23 marzo

1883

LIVORNO – Nasce Marianna Di Segni, antifascista internata come “pericolosa nelle contingenze belliche” (CPC ex PCB).

1904

SOVICILLE – Nasce Pierino Cigni, mugnaio arrestato il 23 maggio 1932 per organizzazione comunista. Deferito al Tribunale Speciale, viene però liberato con l’amnistia del decennale il 9 novembre dello stesso anno. Nel 1941 risulta ancora ben controllato dalla repressione fascista (CPC).

1911

PIOMBINO –La Fiamma“, periodico settimanale della Federazione Provinciale Socialista, nell’edizione di Piombino rompe il fronte degli scioperanti con le affermazioni ” Lo sciopero è un’arma pericolosa, a due tagli che ferisce colui che la impugna. Oggi … lo sciopero ha fatto il suo tempo … Molte vertenze avrebbero potuto trovare una loro soluzione dopo trattative amichevoli, richieste con forma corretta ed educata… ” (SRI).

1922

LIVORNO– Un agente investigativo e alcune guardie regie si recano alla sede del P.C.d’I. di via Santa Fortunata per arrestare un comunista che, il giorno prima, avrebbe malmenato una camicia nera: al suo posto vi trovano un attempato compagno, Omero Guidi, che li insulta e per questo viene tratto in arresto (RLL).

1923 

LIVORNO – Nasce Severo Cantini. Sarà partigiano combattente con grado di sottotenente e nome di battaglia “Livorno” nella Brigata Garibaldi Gramsci – Iª Divisione Liguria Monte Picchiara, dal 26 ottobre 1944 (ILSREC).

PISA – Nasce Rivo Sozzi. Sarà riconosciuto partigiano per aver combattuto in Emilia dal 20/10/1944 al 28/4/1945 con la XXXVIIIª Brigata “A. Villa”.

1924

PIOMBINO – Il famigerato squadrista Oreste Galeotti, alla vigilia delle elezioni, bastona Pietro Emilio Gagliardi, l’ultimo sindaco socialista di Piombino, democraticamente e liberamente eletto (FAR).

1931

COLLE di Val d’Elsa – 35 cittadini non iscritti al fascio e presi a caso sulla base di una delazione fasulla sono arrestati dai fascisti: la farsa si rivela così lampante che nei giorni successivi il Questore di Siena se la prende con il traditore che aveva maldestramente cercato di fare “da esca“. Le accuse infatti vanno dal passaggio di un involucro esplosivo poi risultato contenente una cravatta … alla stonatura di un musicante comunista della Banda di Colle sulle note di “Giovinezza“, l’inno fascista. Il maldestro “giuda” sarà picchiato dai suoi compratori fascisti per il fiasco del mandato affidatogli (MAC). Tutti gli accusati subiranno interrogatori e pesanti torture (AGV,9). Tra di loro, il comunista Vannini Albano di Eugenio (Monteriggioni, 1903),”sospetto autore di propaganda comunista“. Non essendo stati raccolti dati comprovanti “gli addebiti formulati a lui carico“, nel maggio successivo verrà rimesso in libertà “previa regolare diffida” (ACV,80).

1943

LIVORNO – Sono destinati al confino per due anni l’impiegato comunista Mario Allegri per i suoi ”discorsi antifascisti” e, per cinque anni, il muratore anarchico Armando Bientinesi, già ”miliziano rosso” in Spagna (RLL).

1944 

AUSCHWITZ – Nel lager nazista dove è deportato, muore l’ebreo livornese Umberto Modigliani (1902) (LXX).

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA –  Mitragliamento aereo alleato del paese con notevoli danni (CRT).

MASSA Marittima – In seguito al secondo giorno di rastrellamento, la Banda Camicia Rossa, dislocata in zona Poggione-Poggiarello, si disperde in tanti rivoli per evitare l’accerchiamento ed il combattimento dato il rilevante squilibrio di mezzi (Rel. Formazione). Una parte della Brigata si sposta nella zona del Caglio, dove erano già predisposti alcuni baraccamenti appartenuti a dei giovani renitenti (LDIIR) E’  il partigiano Nello Bezzini “Stoppa” a condurre la squadra Comando fuori dall’accerchiamento. Inoltre, in località Le Rocche, i partigiani di alcune sezioni della IIIª Brigata sono attaccati ma riescono a sganciarsi perdendo solo prezioso materiale (RAM).

MASSA Marittima – ” Il 23 Marzo 1944, in località Cronicioli di Massa marittima, un gruppo di ribelli armati catturò tre fascisti repubblicani, rilasciandone successivamente uno e trattenendo gli altri in ostaggio.”(NGNR del 15/04/1944).

SEMPRONIANO – “Il 23 marzo u.s., una banda ribelle attaccò la caserma della G.N.R. di Samprugnano (Grosseto), ma la pronta reazione dei militi, fece desistere dal proposito, dopo un combattimento durato oltre mezz’ora. Mentre il distaccamento della G.N.R. era impegnato  nel conflitto, elementi ribelli penetrarono nell’abitazione del Segretario del Fascio Repubblicano, Giovacchino Princi, costringendo questi a seguirli. Contemporaneamente altri banditi uccisero a colpi di arma da fuoco, entro il proprio appartamento, il maresciallo Luca Carlucci, del Centro Raccolta Notizie di Grosseto” (NGNR del 1/4/1944). Per altre fonti, il fatto avviene il 26/3 [Rel.VII° Gruppo, BAM e telegramma Ercolani].

SUVERETO – I GAP Suvereto e Tognarini si mettono a disposizione della 3a Bgta Garibaldi (CRT).

TRAVALE – Il gruppo partigiano di Viro cattura ed elimina due persone armate di pistola, padre e figlio soprannominati Marx ed Engels, ripetutamente denunciati come spie fasciste dai contadini del posto già da diverso tempo (PVM). Lo stesso fatto è riportato anche come avvenuto nel confinante comune di Radicondoli: Catturati entrambi armati (dopo essere stati ammoniti altre volte) ad aggirarsi in territorio partigiano ed accusati di essere spie fasciste, uomini della Spartaco Lavagnini’giustiziano Riccardo Filoni (1904) detto ‘Marx’ ed il figlio Ferruccio (1931).

1945 

COLLE Val d’Elsa – In due giorni, sono fermati tutti i maggiori fascisti del paese, responsabili di feroci maltrattamenti e altri reati ai danni degli oppositori politici. A carico di Ugo Bertini, Ernesto Capresi, Vittorio Meoni [naturalmente si tratta di un caso di omonimia col partigiano sfuggito alla fucilazione di Montemaggio], Giovanni Caponi e Mario Portigiani erano state già raccolte denunce di vari cittadini (ACV,143).

LIGURIA – In luogo a noi imprecisato, combattendo i nazifascisti, cade il partigiano “Tuono“, Egidio Arienti, nativo dell’Isola del Giglio (ILSREC).

1948 

GROSSETO – La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del P.M. sulle condanne (tutto sommato miti con molti amnistiati o addirittura assolti) inflitte il 18/12/1946 ai fascisti reponsabili di alcuni tra i peggiori fatti di sangue avvenuti in provincia ai danni di civili e partigiani, rimandando alla Corte d’Assise di Perugia i ricorsi degli imputati. Infine, commuta la pena di morte in ergastolo nei confronti dei fascisti Scalone, Maestrini, De Anna, Del Canto e Raciti.