2 marzo

1881 

LIVORNO – Nasce Alfredo Bartolini, fornaio e attivista anarchico. Schedato dal 1902, nel gennaio del 1931 viene difidato per propaganda contro il regime nell’ambiente dei portuali. Nel 1942 risulta essere ancora vigilato (CPC).

1887 

CAMPIGLIA Marittima – Nasce Silo Galligani, di Agostino. Anarchico, va a risiedere a Rosignano dove svolge attività di operaio meccanico. Lungamente vigilato, dal 1910 al 1937, anno della sua radiazione dal Casellario politico. E’ stato anche iscritto in Rubrica di Frontiera, evidentemente espatriato (PVQ,36).

1911

S.GIMIGNANO – Nasce Giuseppe Boschini, bottaio e comunista. Residente a Poggibonsi, è arrestato il 6 aprile 1934 per organizzazione comunista, condannato dal Tribunale Speciale a 5 anni di reclusione, di cui 2 condonati, che sconta a Castelfranco Emilia (“Associazione sovversiva, propaganda comunista” – Sentenza nr.23 del 5/4/1935 – Presidente Gautieri Rel. Presti). Liberato nel febbraio 1937 e di nuovo arrestato nell’ottobre 1941 per analogo reato. Il tribunale Speciale questa volta gli infligge 7 anni di reclusione disponendo la sua custodia nei carceri di Civitavecchia e di Viterbo (CPC).

1913

LIVORNO – Nasce Vittorio Angelo Coen, ebreo arrestato a Lucca, deportato dai nazifascisti e deceduto ad Auschwitz (EIT).

1915 

MARCIANA – Nasce Dante Coltelli, nome di battaglia Rinaldo, partigiano combattente nella Resistenza piemontese con la 36ª Cmp della 4ª Brigata di Giustizia e Libertà (IRT).

1918 

PISA – Nasce Sergio Lorenzetti. Di Alessandro e Ceccherini Giulia, residente ad Arena Pisana, celibe. Partigiano in Emilia, nome di battaglia Sergio, dal 13/9/1944 al 25/4/1945 nella Iª Brigata Julia, con incarico di Commissario di Distaccamento.

1919

FOLLONICA – Congresso dei Socialisti maremmani alla Casa Socialista di Follonica: il poeta Gamberi manda un saluto alla memoria di Liebknecht e Rosa Luxemburg, da poco assassinati in Germania (DFDF).

1920

CASTEL del PIANO – Nasce Pietro Turrini, partigiano nel bolognese con la 36ª Brigata Garibaldi Bianconcini (DBPB).

1921

LIVORNONasce Carlo Carli, nomi di battaglia Etrusco o Felino. Già caporalmaggiore nella Sanità dell’ esercito, dopo soli due giorni da arruolato nella Divisione S.Marco della Rsi [8/10 agoto 1944] si unisce alla Resistenza come partigiano combattente con la 99ª Brigata Garibaldi fino all’8 giugno 1945.

PONTEDERA – Le Camicie nere lamentano il ferimento per mano sovversiva dello squadrista Augusto Ciampini che potrà fregiarsi dell’onoreficenza per ”ferita fascista”.

1922

FOLLONICA – Per i fatti del giorno precedente, i fascisti impongono agli operai l’astensione dal lavoro e, nel pomeriggio, anche la serrata dei negozi. Il fermento fascista porta nuovamente all’arresto dell’anarchico Italo Giannoni e del socialista Raffaello Ieri: sono gli stessi sospettati dell’uccisione del carabiniere Salvatore Golino, carcerati per otto mesi e rilasciati per inconsistenza di indizi (DFDF).

LIVORNO – Giornata di ”incidenti assai movimentati”. Il primo verso le 9,30, quando al mercato un gruppo di Arditi del Popolo si avvicina al banco del pollivendolo fascista Amato, malvisto dagli altri banconieri per le sue idee, difeso da alcuni fascisti: uno sconosciuto, impugnato ”uno scortichino da macellaio’” lacera con un fendente l’impermeabile del segretario del fascio Marcello Vaccari. Nella zuffa hanno un ruolo importante ” quasi tutte le venditrici di erbaggi e altri generi ” e numerose altre donne che inveiscono ” come indemoniate ” contro i fascisti, avventandosi contro di loro in via Cavallotti e piazza del Cardinale. I seguaci di Mussolini, andandosene, prendono a sassate lo studio dell’ on. Giuseppe Emanuele Modigliani, socialista, in via Magenta. Alle 14,30, un operaio dell’ Accademia navale, Baldo Santerini, ritenuto comunista, viene ” bastonato a sangue ” dai fascisti e riporta ferite guaribili in 15 giorni. Gli squadristi poi bastonano un edicolante, sequestrandogli anche numerose copie de ”Il ComUnista” che bruciano per strada. Verso mezzanotte vengono arrestati gli anarchici Giordano Bruno Pini (32), Leopoldo Degl’Innocenti (35), Oreste Piazzi (40), Luigi Vanni (47) e Amleto Bicchierai (46) per aver aggredito poco prima un agente investigativo in via Vittorio Emanuele (RLL).

1924

PIOMBINO – L’ operaio Attilio Masi, colpevole di aver partecipato ai funerali del comunista Attilio Landi, viene bastonato dallo squadrista nero Oreste Galeotti della MVSN (FAR).

1925

MONTECASTELLI Pisano – Su denuncia di Gino Cioni di Travale, ” fervente fascista e milite della famigerata milizia di Mussolini, per consequenza elemento che aveva un forte antagonismo contro tutti gli antifascisti  e per consequenza anche contro di me“, viene arrestato l’antifascista Francesco Luchetti di Montecastelli con la falsa accusa di avergli sparato (Denuncia al CLN locale ).

1932

LIVORNO – Arresto del vetraio Fernando Arrighetti, sorpreso a cantare “Bandiera Rossa”. Proposto per il confino, sarà poi ‘soltanto’ ammonito (RLL).

1940

TRIBUNALE SPECIALE del FASCISMO – Processo a carico di un’organizzazione comunista livornese. 19 sono gli imputati accusati di ricostituzione del Partito Comunista, appartenenza e propaganda. L’unico ad essere assolto è l’ operaio Ervè Pacini di Poggibonsi, gli altri sono tutti condannati. Aramis Guelfi, recidivo, si prende la condanna più dura con 16 anni, 14 anni di carcere all’imbianchino Rosolino Pelagatti ed al calderaio Angelo Fulignati di Certaldo. 8 anni al manovale Renato Andreucci ed al barbiere Bruno Gigli; 7 all’operaio Garibaldo Benifei di Campiglia Marittima, 6 a Mazzino Pavoletti e Danilo Conti di Castellina Marittima. 5 anni al falegname Alfredo Allegri, all’operaio Eustachio Calvanico, al custode del cimitero ebraico Augusto Pescioli per avere occultato ” in una tomba del cimitero ebraico il materiale per la stampa che il Tuticci aveva avuto dal Guelfi“. 4 anni all’operaio Alfredo Tuticci e al manovale Carlo Giusti; 3 agli operai Emilio Valesini,  Medardo Tamberi e Osvaldo Del Rio ed al falegname Giorgio Rossi; 2 anni e sei mesi all’ autista Antonio Bertelli … per una condanna complessiva di 100 anni e 6 mesi. Tutti residenti a Livorno, sono condannati per ”avere partecipato ad un’associazione a carattere comunista diretta a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici e sociali costituiti nello Stato” (MdAL / RLL).

1943

LIVORNO – Sono assegnati 5 anni di confino all’anarchico livornese Lanciotto Corsi, già combattente in Spagna contro i franchisti,  ed al minatore Ernesto Sardi di Capoliveri (RLL-LXX).

1944 

CASTELLAZZARA – “Giunge ora notizia che il 2 corrente, verso le ore 23, in Castellazzara, un centinaio di armati attaccarono con armi da fuoco e bombe a mano la caserma del distaccamento G.n.r. – I militari risposero al fuoco, ma i banditi riuscirono, attraverso una finestra, a penetrare in caserma, donde asportarono armi, indumenti di vestiario, calzature, il telefono e la cassaforte contenente i fondi del distaccamento. Il comandante venne condotto via come ostaggio, ma riuscì a fuggire verso le ore 9, allorchè la banda veniva impegnata da rinforzi accorsi sul posto” (NGNR del 16/3/1944). Nel tragitto percorso ritirandosi dal raid della notte precedente contro la caserma dei carabinieri, i partigiani si scontrano con la milizia fascista. Durante il conflitto a fuoco perdono (o rilasciano) il comandante dei carabinieri preso in ostaggio (BAM).

CASTELL’OTTIERI – Venendo a conoscenza della collaborazione dei proprietari con i partigiani, militi fascisti e polizia tedesca incendiano l’albergo Italia distruggendone tutto ciò che si trova al suo interno (BAM).

ELMO – Presso Casa Sbraci dove si erano rifugiati, alcuni partigiani sono catturati dai tedeschi accompagnati sul posto da tale Alfredo Posi (o Reposi), spia. Marsilio Gavini, Alvaro Vasconi, Felice Grillo, Africo Balocchi e Francesco Sorrentino saranno condannati a morte e fucilati a Manciano il 14 marzo. Romeo Loppi, in seguito a confessione, viene condannato a 10 anni di reclusione. Il settimo partigiano è rilasciato, mentre Primo Parracciani riesce a fuggire da una finestra (BAM).

GROSSETO – Un telegramma alla Questura di Grosseto parla del “fermo di una persona poi fucilata mentre cercava di scappare” da parte di due militari tedeschi.

Foresta del Berignone – Dopo un viaggio di tre giorni, spedito dai GAP pisani, arriva a destinazione un carico di armi nascosto sotto a un grosso carro di cavoli: una mitragliatrice ‘Breda’,  tre mitragliatori, tre mitra, 50 moschetti, 3 casse di bombe a mano, munizioni varie e scarpe da montagna (LAP).

MANCIANO – In località Stellata, circa 3 km fuori dal paese, alle ore 15,00 i tedeschi uccidono il giovane bracciante partigiano Gilfredo Scovaventi, 21 anni, di Mariano e Angelica Pellegrini, bracciante, celibe, nato a Samprugnano nel 1923 (AGA-BAM-REL. 7G ).

Monte AMIATA – Ingenti forze fasciste provenienti da Siena e da Grosseto iniziano un rastrellamento cui i partigiani sfuggono ritirandosi sulla vetta della montagna. Buona parte dei paesi e delle borgate amiatine vedono lo sfollare di gran parte della popolazione (BPA).

MONTEBUONO – In località Casa Sbraci, cattura di cinque partigiani – Affrico Balocchi, Marsilio Gavini, Felice Grilli, Francesco Sorrentini e Alvaro Vasconi – che, dopo un paio di rinvii, saranno fucilati a Manciano il 14 marzo (AGA). In reazione all’uccisione di due loro ufficiali, le truppe tedesche cannoneggiano da Sorano verso Montebuono, poi attaccano il paese muovendosi da San Valentino e da Castell’Ottieri, supportati da milizie fasciste (BAM).

MONTIERI – Sulla provinciale i partigiani  della IIIª Brigata attaccano un camion tedesco uccidendo 2 occupanti con raffiche di mitra (LDIIR-RCR-RAM).

PETRICCI – Rastrellamento repubblichino “Con intenso uso di armi da fuoco” (Tmes).

PITIGLIANO – In località Porcarecce, i tedeschi uccidono Ugolino Lombardi – capogruppo partigiano del Reparto Lamone – ed i russi Joseph e Peter (BAM).

ROCCALBEGNA – Nella zona di Petricci, i militi fascisti della GNR effettuano un rastrellamento in cerca di forze partigiane (BAM).

SELVENA – In questa frazione di di Castell’ Azzara militi repubblichini, insieme a soldati tedeschi, incendiano l’albergo di Giuseppe Niccolai perché ritenuto filopartigiano ( SNFT ).

SORANO –  In una località del comune, viene ferita, con una bomba a mano tedesca, Sorina Mori (CRT). “Il 2 corrente, nelle zone di Elmo, San Valentino, Montevitozzo e Valle Castagneta del comune di Sorano, circa 200 soldati tedeschi, in operazione di rastrellamento, catturarono 6 ribelli armati, tra i quali, sembra, un russo ” (NGNR del 16/3/1944).

VOLTERRA – Uomini del distaccamento partigiano “Velio” disarmano 4 secondini addetti alla sorveglianza dei prigionieri nel locale carcere (RGB-SUP).

1945

EBENSEE – Nel lager tedesco, mentre è in cella di tortura, muore Cesare Salvestroni (Pisa il 1-5-1897), rappresentante del Partito d’Azione in seno al Comitato Militare del CLN pisano. Né durante le torture subite a Pisa, né in quelle avute nel lager, rivelerà i nomi degli altri appartenenti al Comitato clandestino (RMAA-ANPI -EDM).

Luogo non indicato – Arresto del fascista Anselmo Santucci di Campagnatico: accusato di aver avuto parte attiva nei sanguinosi fatti di Monte Bottigli, andrà assolto per insufficienza di prove ed amnistiato per collaborazionismo [Sentenza del 18/12/1946 e successive].

 1983 

GROSSETO – Muore in un incidente stradale l’ex sindaco comunista Giovanni Finetti, che si era interessato alle indagini sulla strage di Ustica: non è nè la prima nè purtroppo l’ultima morte “strana” di persone direttamente o indirettamente implicate coi fatti di Poggio Ballone e, quindi, coi misteri di Ustica ( CFC ).