AMERIGO BIGONGIARI “FATTORE”

 

Amerigo BIGONGIARI, Fattore
Iª Squadra IIª compagnia della XXIIIª Brigata Boscaglia.

 

Come tanti, cresce in una famiglia povera lavorando, con una sorella, nei campi di juta: sono tenacemente antifascisti, anche per il fatto che il padre, più volte picchiato dai neri, muore in conseguenza di quelle violenze. Prima della guerra, Amerigo ha perciò già maturato la sua scelta politica comunista.

Tornato a casa dalla campagna di Russia e dalla Jugoslavia, Amerigo sfugge alle ricerche dei repubblichini, memori delle sue posizioni politiche e, tramite la conoscenza di un vecchio antifascista di Ponte a Moriano – Mario Ramacciotti -, si rifugia a Pisa e da lì entra nella Brigata, nel bosco di Berignone, dove poco dopo gli viene affidato l’incarico di capo- squadra.

Le motivazioni di questa scelta sono molteplici: si va dall’ odio per i nazifascisti alla speranza di fare ” … quello che poi è successo, la costituzione …”.

Resiste alle pressioni dei repubblichini che prima sequestrano sua zia, poi arrestano una sorella: entrambe sfuggono, la sorella per la complicità di un soldato austriaco.

La sua attività combattente è riconosciuta a far tempo dal 15 aprile del ’44, fino al disarmo e lo smembramento della Brigata il 20 luglio. quindi si unisce al nuovo esercito italiano per continuare la lotta, a Chieti, ma ” … poi mi accorsi che era tutta una messa in scena e decisi di venire via“.

Ha un spirito ribelle che lo porta anche a sottolineare le cose che non vanno: ” la fede antifascista mi fece arrivare fino in fondo, anche se c’erano delle cose che non mi tornavano” e “inizialmente c’era solo il comandante, poi iniziarono a vestirsi da colonnelli, da maggiori …”. Parla di garantismo politico nella Brigata ” ma con noi non ce la spuntavano, perché noi s’era sempre in prima linea “.

Nel dopo guerra non serba eccessivo rancore verso i responsabili delle violenze ricevute dalla sua famiglia e prende l’amnistia di Togliatti come un sollievo, ” … si fece festa, perché era finita finalmente “.

Si iscrive al Partito Comunista ma precisa con orgoglio che ” comunque io ero comunista ancor prima di entrare nella Brigata “.

 

 

Fonti: ”Storia della XXIIIª Brigata d’Assalto Garibaldi Guido Boscaglia’‘ Tesi di laurea di Francesco Gronchi, in pubblicazione A.N.P.I. Volterra 2014 – Archivio RadiomaremmaRossa.

[ Scheda di Aldo Montalti per www.radiomaremmarossa.it ].