19 marzo

1877 

GROSSETO – Nasce l’anarchico Enrico Marcucci, segretario della Federazione anarchica maremmana (CSP, etc).

1881 

FIRENZUOLA– Nasce Guglielmo Antonelli, detto Chiodo, comunista e boscaiolo che risiederà a Sasso d’Ombrone (Cinigiano – Gr). Attivo come socialista d’anteguerra e comunista poi, nel 1927 viene segnalato poiché scoperto a ricevere stampa antifascista dalla Francia.  Propiretario di un piccolo terreno acquistato prima dell’avvento del fascismo dalla contessa Clementina Piccolomini che lo rivuole indietro affermando di essersi trattato di vendita coattiva a prezzo troppo basso. L’Antonelli non cede ed il 9 gennaio del 1929 viene confinato a Ponza per 3 anni, isola sulla quale viene arrestato e condannato il 9/12/1930 per partecipazione a manifestazione collettiva. Poi prosciolto nel 1932 e radiato dal Casellario Politico nel 1934 (CPC).

1883 

LIVORNO – Nasce Giuseppe Nardi. Parrucchiere, anarchico schedato dal 1906, in seguito resiente a Genova. Ripetutamente fermato, diffidato nel 1933 e nel 1938,  ammonito sempre nel 1938, poi condannato a 5 mesi di carcere nel dicembre 1940 per oltraggio. Arrestato il 7.3.1943 per disfattismo politico e condannato a due anni di confino, scontati fino al settembre stesso anno allorché è liberato (CPC).

1887

BUTI – Nasce Attilio Buti, antifascista di professione terrazziere, residente a Pisa. Espatriato nel 1922, è iscritto in Rubrica di Frontiera nel 1932 perché coinvolto in scontri con fascisti in Francia. Arrestato al rimpatrio il 28 novembre 1940, viene confinato a Ventotene per 5 anni. Liberato nell’agosto 1943 alla caduta del regime (CPC).

1891

LIVORNO – Nasce Oreste Baldi, lattivendolo e comunista. Membro dell’ organizzazione comunista labronica, viene arrestato nel 1930 e quindi condannato a 4 anni di carcere. Nel 1941 è ancora vigilato (CPC).

LIVORNO – Nasce Guido Lemmi. Fabbro, comunista, viene arrestato il 9 aprile 1937 per diffusione di notizie apprese da Radio Barcellona e quindi confinato per 4 anni a Celico, pena poi commutata in ammonizione dal novembre 1937 (CPC).

1898 

ROSIGNANO Marittimo – Nasce Lorenzo Tognotti, di Agostino. Operaio anarchico, vigilato nel lungo periodo dal 1914 al 1939, poi radiato dal Casellario Politico (PVQ,54).

1900

COLLESALVETTI– Nasce Dogali Simoncini, muratore comunista condannato nel 1936 a 8 anni di detenzione per “Costituzione del PCI, appartenenza allo stesso e propaganda”  (Sentenza n. 21 del 5-3-1936 Pres. Bevilacqua – Rel. Buccafurri).

1903

S.GIMIGNANO – Nasce Antonio Guercini, muratore, comunista. Subisce un arresto nel maggio 1932 per la sua attività politica, venendo poi liberato previa diffida. Vigilato fino al 1941 allorché viene radiato dal Casellario politico (CPC).

1907

VICOPISANO – Nasce Mario Batini, anarchico, scalpellino, abitante a Livorno.  Arrestato il 30 novembre del 1936 mentre tenta di espatriare clandestinamente per andare a combattere i franchisti in Spagna, viene assegnato a 5 anni di confino ( Aritzo, Bernalda, Ponza, Ventotene, Tremiti ). Arrestato nuovamente nel 1938 e condannato a mesi di reclusione per contravvenzione al monitoe, subisce ancora l’arresto nel 1942. A fine pena, il 20 luglio 1942, trattenuto come internato e liberato solo nel settembre 1943. Partecipa alla Resistenza e, preso in ostaggio dai nazisti insieme ad una trentina di livornesi, viene liberato da un blitz partigiano cui partecipano tra gli altri Virgilio Antonelli e Giovanni Biagini. Nel dopoguerra milita nei gruppi anarchici Bakunin e Malaltesta e nella Federazione Anarchica labronica. Muore a Livorno il 24 gennaio 1979 (RLL – CPC).

1910

LIVORNO – Nasce Candido Adorni Pallini, muratore comunista. ” Arrestato il 5.2. 1935 per organizzazione comunista. Rilasciato dopo 1 mese e mezzo e ammonito per anni 2, poi vigilato ” (CPC).

1921

LIVORNO – In un telegramma del Prefetto Gasperini al Ministero dell’ Interno, si relaziona sul comportamento del caporione fascista Goffredo Bartelloni arrestato e trattenuto per aver esternato propositi di attacco al congresso socialista del gennaio precedente: al suo rilascio, avrebbe dato le dimissioni da “socio del locale fascio stigmatizzando l’opera, secondo lui, troppo remissiva” delle camicie nere (RLL).

1922 

CASCINA – Nei pressi della frazione di Marciana, vicino al canale Emissario, viene catturato dalle camicie nere e assassinato con un colpo alla tempia l’anarchico Comasco Comaschi, Maestro D’arte e capo officina ebanista della Scuola d’Arte di Cascina, dirigente della Pubblica Assistenza , organizzatore dei gruppi armati antifascisti. Aveva strenuamente difeso i propri allievi minacciati per aderire al fascismo.
Il truce assassinio desta indignazione e sgomento in tutta la città, dove Comasco Comaschi  è benvoluto e stimato da tutti  per le sue grandi doti umane  e per la sua intransigenza verso ogni forma  di prepotenze e sopraffazione.
La camera ardente, allestita nell’associazione, è così mèta di migliaia di persone ed ai funerali partecipa una folla immensa. Giorni dopo sono tratti in arresto i fascisti Italiano e Giuseppe Casarosa, Gaitano Diodati e Dante Bertelli, tutti di Marciana che, al processo, saranno assolti con la formula “non luogo a procedere” . Dopo la sua morte, la Pubblica Assistenza diviene ancor più punto d’incontro e di riferimento  di quelle forze  che non condividono la dittatura fascista, fino a quando, nel 1932, il fascismo pretenderà una vendita fasulla della proprietà  imponendo la chiusura dell’Associazione (RMAA-OSR- SQU, Sito Pubblica Assistenza di Cascina).

RIOTORTO – Due liste contrapposte si presentano per la “rinnovazione delle cariche sociali alla Coop. Di Consumo “. Una socialcomunista, una di indipendenti e fascisti: questi ultimi interrompono una prima volta lo scrutinio con violenza e minacce poi, a scrutinio ultimato e dopo la loro incontestabile sonora sconfitta, irrompono di nuovo armati e ” come belve irruppero armati di bastone nell’ufficio ove era avvenuta la votazione intimando agli altri di uscire. Rimasti padroni del campo, raccolsero tutte le schede della votazione ed i verbali facendo di tutto un grande falò intorno al quale cantarono Giovinezza ” (FAR-PRO).

1931

LIVORNO – Arresto di Virgilio Antonelli per diffusione di volantini antifascisti e e contatti con i comunisti: viene assegnato al confino a Lipari, Ventotene e Ponza per 5 anni (RLL, CPC).

1944

BACCINELLO – I partigiani asportano materiale esplosivo dalla miniera (TMV). Si tratterebbe di “chilogrammi 9 di esplosivo, 30 coperte di lana e altri materiali” (NGNR del 25/3/1944).  “Giunge ora notizia che, il 12 marzo u.s., verso le ore 19, in Baccinello, elementi ribelli si presentarono nel magazzino di quella miniera e si fecero consegnare materiali esplosivi, attrezzi vari e due fucili da caccia. Successivamente si recarono alla Casa del Fascio repubblicano, ove strapparono una fotografia del Duce, asportando due fucili da caccia ivi depositati. Indi, caricata la refurtiva su un carro, si allontanarono in direzione sud.” (NGNR del 7/4/1944).

CASCIANO di MURLO –  I partigiani della ‘Spartaco Lavagnini’ fanno rinvenire un dattiloscritto contenente accuse contro fascisti e tedeschi (LDM + CRT).

MASSA MARITTIMA – Un nucleo della IIIª Brigata attacca un gruppo di militi della G.N.R., uccidendo un fascista e ferendone un altro. Nello scontro, perde la vita anche un partigiano (RAM). Intanto muore in Ospedale, in seguito alle ferite riportate per una pallottola sparatagli vilmente alle spalle da un  milite fascista suo compaesano dopo che lo aveva catturato, il partigiano massetano Enrico Filippi.

MAIANO LAVACCHIO – La spia fascista Lucio Raciti inganna i coloni del podere “Ariosti”, base di appoggio di un gruppo di renitenti alla leva che si nascondono nella macchia senza scegliere l’ opzione della lotta armata con i partigiani: fattosi credere anch’esso un renitente, assume importanti informazioni che l’ indomani riferirà alla polizia fascista, dando così via all’ operazione che porterà alla fucilazione di 11 innocenti (MDI).

NICCIOLETA – Nella frazione mineraria, si costituisce un’altra squadra partigiana (CRT-RCR).

PECCIOLI – Alla notizia che 11 giovani del paese erano stati arrestati perché renitenti alla leva e stavano per essere condotti al carcere di Pisa, centinaia di persone armate di falci, forconi, bastoni si riuniscono minacciose al bivio di Via Carraia dove il camion coi renitenti si ferma e militi e carabinieri di scorta, impauriti, fuggono precipitosamente nei campi (RMAA).      “Il 19 corrente, alle ore 11, in località “Le Serre” di Peccioli, 4 carabinieri e un milite ferroviario, sotto la direzione del comandante di quel distaccamento G.N.R., rintracciarono 9 disertori, catturandoli dopo movimentato inseguimento. Mentre gli arrestati venivano accompagnati in paese, su un autocarro, per essere poi avviati al distretto militare di Pisa, una folla minacciosa circondò l’autoveicolo insistendo per il rilascio degli arrestati. Data la gravità della situazione, il comandante fu costretto ad aderire alla richiesta. La popolazione si riversò allora in piazza inveendo contro le finestre dell’abitazione del segretario del Fascio. Successivamente molti si recarono davanti il municipio, reclamando l’immediato rilascio delle tessere annonarie ai suddetti disertori. La G.N.R., per disperdere i dimostranti, fece uso delle armi, senza conseguenze. Le autorità hanno inviato rinforzi sul luogo” (NGNR del 27/3/1944).

PITIGLIANO – Pietro Casciani e i partigiani del Reparto Lupi, in agguato al ponte sul fiume Fiora, assalgono due camion tedeschi ed un’autovettura italiana, uccidendo un ufficiale germanico, due ingegneri tedeschi, distruggendo l’auto e rilasciandone l’autista (BAM).

PORTOFERRAIO – Un’incursione aerea alleata causa 33 morti e 60 feriti (CRT).

RADICOFANI – I partigiani catturano e trattengono per un giorno un aderente al PFR (CRT).

SAN GIMIGNANO – I partigiani catturano un impiegato dell’Ufficio Annonario cui viene imposto di restituire le tessere annonarie tolte alle famiglie dei renitenti alla leva della RSI. Nello stesso giorno il Distaccamento Velio, in pieno centro, in un caffè,  disarma 3 carabinieri impossessandosi di 3 moschetti e 2 rivoltelle, fatto che altre fonti riportano in data 18 marzo (RGB – CRT). Per altra fonte, autori del disarmo sarebbero partigiani della squadra di Mauro Rolandi Borsa (SUP). In paese, i partigiani Guido Lisi e Manlio Tartarelli, con azione da gappisti, sequestrano un noto repubblichino per usarlo come ostaggio. Il fascista sarà poi in seguito rilasciato (TBF).

SCANSANO – “Il giorno 19 venne iniziato il rastrellamento della zona scanzanese, dove i ribelli avevano asportato 75 kg. di dinamite e vari quintali di grano e olio, ma la forte superiorità numerica della banda consigliò la nostra colonna operante, composta di una sola compagnia, a rinviare l’attacco sino all’arrivo di rinforzi. Nella notte del 22 marzo giunsero sul posto tutti i reparti partecipanti all’operazione.” (NGNR del 1/4/1944). Nel corso del rastrellamento, i fascisti Alfredo Del Canto e Antonio De Santis, tentano di uccidere, non riuscendovi, Aleandro e Leo Leoneschi (MCN).