LUIGI BUSELLI, “PENTOLO”.

Luigi BUSELLI, Pentolo.
Iª Squadra IIª Compagnia – Squadra Volante della XXIIIª Brigata Boscaglia.

 

Nasce il 5 febbraio 1924 in una famiglia di mezzadri presso la fattoria di Ariano, con simpatie comuniste e di ”contraddizione al regime”. Il padre, sovente, è oggetto di violenza fascista, una volta bastonato addirittura perché continua il suo lavoro durante una giornata festiva indetta dal regime.

Renitente alla leva, si nasconde quando, intorno al 15 novembre, incontra casualmente la Squadra Volante di Pelo (Velio Menchini) cui chiede di unirsi. Prese le informazioni di rito, i partigiani passano a prelevarlo nel giro di una settimana.
E’ una squadra speciale, totalmente comunista, inneggiante a Stalin ed anticlericale e, all’interno di questa, Pentolo è riconosciuto partigiano combattente nel periodo dal 14 aprile fino al 20 luglio 1944, sempre al fianco di Velio, “… se c’era lui, c’ero io …”.

L’idea guida di Luigi e questi uomini ” era l’Urss, non ci dovevano essere più i padroni. L’idea era rivoluzionaria, infatti quando Togliatti poi fece l’amnistia ci furono dei seri malumori…”.
Come altri partigiani, anche Luigi ha un giudizio complesso del C.L.N. volterrano, composto secondo lui da ” gente per bene ma anche da qualche mascalzone, dopo la guerra fecero dei favoritismi per il riconoscimento di qualche partigiano o patriota, non davano importanza a noi [al nostro parere ndr] quando mandavano via le note delle azioni fatte …”.
Anche sul comportamento di alcuni partigiani – per esempio del comandante Francois, ex militare – c’è un giudizio pesantemente negativo, ” … con lui non si discuteva. Dava ordini e noi dovevamo eseguire. Se davo retta a lui ero morto …”.

Individua, come quasi tutti, nei fascisti il principale nemico ( loro ” non erano tutti uguali, la maggior parte aveva una paura matta di noi …”) e definisce la sua lotta come di liberazione e patriottica: ” io mi sentivo già prima patriota, infatti sono andato coi partigiani e non con i fascisti …”.
E ricorda con gratitudine il rapporto con la popolazione civile che ” era ottimo, se non ci aiutavano i contadini non mangiavamo“.

Dopo aver maturato una coscienza politica in Brigata, nel dopo guerra è uno dei fondatori della cellula comunista volterrana, rimanendovi attivista per molti anni.

 

Fonti: ”Storia della XXIIIª Brigata d’Assalto garibaldi ”Guido Boscaglia” ” Tesi di laurea di Francesco Gronchi, in pubblicazione A.N.P.I. Volterra 2014 – Archivio RadiomaremmaRossa.

 

[ Scheda di Aldo Montalti per www.radiomaremmarossa.it ]