13 marzo

1876 

LIVORNO – Nasce Vincenzo Rossi. Calzolaio, anarchico attivo dall’anteguerra, è arrestato nel 1927 per offese al re e condannato a 2 anni di reclusione. A fine pena viene assegnato al confino a Ponza per 4 anni. Liberato nel novembre 1932 per l’amnistia del decennale, muore il 1° marzo 1939 (CPC).

1896

LIVORNO – Nasce Egidio Gioli. Manovale antifascista, politicamente attivo dal 1919, è ammonito nel 1926. Nel periodo 1933-1936 lo troviamo in Corsica. Arrestato il 15 maggio 1939 per scritte murali antifasciste, viene confinato a Gimigliano per 3 anni. Liberato il 15 aprile 1942 (CPC).

1899

LIVORNO – Nasce Arturo Corsani, facchino antifascista. Conosciuto da tempo perché ”ha sempre odiato il regime, nel luglio 1930 viene condannato a 3 anni di reclusione e ben 20 mila lire di multa per attività antifascista e tentato espatrio clandestino. La multa gli verrà convertita in ben 400 giorni di carcere [CPC).

1902

SIENA – Nasce Vittorio Emanuele Sadun, di religione ebraica. Viene arrestato a Firenze e deportato dai nazifascisti ad Auschwitz. Con la moglie Matilde Calò e i figli Amiel (14 anni) e Lya (13): nessuno di loro farà ritorno (EIT).

1921 

GROSSETO – Presso le scuole elementari si svolge il primo Congresso provinciale comunista. Sono rappresentati i circoli giovanili di Grosseto, Casal di Pari, Montemassi, Porto S.Stefano, Orbetello, Roccastrada e Caldana e le sezioni di Grosseto, Vetulonia, Scarlino, Ravi, Zancona, Montemassi, Roccastrada, Batignano, Massa marittima, Porto S.Stefano, Campagnatico, Follonica, Seggiano, Orbetello, Manciano, Torniella, Boccheggiano, Tatti, Castel di Pietra, Sassofortino, Ribolla, Casal di Pari, Pitigliano, Buriano, Tirli, Petricci, Casteldelpiano, Sasso d’Ombrone e Giuncarico. Siu proposta dell’ orbetellano Ventura, viene approvato per acclamazione questo Odg: ” I comunisti della provincia di Grosseto, mentre inviano un reverente saluto ai proletari caduti vittime del piombo regio ed in modo particolare a Spartaco Lavagnini barbaramente trucidato, si augurano che in un giorno non lontano il popolo, con l’abbattimento dello stato borghese e con l’instaurare della Repubblica Comunista, possa rivendicare i suoi martiri”. Il Comitato Direttivo che ne scaturisce comprende Boschi di Follonica, Sorbelli di Casteldelpiano, Tagliaferri di Roccastrada, Ventura di Orbetello ed i grossetani Nesti, Magnani e Gonforti  ( Aristeo Banchi – Si va pel mondo ).

LIVORNO– Studenti di opposte fazioni si azzuffano al Teatro Goldoni, al Politeama e lungo i Fossi della città.  A sera i fascisti ingiungono alla Lega Studentesca Sovversiva di sciogliersi entro 24 ore (RLL).

1922 

ORBETELLO – I fascisti assassinano barbaramente il comunista Marco Curioni (SCA).

1923 

AVANE – Nella frazione di Vecchiano, il repubblicano Elio Masciadri viene arrestato per essersi difeso con arma da fuoco dal segretario del fascio locale, Antonio Sanguigni (RMAA).

LIVORNO – Nasce Giorgio Ventura, nome di battaglia “Nemo” – Residente a Fornovo Taro, è partigiano in Emilia Romagna dal 20/12/1944 al 25/4/1945 nella CXXXVª Brigata Garibaldi “Mario Betti” (UBO).”

1937

SASSOFORTINO – Arresto dell’ operaio antifascista Telemaco Colucci che, per discorsi contrari al regime, si vedrà confinato per 3 anni (CPC).

1938

LIVORNO – Vengono scoperte diverse scritte, soprattutto all’esterno del muro di cinta dello stadio “Edda Ciano-Mussolini”: quasi tutte di stampo combattentistico, evidenziano una certa preoccupazione per l’occupazione nazista dell’ Austria (RLL).

1944 

ALTA MAREMMA – In località Ghirlandino, incontro tra il comandante Chirici ed alcuni gappisti piombinesi (Tognarini, Bezzini e Benedettini) che consegnano alla formazione due prigionieri polacchi sfuggiti ai tedeschi nonché 5 mitra, un fucile mitragliatore, una mitragliatrice Fiat con 32.000 colpi e pezzi di ricambio, 8 moschetti e 60 bombe a mano, oltre a munizionamento vario (RAM).

BIBBONA –  “Il 13 corrente, in frazione Bibbona, comune di Cecina, furono rinvenuti manifestini di propaganda sovversiva incitanti all’odio contro i tedeschi e i fascisti, allo sciopero, alla insurrezione ed all’arruolamento dei giovani nelle bande ribelli” (NGNR del 27/3/1944).(CRT).

CAPALBIO – Sulla SS Aurelia i partigiani attaccano una colonna tedesca ippotrainata: 5 tedeschi uccisi e ampio bottino di armi (CRT).

CASOLE d’ELSA – In località Stebbi, il Distaccamento Velio ferma un’autocorriera proveniente da Monteguidi e, “controllati i documenti dei viaggiatori, tolsero le scarpe e la bandolera all’unico soldato presente, certo Enzo Gasparri, che rientrava al corpo da un permesso fruito” (CRT – Archivi fascisti, RSI, Notiziario GNR ). La stessa squadra partigiana assalta la caserma dei carabinieri riportando solo un parziale successo non riuscendo ad espugnarla completamente, ma facendo ricco bottino di armi prima di ritirarsi in Berignone (SUP). Nell’azione rimane leggermente ferito il partigiano Livio Livini (ACV,215).

CETONA – Vengono arrestati 10 antifascisti (CRT).

GROSSETO – In correità tra di loro, le maggiori autorità fasciste della Provincia (Barberini, Pucini, Ciabatti, Maestrini, De Anna …) con altri armati, si introducono ”mediante scalata nell’abitazione di Arzilla Costanzo” impossessandosi ”al fine di trarne profitto ” di ” pezzi di ricambio per auto, attrezzi per officina, lubrificanti, pneumatici ed indumenti ” (Vedi sentenza Tribunale di Grosseto del 18/12/1946).

MARINA di PISA – ” ….una trentina di soldati germanici, giunti nella giornata, forzarono le porte di diverse ville disabitate, appartenenti a sfollati, asportando masserizie e oggetti vari. Inoltre occuparono un villino appartenente a un impiegato delle FF.SS. … La popolazione ha commentato sfavorevolmente il comportamento di pedetti militari.” (NGNR del 4/4/1944).

MASSA MARITTIMA – Presso la miniera di Montebamboli la 3a Brigata Garibaldi giustizia una spia, catturata da tempo, che aveva il compito di far localizzare il campo (CRT).  La spia era stata fermata il 12 febbraio in località Poggio all’Ulivo con altri 2, tutti inviati dai fascisti campigliesi dietro compenso di 50 lire ciascuno (RAM).

MONTERIGGIONI – In località Strove, la squadra volante di Mauro Rolandi intercetta e disarma un milite GNR ed un carabiniere (CRT-SUP).

MURCI – Nella zona di Murci, i ribelli requisiscono all’ammasso 122 quintali di grano, in parte distribuito alla popolazione, in parte trattenuto per le necessità della banda partigiana (TMV). Il VII° Gruppo Amiata occupa il paese aprendo i magazzini dell’ammasso del Consorzio Agrario e distribuendo il grano alla popolazione (TGSG).

PIENZA – In località Vittoria, disarmati due militi Forestali da 30 sconosciuti armati che “asportarono armamenti, equipaggiamento e vestiario degli interessati” (Boll. GNR del 17/3/1944).

POGGIOFERRO – “Alle 18,30 … un autocarro trasportante grano, giunto nei pressi di Poggioferro, veniva fatto segno a colpi di arma da fuoco. La pronta reazione degli elementi di scorta metteva in fuga gli aggressori. Hanno riportato ferite gravi un impiegato del consorzio agrario e l’autista” (NGNR del 17/3/1944).

PONTASSERCHIO – Tre militari tedeschi “avvinazzati“, penetrati con l’inganno in un appartamento, tentano una violenza carnale nei confronti delle tre donne che lo occupano: la più giovane di loro, 19 anni, resta ferita dal calcio della pistola di uno dei militari che si danno poi al saccheggio dell’abitazione (NGNR del 31/3/1944).

RADDA in CHIANTI – Alla Badiaccia, la Banda del Chianti cattura 2 spie fasciste, una delle quali viene uccisa (CRT).

SARTEANO – Arrestati 10 antifascisti (CRT).

SIENA – Nella caserma La Marmora, 4 giovani partigiani vengono fucilati dalla GNR dopo un processo sommario: fanno parte anch’essi del contingente rastrellato a Monticiano sul Monte Cuoio: Renato Bindi, Adorno Borgianni, Tommaso Masi e Primo Simi. Tutti diciannovenni ( BPA – CRT – Archivio SM dell’ Esercito 1 – RSI – 30.01 ). Degli altri renitenti alla leva: Alberto Paolucci, Mario Muzzi e Leandro Muzzi vengono condannati a 24 anni di reclusione. L’ottavo partigiano catturato, classe 1926 e non soggetto alla leva, viene solo imprigionato senza condanna ( SNFT ).

VOLTERRA – Arresto degli antifascisti volterrani Bruno Scarselli, Ettore Gremigni, Arturo Righi, Bruno Giustarini, Mario Bertini, Donatello Brogi e Corrado Gazzarri (ANPI Volterra).

1946

Luogo non indicato – Arresto del fascista pitiglianese Acrisio Fromboluti. Accusato di aver avuto parte attiva nel rastrellamento di Murci e della morte dei partigiani Canzanelli e Conti, verrà processato e assolto, mentre, per il reato di collbaorazionismo con l’invasore tedesco, usufruirà della c.d. amnistia Togliatti [Sentenza del 18/12/1946 e successive].

 1968 

PISA – Sono arrestati Guelfo Guelfi e Marco Moraccini, entrambi di Potere operaio, con riferimento alle manifestazioni studentesche e all’occupazione dell’ateneo ( CFC ).