12 giugno

1870 

CHIANNI – Nasce Eliseo Gambicorti. Boscaiolo comunista, nel 1928 viene condannato a 12 giorni di reclusione, 300 lire di multa per offese al capo del governo. Vigilato a lungo, anche in tarda età, almeno fino al 1940 (CPC).

1873

PISA – Nasce Mario Sraffa, antifascista confinato politico (CPC ex IAC).

1876 

LIVORNO – Nasce Alberto Folena. Agente marittimo, antifascista di simpatie socialiste e console onorario della Cecoslovacchia, viene arrestato il 14 luglio 1941 per diffusione di volantini antifascisti e confinato 5 anni a S.Severino Rota, pena commutata in ammonizione il 12 marzo 1942 (CPC).

1907 

POGGIBONSI – Nasce Alessandro Frilli. Stagnino, è arrestato nell’agosto 1932 per “organizzazione comunista” e ammonito. Arrestato il 30 settembre 1941 per analogo motivo e ascolto di radio straniere, viene confinato a Pisticci e Castel di Guido per 5 anni. Liberato alla caduta del regime, nell’agosto 1943 (CPC).

 1910

SCARLINO – Nasce Michele Cavalli, ragioniere e comunista. Residente col padre Baldo Bixio, sovversivo, a Livorno dal luglio 1921 dopo la tremenda strage fascista a Roccastrada, iscrittosi poi al P.C.d’I., Cavalli viene arrestato l’ 1 novembre 1935 per lettere contrarie al regime e alla guerra d’ Abissinia, viene confinato 5 anni a Girifalco e Savelli, poi ridotti a 2 in appello e liberato condizionalmente il 19 marzo 1937 in occasione della nascita del principe. Nonostante abbia scritto al regime di un suo “ravvedimento” i fascisti non gli credono e lo arrestano nuovamente nel 1937, diffidandolo poi nel 1939. Dopo la fine della guerra lo troviamo amministratore a Firenze per conto del PCI (RLL – CPC).

1919

PISA – Moti contro il caroviveri (PPT).

1920

MONTEROTONDO Marittimo – “ I boscaioli di questo paese, dopo 20 giorni di sciopero per ottenere un aumento di prezzi sul lavoro, hanno avuta completa vittoria perché hanno ottenuto tutto quanto essi chiedevano presso la ditta Rossi di Gerfalco. Viceversa le ditte Capannini Enea e Ricciardi Amadeo non solo non hanno ancora voluto riconoscere le giuste pretese dei boscaioli, ma son ricorsi a mezzi reazionari mandando i carabinieri sul lavoro a far cessare il taglio dei boscaioli, ed altri mezzi di rappresaglia ” riporta Il Martello (FAR).

SCARLINO – Da Il Martello : ” Il nostro movimento procede con il più grande entusiasmo e giornalmente sono nuove reclute che vengono ad ingrossare l’esercito proletario della nostra Unione Sindacale Italiana … ” (FAR).

1921 

LIVORNO – Nasce Bruno “Portos” Giovannetti, partigiano nella Resistenza piemontese, combattente della XVª Brigata Garibaldi (IRT).

RADICONDOLI – Di ritorno da una riunione a Casole d’Elsa, un gruppo di fascisti fa sosta in paese a scopo di rappresaglia contro il sindaco Tiberio Gazzei, accusato di essere aizzatore “di contadini contro i fascisti”. Verso le ore 20, gli squadristi penetrano violentemente abbattendo la porta ed a mano armata nel negozio di tessuti del Gazzei, asportando parte della merce, ammucchiandola nella piazza  ed appiccandovi fuoco per un danno di circa 15.000 lire. La squadra è composta da Giorgio Chiurco (26), Pietro Marri (23, Firenze), Egisto Rossi (24, Perugia), Manlio Mancini (24, Perugia), Alessandro Aliquò Mazzei (23, di Radicondoli), dr. Edoardo Barile (44, Radicondoli) e Donato Franchi (24, Radicondoli). 4 anni dopo, il Tribunale Penale senese farà rientrare questo fatto tra quelli beneficiati dall’amnistia (ACV,15).

1922

PIOMBINO – Alle ore 15 circa, rabbiosi per l’omicidio del loro camerata Salvestrini del giorno prima [ autore rimasto ignoto,  ipotesi accreditata tra i piombinesi quella di un fatto interno per scatenare la reazione ], i fascisti devastano la sede Socialista, la Camera del Lavoro Confederale e quella Sindacale, il Teatrino Sociale e la Tipografia Avanguardia. Numerose le bastonature anche di persone solo sospettate di sovversivismo. In molti, sotto le minacce, lasciano la città (FAR).

Altre fonti:  Dopo un incidente appositamente creato dove rimaneva ucciso uno studente fascista e per i funerali del quale giunsero in città i fascisti di tutta la zona, gli squadristi e le guardie regie inviate da Pisa a “ristabilire l’ordine” si impadronivano della città. Dapprima occupano il Comune e la Pretura, poi i fascisti assaltano e distruggono le sedi del Partito Socialista e della CGL. Per tutta la notte e tutto il giorno dopo, con centinaia di assalti, le squadracce tentano la conquista della Camera Sindacale dell’USI e della tipografia del giornale anarchico “Il martello”, inizialmente respinti. Poi, fatalmente a causa della sproporzione numerica e di mezzi, fascisti e guardie regie riescono a piegare tutte le organizzazioni proletarie. Alla fine seguono gli arresti di Amos Giacomelli, Anarchico Luigi Ravenni, Tommaso Agnarelli, Virgilio Giovani e Cesare Florenzi ed una forsennata caccia ai sovversivi con assalti alle abitazioni e gravissime, estese violenze. Sono incendiate le due Camere del Lavoro, le tipografie de “La fiamma” e de “Il Martello” ed addirittura quella del reazionario “Il giornale del Tirreno”. Le forze dell’ordine rimangono inerti ed oltre 100 persone devono abbandonare la città (RLL – SQU).

1924

LIVORNO – «L’Unità» denuncia la delazione di cui è macchiato «Il Telegrafo» che, pubblicando i nomi dei firmatari della lista toscana di “Unità proletaria”, aveva di fatto indicato i prossimi bersagli e le future vittime alle “guardie bianche” della borghesia, che non intendeva “ rassegnarsi per la proclamazione del compagno D’Amen Onorato a deputato comunista per la Toscana ” e tentava “ ora la più ignobile vendetta contro i proletari toscani che, ad onta di tutte le intimidazioni ”, erano riusciti “ a presentare la lista del blocco di Unità proletaria ” e a garantirle un risultato positivo, “ nonostante le più sfacciate violenze” (RMR/ F. Bucci).

1933

COLLE Di Val d’Elsa – Il Commissario Prefettizio scrive al presidente dell’Associazione “Il Littorio“, responsabile della Sezione Biblioteca della città, come da raccomandazione del Ministero dell’Educazione Nazionale, affinchè vigili che nelle biblioteche Popolari non si diano “in lettura libri che trattano argomenti sociali e di contenuto romantico, a sfondo politico-sociale, ma sostanzialmente antifascista, specialmente di autori non confacenti allo scarso senso critico che hanno generalmente i frequentatori delle Biblioteche suddette … opere che, sotto l’ingenua veste di racconti romantici, siano tali da inoculare negli animi princìpi e sentimenti contrari alla dottrina ed alle direttive del Regime.” (ACV, 98).

GROSSETO – Sulla tratta Livorno-Grosseto viene arrestato l’anarchico di Portoverenere (Sp) Vincenzo Capuana, sospettato di essere rimpatriato per uccidere Mussolini. Nel febbraio 1926 Capuana era stato condannato a 7 anni di galera negli USA dopo essere stato sorpreso in una strada di New York con una valigia piena di esplosivo, di cui intendeva servirsi per far saltare la sede del giornale fascista “Il corriere d’America”, diretto da Luigi Barzini, futuro esponente della Repubblica di Salò (RLL).

1943

BELGIO – Viene fucilato dai nazisti a Bruxelles l’antifascista grossetano Etrusco Benci insieme a 200 patrioti belgi.

LIVORNO – E’ la data ricordata come indicativa riguardo alla costituzione del Comitato di Fronte di Liberazione Nazionale nella città labronica, organismo che poi si trasformerà nel C.L.N. dopo l’8 settembre . Ne fanno parte Vasco Iacoponi, Armando Gigli, Giorgio Stoppa, Otello Frangioni, Domenico Odello, Cesare Zanobetti, Angelo Pagani, Fortunato Garzelli, Ottorino Pandolfi, Ricciotti Paggini, Gaetano Pacinotti, Minghi e Dino Frangioni, in rappresentanza dei partiti comunista, socialista e repubblicano (RAM).

1944

CALDANA – Il presidio partigiano viene attaccato dai tedeschi che causano la morte di un patriota ma lasciano sul terreno due dei loro soldati (RGT-CRT).

CAMPAGNATICO – Liberazione ufficiale del paese dal nazifascismo da parte dei partigiani locali, di Montecucco (formazione Mameli) e di Roccastrada (Brigata Gramsci) (AGA + Reg. Toscana ).

CASTELLINA Marittima – Partigiani della 1a 2a sezione dell’ 8° Distaccamento catturano un camion tedesco carico di benzina e fucilano 2 militari (CRT).

CASTELNUOVO BERARDENGA – Nel territorio comunale,  Bruno Bonci (30) è vittima dei nazifascisti (Progetto Memoria – Regione Toscana ).

CASTEL S.GIMIGNANO – Cattura dei 4 partigiani autonomi componenti il nucleo principale della c.d. Piccola Banda di Ariano: il marchese Gianluca Spinola, suo cugino Franco Stucchi Prinetti, i soldati antifascisti sardi Francesco Piredda e Vittorio Vargiu. Saranno uccisi dai tedeschi a Castelnuovo di Val di Cecina 2 giorni dopo.

CASTIGLIONE della PESCAIA – Nella zona di Ampio, una pattuglia partigiana è attaccata da una nutrita forza tedesca che cattura un sottufficile, poi barbaramente trucidato (RGT-CRT).

CETONA – Un autocarro tedesco viene requisito e catturati i militari occupanti dal Gruppo partigiano Sarteano (CRT).

GROSSETO – Nel territorio comunale, Angiolino Soldateschi (35) resta vittima dei nazifascisti (Progetto Memoria – Regione Toscana).”    Intanto, i fascisti “veramente sani ” – come si autodefiniscono – lasciano nottetempo la città incolonnandosi con la GNR (CRT).

MANCIANO – Alle ore 9 la formazione  partigiana del tenente Antonio e reparti americani e entrano in paese: Manciano è il primo comune toscano liberato. Prosegue intanto l’attività partigiana che in località Pianaccia distrugge un cannone tedesco. Nella stessa giornata, in località La Campigliola, attacco partigiano ad una colonna di artiglieria tedesca. Nonostante la intensa reazione avversaria l’attacco prosegue causando ai tedeschi la perdita di 5 uomini e 3 cavalli. Resta ucciso anche un partigiano ( REL. 7G-BAM ).

MARINA di GROSSETO – In località S. Leopoldo 6 persone sono giustiziate dai nazifascisti con l’accusa di aver aiutato ex prigionieri alleati e soldati italiani sbandati (MAM). Sei civili trucidati dai nazisti. A militari tedeschi intenti nel far saltare il ponte sulla fiumara di San Leopoldo, alcuni fascisti riferiscono vigliaccamente l’informazione inesatta che al vicino casello idraulico ci sono partigiani e giovani renitenti alla leva. Vengono così uccisi il custode del casello Fortunato Falzini, Olga Marchetti Lari e suo figlio Giancarlo, Roma Madioni, Luigi Botarelli e il figlio Livio di 16 anni.

MASSA Marittima – Alle Capanne Vecchie, la Banda Camicia Bianca attacca 2 autocarri e 1 autoblinda ucidendo 6 tedeschi e catturandone 4. Intanto la 3a Brigata Camicia Rossa attacca un’autocolonna uccidendo 4 germanici ma subendo la perdita di un partigiano (RCR-CRT).  La Sezione Comando ed il grosso della IIIª Brigata Garibaldi si spostano dalla zona del Caglio, verso il massetano, accampandosi nei boschi di Poggio Sugherino (RAM).
Al podere S.Costanza, il colono Oriano Tonini (30) viene mitragliato dai tedeschi mentre tenta di estinguere un incendio nel suo campo di grano (SNFT-LUA). Infine, ancora pattuglie della Camicia Bianca mitragliano 3 autobus carichi di fascisti in fuga. Due fascisti, dopo breve combattimento, rimangono uccisi mentre altri, feriti più o meno gravemente, sono trasportati via. I partigiani hanno un solo ferito (RCBR).

MONTEMERANO – Un ragazzo di 17 anni, Silvietto Babbanini (Manciano,  05/04/1927, di Aldemiro e Rosa Ciabattini), mentre da bordo di una jeep americana sta indicando agli Alleati la dislocazione di una postazione nazista, nei pressi della collina del Paracleto, viene falciato da una raffica tedesca (AGA-BAM-SNFT ). Attaccato con successo un piccolo nucleo di militari germanici: 2 restano feriti ed uno viene catturato ( REL. 7G ).

MONTEVERDI Marittimo – Una pattuglia partigiana composta da 8 uomini della IIIª Brigata disarmano 15 militi della GNR uccidendone uno (RCR-CRT-RAM).

MONTICIANO – In seguito ad uno scontro tra tedeschi e partigiani, la popolazione era stata costretta a ritirarsi nei boschi per evitare la rappresaglia dei nazisti. In paese erano rimaste soltanto le autorità fasciste ( 8 persone tra superoiori e militi ) minacciando gli sfollati ed intimando loro il ritorno, pena l’intervento delle S.S. per catturarli. Per questo motivo il 12 giugno, una squadra del 3° Distaccamento partigiano della Brigata “Spartaco Lavagnini” con un brillante attacco cattura questi fascisti colpevoli anche dell’ eccidio di Monte Cuoio del quale erano diretti responsabili. Questo è il motivo per il quale sono fucilati sulle tombe delle loro vittime (RSL).

MONTIERI – Liberazione ufficiale dal nazifascismo di Montieri ( Reg. Toscana ). La squadra partigiana di Roberto Galli Franco e il distaccamento Gastone Sozzi della Brigata Spartaco Lavagnini comandato da Marcello Pieri occupano Montieri passando l’ Amministrazione Comunale nelle mani del popolo e della Guardia Armata locale (RGB). Gli Americani subentreranno il 25 giugno (AGA).

ROCCALBEGNA – Ferito a morte dai tedeschi il giorno prima, nella sua casa muore il partigiano Livio Polemi (BAM).

POMARANCE – Arresto di numerosi antifascisti del paese, tra loro il parroco Don Paoli (LAP).

S.CASCIANO DEI BAGNI – I nazisti catturano 2 giovani originari della provincia di Terni, Agostino Donarelli e Azelio Maschi, i cui corpi non saranno mai ritrovati (ILM).

S.FIORA –  Il comando del XIV corpo corazzato tedesco è stanziato a S. Fiora: gli aerei americani, con l’obiettivo di colpire il comando di Kesserling, bombardano il paese colpendo un gruppo di abitazioni, poco distanti dalla piazza centrale, provocando la morte di una ventina di civili (Corriere dell’ Amiata).

S.GIMIGNANO – Alcuni patrioti si impossessano di un automezzo dei pompieri e con quello, recatisi alla polveriera di Scorgiano, prelevano diversi quintali di materiale esplosivo e munizioni, una mitragliatrice pesante, tre fucili mitragliatori e una decina di moschetti (BPA).

S.GIOVANNI delle Contee – Alle ore 8,30, in località Fonte del Ricciano, mentre si reca a far rifornimento di acqua, viene freddato dai tedeschi il ventenne Severino Orienti (BAM).

S.MINIATO – In località Isola, uomini della Brigata Pannocchia attaccano 3 militi della RSI, 2 dei quali restano uccisi; ferito anche 1 partigiano. Altri militi sono disarmati presso le loro abitazioni dalla Formazione Mori che liberano anche 2 prigioniri greci dalle carceri (CRT).

SARTEANO – Sulla porta del podere Poggione, viene ucciso dai tedeschi Averino Pallotai di 76 anni, ritenuto favoreggiatore dei partigiani ( SNFT ).

SASSO PISANO – Nel corso di uno scontro con partigiani della Brigata Boscaglia, restano uccisi e feriti un numero imprecisati di militari tedeschi (CRT).

SCANSANO – Liberazione del paese, indicata come 12/14 giugno (Reg. Toscana).

SCARLINO – I partigiani del paese arrestano diversi elementi repubblicani fascisti, “elementi pericolosi e nostri acerrimi nemici” (RBSC).

SORANO – Alle ore 8, mentre rientra in paese,  viene assassinato dai tedeschi Rolando Lombardi (36), il cui cadavere rimarrà all’aperto per 5 giorni perché ne viene impedita la sepoltura (BAM). Nel centro storico del paese, per prevenire attacchi partigiani durante il loro ripiegamento, i tedeschi prendono in ostaggio 20 persone costringendole a passare la notte nel municipio. Il giorno dopo avrebbero dovuto essere fucilati ma l’intervento della suora superiora Giulia Ignesti e di Paola Ricci Busatti, giovane soranese che parla tedesco, ne evitano la dura sorte (BAM).

TORNIELLA – Bombardamento aereo tedesco sul paese occupato dai partigiani, 2 dei quali restano uccisi (CRT).

VAGLIAGLI – Resta ucciso un partigiano in uno scontro coi tedeschi (CRT).

VALLE dell’ ALBEGNA – La BAM filtra tra le linee tedesche, cattura alcuni militari poi, presi contatti con gli alletai, li guida facilitandone l’avanzata (CRT).

VENTURINA – La Squadra Comando della 3a Bgta Garibaldi fa saltare un ponte sulla rotabile per Suvereto (RCR-CRT).

VOLTERRA – 3 partigiani sono catturati mentre tentano di minare un ponte sulla SS 68 per Colle di Val d’Elsa (CRT). La “piccola banda di Ariano”,  6 resistenti comandati dal marchese Gianluca Spinola, si scontra al calar della notte con  forze tedesche numericamente  molto superiori. Un ufficiale e diversi tedeschi restano uccisi, ma Spinola e 3 dei suoi sono catturati ( Se tu vieni quassù tra le rocce di C.Groppi)..

1955

MANCIANO – Viene conferita ufficialmente la decorazione di Croce di Guerra al V.M. al Comune di Manciano, per il contributo dato dalla popolazione alla guerra di Liberazione Nazionale: ” Durante la lotta di Liberazione sosteneva coraggiosamente le formazioni partigiane e, con l’unanime contegno della sua popolazione, nonostante le dure rappresaglie esercitate dai tedeschi, dava bella prova di tenacia e di fede nella libertà e nella patria “.