fuggi fuggi generale seguito da vivo fuoco di fucileria.
Ristabilitasi la calma ed allontanatisi i nazifascisti la Banda dei Patrioti prese possesso del paese. Subito fu costituito un comitato composto dai seguenti cittadini: Dr. Gino Maestrini Presidente, Flavio Agresti, Lelio Agresti, Giuseppe Innocenti, Adamo Petrai, Urbino Giuggioli, Florio Fontani, per provvedere al mantenimento dell’ordine ed ai bisogni del paese ed al sostentamento alimentare della nostra Banda. Detto compito, malgrado le moltissime difficoltà fu assolto in modo più che encomiabile.

FATTI D’ARME 

1°) –  Il giorno 11 giugno il patriota, membro del comitato, Flavio Agresti si offrì spontaneamente per una difficile missione di collegamento con un altro gruppo di patrioti armati che si trovavano nelle vicinanze di Gavorrano. Catturato da un gruppo armato di tedeschi ed essendo stato trovato armato di rivoltella fu sottoposto ad ogni specie di sevizie onde fargli rivelare l’entità dei patrioti ed il compito a lui affidato. Legato poi dietro ad un barroccino, con le braccia incatenate dietro la schiena fu trascinato per diversi chilometri; infine, esangue, essendosi rifiutato ancora una volta di parlare, veniva finito barbaramente con una raffica di fucile mitragliatore senza rivelare il nome di chicchessia.

2°) – Avendo fatto tappa all’alba del giorno 11 giugno una colonna armata tedesca a circa un chilometro dal paese (data la vicinanza con la grande arteria stradale via Aurelia) composta da una ventina di automezzi e di oltre trecento uomini, fu deciso nella mattina di impedire ad ogni costo l’avvicinare di elementi tedeschi armati al paese e fu deciso di far saltare i più importanti ponti della zona. Verso le 14 un nucleo armato di tedeschi si avvicinava per entrare in paese, ma fatto oggetto divivo fuoco da parte di una pattuglia comandata dall’ app. Saleni Salvatore si dava a fuga precipitosa senza neppure ingaggiare combattimento.

 3°) – Durante la notte dall’11 al 12 giugno una pattuglia di patrioti composta da Battaglini Aristide, Soldi Severo, Cappelli Venanzio, Pistolesi Guglielmo, Niccolai Nello, Fontani Florio e comandata dal patriota Berretti Aonio fece saltare i seguenti ponti: 1°) – ponte del Rigiolato; 2°) – ponte dell’Aleoppa; 3°) – ponte del Carpiano. Mentre i tre patrioti Fontani Florio, Berretti Aonio e ….. procedevano a fare le necessarie traforature per far saltare il ponte del Carpiano, furono improvvisamente sorpresi dal sopraggiungere di un gruppo di macchine tedesche, ma con magnifico sangue freddo rimasero attaccati alle spallette del ponte pronti anche ad ingaggiare combattimento unitamente ad altri. La prima macchina però, giunta a pochi metri, visto il ponte già in parte minato, si dette a fuga precipitosa unitamente alle altre ed i nostri patrioti ripresero il loro lavoro e portarono a compimento, con la distruzione del ponte, la missione loro affidata.

4°) – Il giorno successivo furono effettuati arresti di diversi elementi repubblicani fascisti, elementi pericolosi e nostri acerrimi nemici. In questa impresa si distinsero particolarmente: Berretti Aonio, Fontani Florio, Battaglini Aristide, Citerni Pietro, Pistolesi Guglielmo, Cappellini Venanzio, Tosi Silio, Checchi Clodo.

5°) – La mattina del giorno 13 giugno ci venne segnalato che il sergente della G.N.R. Ca. Al. [… di Follonica,omissis] , noto traditore della Banda di patrioti situata in località “Il Frassine’’ e capeggiata dal maggiore Chirici, si trovava armato di fucile mitragliatore e di pistola in una capanna nei pressi di Follonica, nei piani di Scarlino in prossimità della via Aurelia. Questa zona era completamente invasa da truppe tedesche dei reparti di SS e letteralmente allo scoperto. Tuttavia una nostra pattuglia composta da cinque uomini e precisamente da Berretti Aonio, Tosi Silio, Battaglini Aristide, Cappellini Venanzio e Citerni Pietro si recava attraverso il padule in detta località e procedeva all’arresto ed al disarmi di detto Ca. Al. [omissis]. Quindi, passando attraverso reparti tedeschi rientrava in Scarlino eseguendo così felicemente la missione loro affidata, dando magnifico esempio di ardimento e sprezzanti di ogni pericolo.

 6°) – La sera del 15 giugno si avvicinarono al paese dei reparti armati facenti parte di una colonna tedesca che sostava nelle prossimità del paese. Furono prontamente disarmati e catturati. Verso le ore 20 dello stesso giorno sopraggiunse improvvisamente in paese una macchina tedesca alla ricerca dei russi mancanti, dai nostri patrioti catturati poche ore prima. Ebbe subito inizio un vivace combattimento tra i tedeschi ed uno dei nostri, Barberi Barberino, ma subito sopraggiunti altri componenti della nostra banda, armati di bombe a mano e di fucili mitragliatori detti tedeschi furono costretti alla fuga fatti segno ad intenso fuoco di armi automatiche vennero inseguiti per diverse centinaia di metri dai nostri che approfittando della conoscenza del luogo riuscivano a tener loro dietro attraverso sentieri campestri. Tuttavia, sia pure che detto automezzo venisse colpito da numerosissime raffiche di fucile mitragliatore e da bombe a mano, con tutte e due le ruote a terra riusciva ad allontanarsi dalla nostra zona malgrado la magnifica azione di fuoco dei nostri Patrioti. Giunta però alla distanza di circa 8 km e precisamente in località Poggetti di Follonica, detta macchina si fermava scaricando due ufficiali morti ed un ferito.

7°) – In seguito a ciò verso le ore 23,30 di detto giorno, mentre la nostra banda si trovava accampata ai margini di un bosco distante circa 200 m. sull’alture del paese in attesa di ricevere rifornimento aereo da parte degli alleati e faceva fuoco per segnalazioni, i tedeschi piazzavano una batteria sulla via Aurelia, per rappresaglia, aprivano il fuoco in direzione delle suddette segnalazioni per una quindicina di minuti. Ma detti fuochi vennero prontamente spenti ad opera del patriota Citerni Pietro e così persa la direzione dell’obbiettivo da colpire, i proiettili non procurarono tra i patrioti nessuna vittima e la rappresaglia ebbe esito infruttuoso. Nei giorni che seguirono i tedeschi, essendo venuti a conoscenza per quanto ho detto sopra, che il paese di Scarlino era presidiato dalla nostra banda non osarono più avvicinarsi alle nostre posizioni.

 8°) – Solo il giorno 19 giugno un gruppo della SS tedesca si avvicina di notte al paese, ma fatto segno a vivo fuoco di fucileria si allontanava e riusciva a darsi alla fuga approfittando della oscurità.

 9°) – Il giorno 20 essendo venuti a conoscenza che in prossimità della via Aurelia e precisamente in località Vetricella si trovavano elementi tedeschi, una nostra pattuglia, sia pure che l’impresa rivestisse il carattere della massima rischiosità dato che sulla stessa via Aurelia transitavano continuamente colonne tedesche in ritirata, si recò sul posto e procedette al disarmo ed alla cattura di alcuni tedeschi in seguito consegnati al reparto di occupazione.

 10°) – Il giorno 21 mentre una nostra pattuglia come quotidianamente veniva fatto si trovava in prossimità della via Aurelia per spiare i movimenti del nemico, procedeva all’arresto e al disarmo di due sottufficiali dell’esercito germanico, consegnati poi come sopra alle forze alleate.

 11°) – Il giorno 22 verso le 13, quando già l’avanzata era a pochi chilometri da noi ci venne segnalato che un nucleo tedesco si trovava in località Vedetta. Subito una pattuglia senza attendere che le forze alleate provvedessero in merito, si recò in detta località dove furono avvistati elementi tedeschi iniziando un vivacissimo combattimento che li costrinse a darsi alla fuga ed a cadere nelle linee alleate dove subito vennero fatti prigionieri.

12°)Alle 13 del giorno 22 tre prime camionette americane giunsero nella pianura ed un nostro gruppo andò loro incontro esultante. Subito nella serata dette camionette comandate dal capitano Dearing del 517 Reggimento Paracadutisti effettuarono una ricognizione offensiva nella pianura sottostante il paese giungendo fino a Follonica. A detta ricognizione parteciparono: Fappini [Fabbrini?] Carlo, Berretti Aonio, Fontani Florio, Tosi Silio, Cappelli Venanzio, Pistolesi Guglielmo, Maestrini Quinto.

13°) – In tale occasione fu dimostrato dai nostri Patrioti un tale spirito di ardimento che detto cap. Dearing mi pregò caldamente di accompagnarlo nei giorni successivi con un gruppo di Patrioti sia nella occupazione di Follonica e rastrellamento delle macchie circostanti Spingendosi fino a Riotorto –Livorno) che nell’occupazione di Montioni (frazione del comune di Follonica situata nel mezzo della foresta demaniale).

L’occupazione di Follonica specialmente dette modo ai nostri Patrioti di distinguersi. Detta cittadina era occupata dai reparti delle S.S. tedesche  annidati nelle abitazioni civili. L’esercito alleato aveva già deciso di aprire il fuoco della artiglieria su detta località ma i nostri Patrioti da soli entrarono in paese e snidarono combattendo di casa in casa il nemico tedesco, impedendo in tal modo che tale cittadina venisse distrutta.

L’occupazione di Montioni ed il rastrellamento di reparti tedeschi annidati nella foresta demaniale, dette luogo a vivacissimi combattimenti ravvicinati, combattimenti che si protrassero per tre giorni consecutivi con fuoco intenso di armi automatiche e con grave rischio data la località estremamente boscosa. I nostri Patrioti si distinsero in modo più che encomiabile nel combattimento tanto che lo stesso cap. Dearing ed il colonnello George R. Walta, comandante del 517 Reggimento Paracadutisti, hanno rilasciato di loro pugno e di loro iniziativa ai nostri Patrioti partecipanti a dette imprese un attestato comprovante il valore e l’aiuto da noi prestato. (Si allegano copie di alcune di dette dichiarazioni in lingua inglese).
In detti combattimenti furono uccisi oltre un centinaio di tedeschi e furono fatti circa 200 prigionieri.

Eseguendo l’ordine del Comando Alleato i nostri Patrioti hanno consegnato le armi alla locale caserma dei CC.RR. e sono tornati al loro lavoro.
Scarlino 28/6/1944                                                                                                                             

IL COMANDANTE DELLA BANDA (Citerni Pietro).

 

GRUPPO SCARLINO. N° 63 tra partigiani e Collaboratori. Caduti 1 e feriti 1.