4 giugno

1870

VECCHIANO – La notte tra il 4 ed il 5 giugno, un gruppo di 50 individui “mazziniani” occupa per breve tempo, nella zona di Vecchiano, un casotto daziario con l’intenzione di divellere le rotaie ferroviarie, ma non vi riesce per l’intervento del figlio del guardiano che rimane ferito nello scontro. Il gruppo si disperde interrompendo la linea telegrafica (ALS).

1884

LIVORNO – Nasce Fortunato Landini. Carbonaio [sarto per altra fonte], anarchico nell’anteguerra, comunista dal 1921. Viene arrestato il 23 giugno 1927 per “Organizzazione comunista“, condannato dal Tribunale Speciale a 8 anni di reclusione, scontati a Civitavecchia [imputazione di “Ricostituzione del PCI, cospirazione ecc. ” con sentenza nr. 72 del 28-7-1928  Pres. Ciacci – Rel. Lanari] . Dopo aver rifiutato coerentemente di associarsi alla domanda di grazia presentata da un familiare, è liberato per amnistia l’11 novembre 1932. Ripetutamente fermato negli anni successivi, viene internato nel giugno 1940 a Calitri come oppositore ”pericoloso nelle contingenze belliche”. Liberato il 28 febbraio 1941 (CPC-RLL).

1894 

PONSACCO – Masce Alfredo Bicchielli, partigiano combattente con le formazioni del Partito d’Azione (Anpi Roma).

1900

CAMPAGNATICO – Nasce ” Ragni Italo  fu Ciro, muratore – Anarchico espulso dal Belgio, da fermare e perquisire – Connotati: statura bassa, capelli ed occhi castani” ( Questore di GR – 02/07/1932 – BDR pag.2-4 ). Strenuo antifascista esule in Belgio e Francia, Ragni fu anche combattente in Spagna nella Colonna Ascaso.

1902

MASSA Marittima – Nasce Antonio Becherini, di Paolo e Bernardini Romanina, operaio tornitore, comunista poi residente a Vernio. Espatriato in Francia nell’ottobre 1924, nel 1936 combattente nelle formazioni antifranchiste in Spagna, nella Centuria Gastone Sozzi prima (con la quale combatte a Pelahustán, Cenicientos e Chapinería) e nella Brigata Libertad poi. Ferito in combattimento, ritorna in Francia. Il 21 dicembre 1940, al rimpatrio in Italia, viene arrestato e confinato per 5 anni a Ventotene. E’ prosciolto condizionalmente il 18 marzo 1943 per motivi di salute (CPC-AICVAS).

1909 

MASSA Marittima – Nasce Giacomo Fiorini. Meccanico o venditore ambulante, comunista emigrato a Torino. Arrestato il 30 novembre 1927 con Giancarlo Paietta mentre diffondeva stampa clandestina comunista nelle fabbriche torinesi. Condannato dal Tribunale Speciale ad 1 anno di carcere a Rom per appartenenza al P.C.I. e propaganda sovversiva con sentenza n.101 del 25/09/1928 (TMV).  Liberato il 29 novembre 1928, risulta essere ancora vigilato nel 1941, mentre era militare sul fronte albanese (CPC).

1915

POGGIBONSI – Nasce Carlo Cenni, barbiere, condannto a 4 anni con sentenza n. 23 del 5-4-1935 Pres. Gauttieri – Rel. Presti per ” Associazione sovversiva, propaganda comunista “.

1922

COLLESALVETTI – Devastato il circolo comunista di S.Martino (SQU).

FOLLONICA – Alla stazione ferroviaria, di sera un gruppo di fascisti aggredisce il ferroviere Angelo Grassi: è l’epilogo delle numerose minacce fasciste verso i ferrovieri della Massa-Follonica che si erano astenuti dal lavoro il 1° maggio precedente (DFDF).

GROSSETO – Il giornale L’Ombrone denuncia i fatti di sangue dovuti alle scorribande fasciste a Pitigliano, Sorano, Orbetello e Manciano e diffonde anche l’inascoltato appello dell’ on. Merloni alla Camera (BAM).

LIVORNO – All’ 1 e 40 di notte, i fascisti fanno esplodere una bomba in Piazza del Cisternone, dinanzi all’abitazione di Corrado Pagliai, segretario della Lega proletaria mutilati e invalidi di guerra (RLL).

RIO MARINA – Nasce Lidia Bemporad, giovane ebrea arrestata a Firenze, deportata dai nazifascisti e deceduta ad Auschwitz con la madre Clara Galletti (EIT).

SASSETTA – I fascisti della squadraccia di Suvereto fondano una sottosezione a Sassetta: vi aderisce, tradendo, anche l’ex sindaco comunista. Le camicie nere, quindi, si impadroniscono della ”bandiera rossa dei socialcomunisti di Sassetta” e la sera, al loro ritorno, la esibiscono sfilando per le strade di Suvereto (RLL).

1928

TRIBUNALE SPECIALE del FASCISMO – Nel famoso “processone” a carico del Comitato centrale del Partito Comunista, tra gli altri sono coinvolti i livornesi Virgilio Fabrrucci (1902 – fuochista, condannato a 5 anni, 10 mesi e 15 giorni) e Ilio Scali (1903 – fabbro, assolto). In questo processo divenne famosa la frase dello zelante Pubblico Ministero Isgrò: ” Bisogna impedire al cervello di Gramsci di funzionare per venti anni…”, Gramsci infatti subirà la condanna ad oltre 20 anni. Stessa sorte per Scoccimarro, 22 anni addirittura per Umberto Terracini (MdAL).

1930

LIVORNO – Sono assegnati al confino per cinque anni dalla Commissione provinciale di Livorno i comunisti Eletto Allegri (selvaggiamente bastonato dai fascisti nel 1924), Egisto Betti e Alcide Nocchi, arrestati a fine aprile per diffusione di materiale antifascista: i tre sono deportati a Lipari (RLL).

1931

FOLLONICA – Nel quadro dell’intolleranza verso ogni organizzazione non direttamente emanata dal fascismo, compresa quindi l’Azione Cattolica, “Quattro giovani fascisti hanno chiesto, don Evaristo Bigi,  che l’ha consegnata senza obiezioni, la bandiera del circolo disciolto nel ’21 e, dopo averla portata in piazza, l’hanno bruciata” (MPL).

1938 

CHIUSI – Arresto del manovale Domenico Nenci, accusato di esaltazione del comunismo e della Spagna repubblicana (CPC).

1944

ANQUA – Presso la fattoria del Solaio gli Alleati paracadutano 2 radiotelegrafisti e rifornimenti.

BACCINELLO – I Tigrotti della Maremma fanno saltare 2 ponti (CRT).

CASTELNUOVO di Val di Cecina – Il comandante Stoppa e 10 partigiani della XXIII, venuti a sapere che un aereo alleato, ingannato dai fuochi delle carbonaie, aveva paracadutato due uomini e numeroso materiale nelle vicinanze della fattoria di Solaio, presso Anqua, a cinque ore di cammino dal campo di lancio, si precipitano sul luogo riuscendo a recuperare gran parte del materiale grazie all’aiuto dei contadini. Il tutto viene poi trasportato all’accampamento sotto la scorta di tre squadre della 2^ Compagnia. Vengono rintracciati anche i due radiotelegrafisti italiani paracadutati (RGB). Elementi della Iiª compagnia al comando dell’ esperto militare Bigeschi Della Serra “Cecco” fanno saltare il ponte di Ricavoli sulla Radicondoli-Castelnuovo  (RMAA).

CHIUSDINO – La 3^ squadra della 1^ Compagnia della XXIII^ Brigata Boscaglia, al comando di Giorgio Vecchioni, rinforzata dalla Guardia Nazionale di Montalcinello, occupa la miniera di antimonio delle Cetine e ne interrompe momentaneamente la produzione. Viene asportato materiale esplosivo, armi dei guardiani e carburo, metà del quale è distribuito alla popolazione di Montalcinello (RGB – CRT).

CHIUSI Scalo – Disarmata la caserma della GNR da parte del gruppo Sarteano-SIMAR (CRT).

JUGOSLAVIA – Cade combattendo contro i nazifascisti il partigiano Dino Spalletti di Colle Val d’Elsa (ACV,148).

MASSA Marittima – Formazioni varie interrompono la linea telefonica con Gavorrano e in loc. Osteria Martinozzi mitragliano un autocarro tedesco uccidendo 3 militari germanici (RCR-CRT-Per la fonte RAM, il bilancio sarebbe di 1 morto e 2 feriti). Intanto Mario Pratelli, marito di Norma Parenti, l’eroica e instancabile staffetta partigiana che pochi giorni dopo sarebbe stata uccisa dai nazifascisti, Medaglia d’Oro, viene assalito a mano armata da repubblichini del paese ma riesce a sfuggire loro dandosi alla macchia (PBA).

MENSANO –  Nella frazione di Casole d’ Elsa , una squadra partigiana della 23a Bgta Boscaglia al comando di Velio Menchini discioglie la locale sezione PFR, uno dei cui aderenti è catturato, condotto al comando e giustiziato (CRT). Si tratta del calzolaio Adelindo Cini, riconosciuto come capo del fascio repubblicano di Mensano (RGB).

MONTEROTONDO Marittimo – I partigiani della 3a Brigata fanno saltare un ponte sulla strada per Montieri (CRT).

MONTIERI – La Camicia Rossa fa saltare un ponte presso il Poggio (Rel. Formazione).

RADICONDOLI – Partigiani della XXIIIa Brigata fucilano il vice brigadiere dei carabinieri Lorenzo Badii,  già in servizio a Roccalbegna (GR), fermato precedentemente da un posto di blocco partigiano, in tuta da meccanico ma con sotto i pantaloni della divisa dell’ Arma repubblichina. Estratta la pistola pur senza sparare, aveva dichiarato di essere in contatto coi partigiani senza essere creduto. Molte testimonianze, anche al successivo Processo Penale del 1955, sono contrastanti: tra chi lo tratteggia come simpatizzante antifascista e chi ricorda la sua reticenza durante l’interrogatorio dei partigiani che gli costerà la vita (PBA). Intanto, trattenendosi in paese dopo l’occupazione del giorno precedente, le squadre partigiane asportano armi dalla caserma dei carabinieri ed indumenti dalle case dei fascisti repubblicani, ancora distribuendo questi ultimi alla popolazione.

S.CASCIANO de’ BAGNI – Disarmata per la quarta volta la caserma GNR. In altro scontro con fascisti repubblichini della Xa MAS un partigiano resta ferito (CRT).

S.FIORA – I partigiani della “Ovidio Sabatini” e i GAP locali occupano la caserma dei carabinieri di Santa Fiora, prelevando le armi che vi erano custodite (Corriere dell’ Amiata + CRT). Una quarantina di partigiani visita le case dei fascisti più noti limitandosi al sequestro delle armi, poi occupa la caserma dei carabinieri (TMeS + AGA). Una squadra di 12 uomini del 7° Distaccamento della Brigata Lavagnini, comandata da “La Pietra” [Enzo Nizza], occupa nelle prime ore della sera la caserma della G.N.R. impossessandosi di una decina di fucili, settanta caricatori, quindici bombe a mano, diciotto coperte ed altro materiale tra cui quindici fucili da caccia requisiti dai fascisti alla popolazione. A questo punto il fascio locale è praticamente sciolto e militi e carabinieri fuggono dal paese lasciandolo nelle mani del CLN (BPA).

S.GIOVANNI d’Asso – “Il 4 corrente, alle ore 0,30, circa 300 banditi armati corcondarono l’abitato di S.Giovanni d’Asso del comune di Montalcino (Siena) ingiungendo la resa a quel distaccamento G.N.R., composto da 4 elementi compreso il comandante. Nonostante ogni sforzo, il distaccamento fu sopraffatto dalla schiacciante preponderanza dei banditi, che asportarono completamente, armi, munizioni, effetti letterecci, indumenti militari e la rimanenza del fondo legionale, trascurando il fondo vitto perchè di proprietà privata. Allontanandosi, verso le ore 2, ordinarono ai militi di lasciare il paese entro tre giorni. Contemporaneamente un altro gruppo di armati, penetrato nei locali del dopolavoro, asportò l’apparecchio radio e altro materiale. ” (NGNR del 9/6/1944).

SCARLINO – Civili e renitenti del luogo chiedono armi e collaborazione ai partigiani (CRT).

ULIVETO TERME – Diffusi numerosi manifestini antifascisti (CRT).