Otello MENICAGLI

 

La lugubre notizia ha portato nella nostra Ardenza come un vento di angoscia che ha sferzato tutti coloro che conoscevano Otello Menicagli, e specialmente gli anarchici, che amavano in lui il compagno serio ed intelligente.
Forte e bello nei suoi 25 anni, la sua figura s’imponeva fra i giovanetti dai quali era sempre circondato, ed ai quali con pazienza veramente certosina infondeva i primi elementi dell’anarchismo, facendo della propaganda minuta una vera e perseverante missione.
Otello Menicagli era l’anarchico convinto, non accecato da nessun’ombra settaria, e portava fra noi il prezioso tributo di uno spirito equilibrato, che ha compreso, nel senso più elevato, il concetto luminoso del vecchio anarchico sempre sorridente e modesto, buono, franco e leale, dava continuo esempio di rettitudine e di ragionevolezza a molti lavoratori, che, dotati come lui di braccia possenti, usano la loro forza, spesso, e a torto, contro il proprio compagno di lavoro, fisicamente più debole.

Ora di Otello Menicagli non resta che un mesto ricordo. Una bomba lo ha sfracellato lasciandolo in miseri brandelli, lassù dove il sangue di tanti giovani corre copioso.
Egli che sognava gli uomini affratellati nel lavoro proficuo, e nell’operosa e benefica pace, ha dovuto soccombere nel cozzo formidabile, che oggi scuote e fa tremare il mondo.
E in questo doloroso momento gli anarchici di Ardenza, ricorrono col pensiero alla sua madre dolente, che pochi mesi or sono ebbe lo schianto atroce della morte di un altro figlio ventenne.

[CENSURA]

E dinanzi alla morte di Otello Menicagli, compresi nella nostra attuale impotenza, restiamo pensosi, legando il ricordo del caro compagno, alla spinosa ghirlanda che punge la cute, e fa stillare gocce di sangue che cadono a terra come il seme che germina.
Povero Otello! Gli anarchici di Ardenza non possono consolare la povera mamma tua, e salutano da lungi i tuoi resti lacerati, col cuore pregno di dolore “.

Ardenza, 4 maggio 1917   Adolfo Boschi [vedi Biografia].

Il Libertario condivide in quest’ora triste il dolore dei compagni di Ardenza ed invia alla desolata madre sentite condoglianze.

Il Libertario, n.698, 10 maggio 1917.

Di Otello Menicagli,
di Ardenza su la fossa insanguinata,
il fiore purpureo dei compagni senigalliesi;
a la sua povera mamma,
la loro parola di conforto e di pietà. ”

[Ottorino] Manni

Il Libertario n.698 10 maggio 1917.

Otello Menicagli nacque a Livorno il 5 gennaio 1891. Operaio, fece parte del Gruppo anarchico dell’Ardenza, con Amedeo Boschi, Ghino Marrucci, i fratelli Paolotti, Cafiero e Turiddu Carlotti e altri militanti libertari. Richiamato dopo la dichiarazione di guerra all’Austria-Ungheria, fu aggregato al terzo reggimento bersaglieri. Caporale, cadde sul monte Colbricon il 26 aprile 1917 a 26 anni, “per ferite riportate in combattimento“.
[Scheda a cura di Claudio Gregori per Radiomaremmarossa.it]