METELLO MASI, Topolino.

METELLO MASITopolino
IIIª squadra IIIª compagnia della XXIIIª Brigata Boscaglia.

Nasce il 23 marzo 1925 in una famiglia modesta non aderente al fascismo dove il padre vendeva i giornali per conto terzi e la madre, l’unica politicizzata, aveva già subito persecuzioni per aver partecipato a dimostrazioni dove ” lottavano per il pane ”. Metello, dopo aver frequentato fino al quarto anno della scuola d’arte, lavora da infermiere presso l’ospizio di S.Chiara.

Si unisce alla Brigata Boscaglia e, nella sua squadra, ha modo di ricevere i primi rudimenti per la sua formazione politica (” non è che avessi una cultura, avevo un infarinamento “). La sua permanenza in Brigata – riconosciuta dal 12 giugno al 20 luglio 1944 – gli ha fatto riconoscere solo la qualifica di patriota.

Metello è appartenuto a quella parte del partigianato che avrebbe voluto un cambiamento sociale profondo dopo il 25 Aprile: ” In Brigata la concezione era quella di comandà noi, con le armi o senza le armi … una volta usciti dalla macchia … tanto è vero che ‘un si voleva deporre l’armi subito …” , ” … non c’era più paura del fascismo, fu il partito che scelse la via legale, io la presi un po’ come tutti … la maggior parte si voleva combattere per andare al potere …”.

La sua esperienza la definisce “guerra di classe” per ” … l’eliminazione del capitale, per me il socialismo anche se fatto male è sempre migliore del sistema capitalista …”.

Dopo la Liberazione, si iscrive quindi al PCI lavorando nel partito con Niccolo Mezzetti, Nello Bardini, Alioscia ed altri e scontrandosi “… per la quistione di Togliatti, di Salerno, dell’amnistia …”.

 

Fonti: ”Storia della XXIIIª Brigata d’Assalto Garibaldi Guido Boscaglia ” Tesi di laurea di Francesco Gronchi, in pubblicazione A.N.P.I. Volterra 2014 – Archivio RadiomaremmaRossa.

[ Scheda di Aldo Montalti per www.radiomaremmarossa.it ].